Gioco
Casalp, triplicato lo stipendio della presidente Soriani
Livorno, una delibera decide l’aumento di 24mila euro (equiparato il compenso del predecessore Taddia). L’atto è dello scorso marzo ma è stato pubblicato sul sito della società solo in questi giorni
LIVORNO. Era venerdì 4 luglio 2014, giorno storico del grillismo livornese. Per la prima volta si riuniva infatti la giunta del neo-sindaco Filippo Nogarin e il primo provvedimento della nuova amministrazione volle subito dare un segnale di cambiamento: la rideterminazione dei compensi per i vertici delle società controllate dal Comune. «Abbiamo ridotto del 20% la retribuzione degli amministratori di Aamps, Liri, Esteem, Casalp, Spil, Farmali e Asa», disse il sindaco, annunciando orgoglioso la delibera di giunta numero 282/2014. Poi aggiunse: «Si tratta di un passo molto importante per la collettività, che va nel senso di applicare fino in fondo i principi della spending review e che ci permetterà di risparmiare circa 300mila euro l’anno».
Otto mesi dopo però, il 17 marzo 2015, qualcuno si è dimenticato di quella delibera di giunta. Il cda di Casalp infatti, la società delle case popolari di cui il Comune di Livorno è socio al 74%, ha by-passato l’indicazione dell’amministrazione comunale e ha rideterminato (al rialzo) il compenso della sua nuova presidente, Vanessa Soriani, scelta alcune settimane prima dallo stesso sindaco Nogarin.
Non è stato un ritocchino da poco, quello deciso dal cda di Casalp: dai 12mila euro (più l’eventuale premio di 7.200 euro) fissati dalla delibera, a 36mila euro (più i soliti 7.200 euro eventuali). Un aumento di 24mila euro, equivalente al 200%. E così il suo compenso va ad equiparare quello percepito dal 2010 dal precedente presidente (poi amministratore unico) di Casalp Stefano Taddia.
Possibile? E soprattutto: possibile che una variazione così importante - non solo a livello economico per una società del Comune, ma anche dal fortissimo valore simbolico - sia passata sotto silenzio, praticamente sia rimasta segreta, da marzo fino ad oggi, quando Il Tirreno la rende nota?
Così è stato, se è vero che l’atto del 17 marzo del cda di Casalp è stato pubblicato sul sito della società solo a fine novembre. E non in bella evidenza nella home-page della società come si converrebbe per una decisione di questa portata, ma nel labirinto che si trova alla voce “trasparenza” col titolo né accattivante né esplicativo di “delibera 3 17-3-2015-pdf”. Una trasparenza così poco trasparente che ieri quel documento risultava consultato appena 19 volte.
Una domanda nasce spontanea: il sindaco Nogarin, la sua giunta e il gruppo consiliare M5s erano al corrente dell’aumento deliberato dal consiglio di amministrazione di Casalp per la nuova presidente?
È naturale chiederselo, visto che la società è per tre quarti di proprietà del Comune e che il controllo analogo previsto dalle legge comporta che il socio, cioè palazzo civico, venga informato costantemente di ogni atto. Ma la risposta non è scontata, perché in questo caso il sindaco avrebbe sicuramente contestato e stoppato una decisione del cda in contrasto con la sua delibera del luglio 2014 e soprattutto con l’idea pentastellata del taglio dei costi della politica e delle municipalizzate.
Domani, quando in sala consiliare è prevista l’assemblea dei Comuni soci di Casalp, potrebbe essere l’occasione per scoprirlo.
Fatto sta che oggi, quella delibera del cda potrebbe addirittura rendere nullo il bando per la selezione del presidente: perché nell’avviso pubblico per il quale la Soriani ha presentato il curriculum, era previsto un compenso totale di 19.200 euro. Uno stipendio basso che probabilmente ha scoraggiato una serie di professionisti non interessati a guidare Casalp a quelle condizioni.
Quel compenso però - appena un mese dopo la nomina della Soriani, avvenuta a febbraio 2015 - si è di colpo triplicato salendo a 43.200 euro, davanti ai quali la platea degli aspiranti alla presidenza probabilmente sarebbe stata più ampia. Oggi quei soggetti potrebbero contestare la modifica a posteriori dei termini dell’avviso pubblico.
Ci si chiederà: con quale giustificazione il 17 marzo scorso, il cda di Casalp ha deliberato di triplicare lo stipendio della presidente? Dal punto di vista giuridico ci si è rifatti al codice civile che all’articolo 2389 dice che “la rimunerazione degli amministratori investiti di particolari cariche è stabilita dal cda”. Aggiungendo che alla presidente sono stati attribuiti poteri straordinari “per assicurare snellezza dei procedimenti e garantire efficacia dell’azione amministrativa”.
Ma è chiaro che la motivazione non tiene. E così da oggi, tra le mani del sindaco, oltre al caso Aamps, ci sarà un’altra patata bollente con una delle più importanti e strategiche società partecipate del Comune.
VIDEO: IL COMMENTO DEL DIRETTORE MONESTIER
Livorno, triplicato lo stipendio della presidente di Casalp. Un problema di metodo. Il Buonasera Toscana del direttore Omar Monestier - Il Tirreno
Posted by Il Tirreno on Sunday, December 27, 2015
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