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yy 2008: IL RINVIO A GIUDIZIO Inizialmente sono sei le persone sul banco degli imputati, accusate di aver sottratto soldi, con vari metodi e in diverse situazioni, alla donna: a mettere in allarme i...

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yy 2008: IL RINVIO A GIUDIZIO

Inizialmente sono sei le persone sul banco degli imputati, accusate di aver sottratto soldi, con vari metodi e in diverse situazioni, alla donna: a mettere in allarme i suoi figli, una multa arrivata per un’auto che nessuno della famiglia aveva mai visto e di cui nessuno conosceva l’esistenza.

yy2011:IL PRIMO GRADO

Il tribunale di Livorno, in composizione monocratica, condanna quattro imputati e ne assolve due. La pena più pesante è per Caterina Puliafito: tre anni e sei mesi di reclusione per circonvenzione di incapace, cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e 30.000 euro di provvisionale. Le altre tre condanne vanno da un anno a quattro mesi fino a due anni. Presentano ricorso tre degli imputati condannati su quattro: l’unica a non farlo è Giuseppina Sallustio, condannata in primo grado a due anni per ricettazione.

yy2014: L’APPELLO

Il secondo grado di giudizio vede assolti due imputati che erano stati condannati in primo grado. Giuseppina Sallustio non fa ricorso, mentre per Caterina Puliafito la condanna viene confermata ma ridotta a tre anni e quattro mesi.

yy2015: LE MULTE

Nel febbraio del 2015 muore la madre di Caterina Puliafito, che risultava intestataria di una delle auto comprate attraverso i raggiri. Da quel momento, arrivano due sanzioni a casa della donna truffata: una per il mancato aggiornamento del libretto di circolazione, dove è ancora presente il numero dell’intestataria deceduta, e una per un divieto di sosta. Il 6 novembre il figlio e tutore legale della signora si presenta davanti al giudice di pace per presentare ricorso contro le multe. Il 16 dicembre, la polizia municipale vede alla guida dell’auto la stessa Caterina Puliafito e la sanziona per mancato aggiornamento delle carte di circolazione e di proprietà.

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