Il Tirreno

Livorno

Non arriva l’ok al molo extra, da Cristiano Lucarelli in 6 senza lavoro

l Bacino Firenze visto dall’alto e sulla sinistra la strozzatura da eliminare
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l Bacino Firenze visto dall’alto e sulla sinistra la strozzatura da eliminare

Livorno, Tirrenia programma la terza nave ma la società ha il terminal troppo piccolo Chiesti all’Authority spazi in più in attesa dei lavori al Bacino Firenze

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LIVORNO. La lettera del Lucarelli Terminal è indirizzata al commissario dell’Authority Giuliano Gallanti e al segretario generale Massimo Provinciali. Poche righe per mettere in fila sei nomi di lavoratori con contratto a termine e annunciare che non potranno essere rinnovati alla scadenza prevista per domani.

Ma se l’ex bomber amaranto Cristiano Lucarelli nelle vesti di presidente della società mette nero su bianco questa missiva è anche per legare questi mancati rinnovi alle difficoltà in cui è l’azienda dopo che la Tirrenia ha deciso di aprire a Livorno un ulteriore collegamento con la Sardegna per rispondere alle mosse di Grimaldi sulla stessa rotta: una nave in più, la terza, il cui arrivo anziché esser giudicabile positivamente si è trasformato in un boomerang perché il terminal attualmente non è in grado di ospitare questa nave in più ed è stata dunque dirottata su un terminal concorrente.

Dal quartier generale della società di Lucarelli si chiede all’Authority l’ok all’occupazione temporanea del Molo Italia. Controreplica di Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale: là ci vanno le navi da crociera, guai se si creano sovrapposizioni con i traffici merci (senza contare che nel Bel Paese niente è definitivo quanto i provvedimenti provvisori). Ma dal Lucarelli Terminal si ribatte: «Noi chiediamo di poterlo utilizzare nelle ore notturne in cui le love boat non ci sono, abbiamo dato la massima disponibilità perché non nascano disagi e contrattempi: vogliamo solo lavorare».

La “patata bollente” arriva negli stessi giorni in cui giunge a scadenza la proroga che riguarda l’accosto alla radice della Darsena Toscana finora utilizzato da Seatrag: è in calendario una riunione della commissione consultiva di Palazzo Rosciano e domani scade lo slittamento accordato nei mesi scorsi dopo che inizialmente era stata annunciata dall’Authority l’intenzione di far passare l’autorizzazione dalle mani di Seatrag a quelle di Grimaldi. Peraltro, nella missiva indirizzata ai vertici dell’ente portuale di scali Rosciano il Lucarelli Terminal ricorda che è da agosto che l’azienda ha chiesto di poter utilizzare il Molo Italia.

Tutto nasce dal fatto – viene sottolineato – che l’Authority non ha compiuto i lavori di resecazione di un tratto di banchina del Bacino Firenze e che questo crea una strozzatura tale da limitare l’operatività del terminal alle navi sotto i 150 metri. Non è da escludere che lo slittamento di tali lavori sia da mettere in relazione al rinvio dello spostamento del Tco in Darsena Toscana per far spazio all’allargamento del terminal passeggeri di crociere e traghetti fino all’Alto Fondale.

Nella riunione della commissione consultiva in cui era emerso un orientamento contrario al via libera per l’affidamento in una zona del Molo Italia al Lucarelli Terminal in occupazione temporanea, non era mancato chi aveva rilevato che comunque il danno per l’azienda non andava al di là degli otto punti percentuali. L’ex calciatore amaranto, ora trainer del Tuttocuoio, dice che in realtà la ripercussione sul fatturato è ben maggiore: «nell’ordine del 31%», afferma. «Se mi mettono in condizione di operare, questi sei contratti a termine li rinnovo l’indomani – dice – ma qui in realtà il problema sta finendo per riguardare tutti e 40 gli addetti».

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di Redazione web