Il Tirreno

Livorno

Procura e tribunali, la legge cambia facce è la rivoluzione rosa

di Federico Lazzotti
Procura e tribunali, la legge cambia facce è la rivoluzione rosa

Tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo arrivi e addii, a marzo dopo 15 anni saluta anche il pm Gianfranco Petralia

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LIVORNO. L’ultima a dare l’addio alla giustizia livornese è stata la presidentessa della sezione penale del Tribunale, Gabriella Marinelli. Il magistrato, dopo sette anni passati «a fare la pendolare» tra Roma, dove ha continuato a vivere la famiglia, e la Toscana, ha chiesto e ottenuto il trasferimento, proprio nella capitale. «Questa città - ha detto prima di salutare - mi resterà comunque nel cuore».

Ma quello del giudice Marinelli non è stato l’unico discorso di addio di questo 2015. Addirittura l’ormai ex procuratore capo Francesco De Leo ha creato un precedente paradossale: ha organizzato il saluto anche se poi è rimasto come sostituto in via Falcone e Borsellino. Ma non è tutto, perché per l’anno prossimo sono in programma altrettante partenze tra Tribunale e Procura, tanto che quella che si sta compiendo nella giustizia livornese è una vera e propria rivoluzione più rosa che azzurra.

Tra i ruoli apicali, oltre al presidente della sezione penale, infatti, è cambiato il procuratore capo della Procura della Repubblica, è arrivato Ettore Squillace Greco, e sarà nominato un presidente della sezione civile dopo il trasferimento di Maria Giuliana Civinini come responsabile della sezione penale. E infine diversi tra sostituti procuratori e giudici hanno lasciato, o sono in procinto di farlo.

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Nei giorni scorsi, ad esempio, il plenum del consiglio superiore della magistratura ha ufficializzato due spostamenti su cui da tempo circolavano voci e indiscrezioni. Il primo riguarda Gianfranco Petralia, uno dei sostituti procuratori di lungo corso a Livorno dove, tra le inchieste più recenti, ha seguito quella sulla morte di Vito Guastella, l’autotrasportatore sbranato dai cani nel febbraio di quattro anni fa.

Il magistrato, siciliano di origini e dal 2000 anni in Toscana dove ha messo su anche famiglia, ha chiesto e ottenuto il posto di giudice al Tribunale di La Spezia dove il suo arrivo è previsto tra marzo e aprile.

Con lui lascerà il secondo piano del palazzo di via Falcone e Borsellino anche la collega Arianna Ciavattini. Il pubblico ministero che in un anno e mezzo si è fatta apprezzare per preparazione e disponibilità ha ottenuto il trasferimento, sempre come sostituto procuratore, a Grosseto, sua città natale. L’addio del pm Ciavattini sarà il terzo in meno di un anno in Procura. Ad aprile scorso, infatti, era stata la volta di Luca Masini, «il nostro attaccante di sfondamento», lo definì De Leo nel suo commiato.

Proprio al posto di Masini, è arrivata in via Falcone e Borsellino il sostituto procuratore Sabrina Carmazzi, viareggina di nascita, proviene dalla procura di Marsala dove tra le altre indagini, si è occupata di un’inchiesta delicatissima come quella che ha riguardato la scomparsa della piccola Denise Pipitone, 4 anni, avvenuta a Mazara del Vallo il primo settembre 2004. Ovvio però che da qui alla fine del 2016 sono attesi almeno due, se non tre, nuovi arrivi in procura anche perché nella prossima primavera potrebbe lasciare Livorno anche Francesco De Leo, prossimo alla pensione.

Se la Procura cambia faccia il tribunale non è da meno. Partita il giudice Marina Cirese, trasferita alla sezione civile della Corte di Cassazione, da poche settimane ha preso il suo posto la giovanissima Elena Nadile. Nell’ultimo anno, poi sono andati in porto, sempre nel penale, altri due trasferimenti, quello di Antonio Del Forno e Ottavio Mosti che dal dibattimento si sono spostati all’ufficio delle indagini e udienze preliminari dal quale sono partiti Gioacchino Trovato e Giovanni Zucconi, quest’ultimo accasatosi a Pisa al tribunale fallimentare.

Movimenti anche alla sezione civile dove a giugno è andato in pensione Luigi De Franco, per anni alla guida della sezione fallimentare e in passato pubblico ministero che seguì la prima inchiesta sul Moby Prince. Al suo posto in questa girandola di incarichi il collega Gianmarco Marinai che viene proprio dal penale.

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