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Accordo Livorno, l’Usb non vuole stare alla finestra
LIVORNO. «Dove sono i soldi dell'accordo di programma?». Questo l'interrogativo con cui il sindacato di base Asia Usb si è presentato alla riunione convocata a Palazzo Civico sulla situazione...
LIVORNO. «Dove sono i soldi dell'accordo di programma?». Questo l'interrogativo con cui il sindacato di base Asia Usb si è presentato alla riunione convocata a Palazzo Civico sulla situazione occupazionale per far sentire la propria e chiedendo di «essere inclusi come sindacato all'interno delle riunioni della cabina di regia territoriale sull'accordo di programma istituita a livello regionale». Benché la partecipazione dei sindacati sia prevista, l'Usb «risulta ancora esclusa e proprio su questo punto è stata presentata una mozione in consiglio regionale» (aggiungendo poi che «la Confindustria ha cercato di contestare la nostra legittima richiesta ma nonostante ciò la stessa è stata ribadita anche dall'assessore al lavoro Martini»).
Mentre era in corso la riunione Asia Usb e il Comitato Disoccupati e Precari hanno dato vita a un presidio all'esterno del Comune: dito puntato anche contro il fatto che l'incontro si è tenuto nella sala post consiliare e non in quella del consiglio, «impedendo di fatto – viene messo in evidenza – la partecipazione ai lavoratori e ai disoccupati che avrebbero voluto ascoltare i vari interventi».
Gli esponenti di Usb hanno ribadito che «di fronte di investimenti ed incentivi pubblici da parte dello Stato e della Regione», non è ancora stato fissato all'interno dei bandi «l'obbligo per le imprese beneficiarie degli incentivi di garantire livelli occupazionali e salariali duraturi», magari con «l'inserimento di penali in caso di mancato rispetto degli obblighi previsti». Per il sindacato extraconfederale, «la nostra città non ha bisogno di cattedrali nel deserto come non ha bisogno di imprese che si insediano sul nostro territorio sfruttando l'aiuto pubblico per poi chiudere lasciando ancora centinaia di disoccupati».
L'Usb ha anche chiesto formalmente al rappresentante della Regione di «prevedere l'utilizzo di una parte dei soldi per progetti di sostegno, tramite ad esempio la creazione di un reddito di cittadinanza, per i disoccupati (come già avviato in altre regioni italiane)».
Il sindacato di base – che torna a invitare «tutti i lavoratori e le lavoratrici disoccupati a presentarsi presso la nostra sede in via Verdi 7 per riempire il modulo del consimento» – rileva che sono passati «diversi mesi» dalla «violenta campagna mediatica e politica portata avanti dal Pd locale e regionale con il supporto delle segreterie dei sindacati confederali (Cgil in testa) in favore dell'approvazione del Prg del porto» eppure – si avverte – dell’accordo di programma ( e il progetto Darsena Europa), presentati «come la soluzione di tutti i mali di Livorno», ancora oggi «poco si sa sull’attuazione». A cominciare da «come effettivamente verranno spesi questi milioni di euro pubblici stanziati e quali saranno le garanzie richieste in termini occupazionali».
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