Il Tirreno

Livorno

Banca Etruria, nuovo "assalto" dei risparmiatori

di Ilaria Bonuccelli
Banca Etruria, nuovo "assalto" dei risparmiatori

Ad Arezzo raduno dei beffati toscani, umbri e laziali: «Banca nuova uguale alla vecchia»

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AREZZO. Vecchia e nuova fa lo stesso. La Banca Etruria non ha «alcun rispetto dei risparmiatori». Per questo lunedì 28 dalle 8,30 è in corso la protesta nazionale davanti alla sede principale di Arezzo. Da qui, i clienti “truffati” vogliono denunciare che neppure oggi, con le banche commissariate, sotto la sorveglianza speciale del governo, «i nostri risparmi, o quello che resta, sono al sicuro».

INDOLENTE LA NUOVA BANCA

Al raduno partecipano proprio tutti: i clienti della Toscana, certo, ma anche quelli del Lazio e dell’Umbria. Sono arrivati in treno, in pullman, in auto. Con tutti i mezzi possibili. Il richiamo è stato lanciato tramite Facebook. Sulla bacheca dell’Associazione “Vittime del Salva-banche” che ormai è la piazza virtuale della protesta.

Il manifesto della rivolta appare domenica nel primo pomeriggio. Ai primi due punti sintetizza il malumore che non è stato smaltito con l’assalto (simbolico) del 22 dicembre alla sede nazionale di Bankitalia: «Bisogna protestare contro le truffe perpetrate dalla vecchia Banca Etruria (commissariata dal governo) ai danni dei propri clienti; bisogna protestare contro l’indolenza della Nuova Banca Etruria (nata con il decreto Salvabanche) nel trovare una soluzione per le vittime di questa criminale manovra ».

VIOLATO L’ABC DEL RISPARMIO

I risparmiatori, infatti, non ci stanno a non essere rimborsati solo in parte dei soldi che hanno rimesso con le obbligazioni subordinate di Banca Etruria. Non accettano di perdere i risparmi solo perché i funzionari di “fiducia” della loro banca del territorio hanno piazzato bond spazzatura emessi quando l’istituto di credito era già in crisi e aveva i conti non più a posto. Alla base del disastro finanziario dei piccoli risparmiatori, infatti, ci sono alcuni elementi di base, semplici: la vendita di obbligazioni a rischio, piazzate quando la banca non avrebbe già più avuto capitale per garantirle; averle piazzate a un tasso di interesse tale (fra 4 e 5%) da non far neppure intuire il rischio al quale i risparmiatori stavano andando incontro; non aver informato i risparmiatori dei rischi reali dell’investimento che stavano sottoscrivendo e - secondo quanto denunciato - aver proposto ai clienti investimenti non adeguati al loro profilo di rischio.Insomma, sarebbe stato violato l’Abc della tutela del risparmiatore.

IGNORATI DAL QUIRINALE

«Ma - aggiunge Letizia Giorgianni, portavoce del gruppo Vittime del Salva-banche - c’è di più: nonostante le nostre rimostranze, continuiamo a essere ignorati da chi conta. Abbiamo chiesto un incontro al presidente della Repubblica, eppure il Quirinale ha glissato sulla nostra richiesta. Abbiamo sollevato la questione del conflitto di interesse al governo e anche questo problema è stato superato come se non esistesse» nonostante il ruolo del padre del ministro Boschi all’interno di Banca Etruria. E allora, per farsi sentire, i risparmiatori - che ora si costituiscono in Associazione Vittime del Salva-Banche - organizzano un presidio di 8 ore, dalle 8,30 alle 16,30, in orario di apertura degli sportelli bancari.

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RISPARMI ANCORA A RISCHIO

Di mira viene presa la sede centrale di Etruria, anche se il problema è identico - ammettono i risparmiatori - pure negli altri istituti di credito inseriti nel Salva-Banche: Cassa di risparmio di Chieti, Cassa di risparmio di Ferrara e Banca delle Marche. E il messaggio della manifestazione odierna vale per tutte le banche, non solo per l’Etruria: «I risparmi non sono al sicuro e il sistema bancario italiano non è stabile, ma in balia di una Ue dispotica, di un governo che non è in grado di tutelare i propri cittadini e di istituzioni come Bankitalia e Consob che hanno conflitti di interesse talmente grandi da ingannare di proposito i risparmiatori». Le accuse sono pesanti, ma il gruppo Vittime del Salva-Banche non si ferma e invita, anzi, tutti i clienti a «verificare lo stato di salute del proprio istituto di credito e di capire che cosa comporterà per i risparmi e gli investimenti personali l’entrata in vigore dal 2016 la regola del “Bail in” (rispondere con i propri capitali di default delle banche)».

RISPARMI ALL’ESTERO

Non per nulla - aggiunge Letizia Giorgianni - durante la protesta verrà distribuito a tutti i presenti «materiale su come difendersi dagli inganni delle banche. Organizzeremo, poi, come associazione anche corsi di preparazione e non è escluso che corsi analoghi vengano proposti anche sul web per ampliare la platea di chi vuole partecipare e imparare a difendersi». Nel frattempo, i membri del gruppo Vittime del Salva-banche porta no avanti il progetto annunciato: «Stiamo spostando quello che rimane dei nostri risparmi nelle filiali italiane dibanche estere o alle Poste».

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