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Il presidente di Casalp dopo la bufera aumento: «Il mio stipendio è congruo e meritato»
Livorno, la replica di Vanessa Soriani: «Sto in azienda tutti i giorni e metto la firma su ogni atto. Colpa del sito difettoso se la delibera non si vedeva»
LIVORNO. Architetto Vanessa Soriani, presidente di Casalp: domenica è finita nella bufera dopo che il Tirreno ha raccontato che il suo compenso - previsto inizialmente in 12mila euro più 7.200 di indennità di risultato - è stato aumentato di 24mila euro, triplicandosi appena un mese dopo il suo arrivo alla guida della società delle case popolari. Com'è stato possibile un aumento di questo tipo?
Io sono stata nominata da un bando e il consiglio di amministrazione è stato nominato successivamente a me, composto da membri a titolo gratuito con responsabilità gestionali. Era necessario dare delle deleghe operative affinché ci fosse la possibilità di lavorare, di mettere firme, insomma di prendere decisioni.
Firmare gli atti e prendere decisioni è il normale compito di un presidente…
E' stato anche richiesto, in vista di una completa riorganizzazione di Casalp, di approfondire alcuni aspetti, di essere particolarmente presenti e dediti all'azienda. Dunque serviva una disponibilità costante e tutto ciò comportava un responsabilità molto grande. E' stato riletto il bando in cui invece si faceva riferimento a una presenza saltuaria.
Ma il bando è chiaro: dice che “il presidente ha la firma e la rappresentanza legale della società, anche in giudizio, ha poteri decisionali, salvo quelli conferiti a cda e assemblea”...
Sì, ma c’era la necessità di dare i poteri a un membro del cda che avrebbe dovuto essere presente in costanza all'interno dell'azienda. L'unica che poteva ricoprire quell'incarico era la sottoscritta. L’ipotesi è stata sottoposta all'assemblea dei soci dei Comuni della provincia che hanno concordato.
Hanno concordato sulla maggior presenza o sull'aumento di compenso?
Hanno concordato sull’attribuzione di deleghe e funzioni alla sottoscritta e sulla costanza, presenza e responsabilità. Di conseguenza anche sul fatto che il carico di responsabilità fosse molto più alto di quello che era il compenso base del bando e che quantomeno si dovesse avere un congruo compenso per la responsabilità di firma di tutti gli atti.
E così il compenso base di 12mila euro è stato triplicato.
La spesa è più che in linea con i dettami sia delle altre aziende del territorio che dei precedenti cda.
I costi sono esattamente gli stessi dell’era Cosimi ...
Solo in una fase transitoria, perché quando c'era il cda a regime costava 75mila euro.
Ma Taddia nell'ultimo periodo era amministratore unico, senza cda.
Ma gli anni prima no.
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Ritiene l’aumento di 24mila euro giusto, dunque?
Lo ritengo giustificato rispetto alla responsabilità personale, al peso che ho e al lavoro che sto svolgendo. Il mio impegno è dalla mattina alla sera, sono disponibile sempre, a spostarmi in tutti i comuni della provincia e a tutti i tavoli tecnici. Gestiamo 8000 alloggi in tutta la provincia. E comunque è il cda che si è espresso.
Dunque era sbagliata la delibera di giunta 282 in cui Nogarin decise il taglio del 20% dei compensi degli amministratori delle partecipate?
No, perché quel taglio comprendeva anche i costi del cda.
Ma il costo del cda, ristabilito in epoca 5 Stelle, è stato definito zero…
Dell'eventuale cda. Ad ogni modo la delibera faceva riferimento a tutte le partecipate, dove la modalità di gestione non è univoca e anche le responsabilità sono diverse.
Nel caso Casalp la delibera di giunta era sbagliata o no?
In questo caso il bando era stato strutturato per una presenza solo ai consigli di amministrazione, rappresentanza legale e basta, mentre quel che è stato richiesto per l'operatività dell'azienda è diverso.
Architetto, quanto guadagnava da libero professionista prima di iniziare l'avventura in Casalp?
Negli anni precedenti ero appena uscita da un master di secondo livello, dunque per un anno ero a fare uno stage mal retribuito. Il mio reddito è pubblicato sul sito.
Nel 2014 ha dichiarato 14mila di imponibile, nel 2013 circa 7mila.
Sì. Lavoravo a consulenze tecniche. Una fattura di 10mila euro l'anno più poco altro…
Dunque una cifra comunque più bassa di quanto avrebbe guadagnato col compenso a Casalp…
No, magari pari.
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Beh da 14mila a 19.200 ci sono oltre 5000 euro di differenza…
Sì ma l'indennità di risultato è eventuale.
Da buon presidente vorrà raggiungerlo, immagino...
Faccio di tutto. Di fatto però oggi prendo mille euro lordi, dunque 680 euro netti al mese.
Architetto, che sia una cifra assolutamente fuori luogo per chi guida una società delle dimensioni e del ruolo di Casalp è incontestabile.
Nel momento in cui mi è stato chiesto di avere responsabilità personale e patrimoniale su un'azienda di 6 milioni di euro di capitale e mettere la firma su tutti i documenti, sono rimasta un po' così. Però il bando non era scritto in questo modo. Tutto questo è stato richiesto dopo, perché il cda voleva avere tutto sotto controllo.
Dunque lei hai chiesto l'aumento?
E' emerso che serviva una persona, una firma, una responsabilità. Altri componenti del cda hanno incarichi nei loro comuni o altrove.
Dunque l'aumento dello stipendio chi l'ha proposto?
E' stato discusso nel cda anche con i sindaci revisori, che hanno condiviso. Poi è stata sottoposta l’impostazione all'assemblea dei soci che ha detto sì, il cda vada pure avanti. È stata fatta una valutazione di congruità economica rispetto alle responsabilità ed è stato verificato che il compenso rispettasse l’indirizzo politico sui costi di gestione.
Ma la questione del compenso è stata decisa dal cda, dai sindaci o dall’assemblea?
Le ripeto che sono state portate delle ipotesi, è stata fatta una valutazione economica, che rispettasse l'abbattimento del 20% dei costi gestionali delle aziende ed è stato deciso di procedere con un determinato compenso, che è di 36mila euro lorde e dunque al di sotto del precedente.
36mila più 7200. L'obiettivo lo raggiungerete?
Io gli obiettivi li sto facendo tutti, ma ancora non mi sono stati ancora dati, la vedo dura. Probabilmente no.
Il sindaco dunque sapeva della delibera dell’aumento?
L'analisi dei costi è sempre stata sottoposta al sindaco.
Col “controllo analogo” è dovuto…
Assolutamente sì, il sindaco conosceva la diminuzione dei costi gestionali tra presidente e direttore generale, tutte le tabelle dei costi precedenti e attuali sono sempre state visionate ed è stato verificato che erano conformi alla linea politica della riduzione dei costi.
L'informazione a livello pubblico è stata un po' più carente però...
Stiamo lavorando per migliorare il sito internet.
Ma il documento è stato pubblicato solo un mese fa.
Può darsi che sia stato visibile solo allora, perché il sito è in fase di revisione, lo stiamo ristrutturando. Ma i dati c'erano.
Un po’ nascosti...
Forse erano meno visibili perché il sito non funzionava.
Dunque non c'è stata alcuna mancanza di trasparenza?
No, anzi c'è la volontà di arricchire il sito, dando la possibilità a ogni assegnatario di vedere i propri dati. Mi è dispiaciuto questo problema. La trasparenza è importante.
La delibera sull'aumento del suo stipendio non era nota neanche al consiglio comunale.
Tutto è stato fatto alla luce del sole. Guardi, domani (oggi) c'è una riunione del Lode decisiva per la riorganizzazione del settore. Chiariremo se qualcuno lo chiederà, ma mi dispiacerebbe che si distogliesse l'attenzione da decisioni molto più importanti.
Nella delibera del cda, tra le motivazioni che giustificano il suo aumento di stipendio c'è l'assenza del direttore generale. Ora che è arrivato il direttore Vicini, cambia qualcosa nella sua attività quotidiana e nel suo aumento di stipendio o no?
E’ stata fatta una riorganizzazione generale, ma l'unica che ha mantenuto le deleghe generali è la sottoscritta, i dirigenti le hanno solo parziali.
Dunque l'arrivo del dg non comporta un taglio al suo stipendio?
No, in questo momento il cda ha deciso in questo modo.
Non crede che il fatto che il bando prevedesse 19mila euro di compenso abbia ridotto la platea dei possibili aspiranti, che magari si sarebbero fatti avanti col compenso di 43mila che lei prende oggi?
Dipende. Quando ho mandato la mia candidatura la parte economica non l'avevo considerata, ho considerato di più il contributo che potevo dare alla città. Nel bando c'era scritto che c'erano responsabilità, ma legate al cda e alla condivisione di responsabilità con altri. Poi magari altri aspiranti che avevano conoscenza e consapevolezza di ciò che accade negli altri enti gestori, che io per ignoranza non avevo valutato, hanno fatto le loro valutazioni e non hanno partecipato. Quello che mi ha mosso a presentare il curriculum non è stato il compenso.
Ma mica pensava di andare in Casalp una volta a settimana, fare presenza ad una riunione e incassare il gettone da 19mila euro annui?
Gli altri presidenti fanno così.
Beh, non è vero. Guardi Aamps: negli ultimi quattro mesi Iacomelli ha seguito l'azienda sette giorni su sette quasi 24 ore al giorno.
Vada a vedere anche il suo compenso, però…
Prende 24mila euro l'anno base...
Ok. Comunque mi riferivo ai compensi dei gestori dell'Erp: li ho guardati e anche in realtà minori sono più alti del mio.
Lo dica: la delibera di giunta che ha tagliato i compensi del 20% non è in linea con ciò che deve fare un presidente…
Dipende da cosa si chiede e dalla responsabilità personale necessaria per rivestire quel ruolo. Io ho dovuto fare anche un'assicurazione personale.
Non le sembra di aver peccato un po' di leggerezza nel presentare la domanda senza conoscere i gravami che cadono su un presidente?
Può darsi, io sono qui tutti i giorni ad imparare. Forse c'è stata anche un po' di leggerezza, magari ignoravo alcune cose, ma in tutti gli enti gestori e le partecipate le responsabilità cambiano a seconda dello specifico statuto, dunque era anche difficile sapere.
Livorno, triplicato lo stipendio della presidente di Casalp. Un problema di metodo. Il Buonasera Toscana del direttore Omar Monestier - Il Tirreno
Posted by Il Tirreno on Sunday, December 27, 2015
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