Il Tirreno

Livorno

Nogarin dice sì a nuove alleanze

di Alessandro Guarduccie Juna Goti
Nogarin dice sì a nuove alleanze

«Non escludo di allargare la maggioranza di governo»

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LIVORNO. Signor sindaco, visto che la maggioranza che la sostiene in consiglio comunale ha i numeri davvero contati, pensa di stringere qualche alleanza? Oppure esclude la possibilità di un allargamento ad altre forze per il governo della città? «Non lo escludo affatto – risponde Filippo Nogarin alla nostra domanda – Anzi, ritengo che l’allargamento della maggioranza sia un percorso praticabile. Una forza di governo deve prendere in esame la possibilità di aprire ad altre forze».

La notizia più importante, sotto il profilo squisitamente politico, arriva quasi alla conclusione della tradizionale conferenza stampa di fine anno del sindaco, convocata ieri mattina nella sala delle cerimonie di Palazzo Civico. Per la prima volta, infatti, il primo cittadino pentastellato dice chiaro e tondo che la sua maggioranza potrebbe andare oltre il sostegno monocolore del Movimento 5 Stelle, magari con l’ingresso in giunta – orfana dell’assessore alla mobilità urbana e all’ambiente, dopo il “licenziamento” di Giovanni Gordiani – di un esponente di un’altra forza politica.

Filippo Nogarin non fa nomi, né per quanto riguarda i possibili alleati né rispetto al nuovo assessore, ma dice apertamente che la fase dell’autosufficienza amministrativa del M5S è agli sgoccioli. «Per il momento manterremo questo assetto – premette riferendosi al numero degli assessori in giunta, sceso dopo la rottura con Gordiani – L’obiettivo in prospettiva è però di tornare a nove assessori, perché il lavoro che c’è da portare avanti è notevole. Mi prendo un po’ di tempo, per ora tengo sulle mie spalle le deleghe all’ambiente e alla mobilità che hanno oggettivamente sofferto molto». Lo ripete un’altra volta («molto»), facendo una smorfia e lanciando una frecciata a Gordiani (mai nominato), che due giorni fa in un incontro organizzato dal fortino-Pd di Salviano aveva detto senza mezzi termini di essere uscito dalla «dittatura».

Insomma, per ora le due deleghe restano nelle mani del sindaco, anche se la sensazione è che ci resteranno ancora per poco. «Poi vedremo», aggiunge Nogarin: evidentemente avrà bisogno di un po’ di tempo per intavolare – insieme al gruppo di maggioranza (e al Meetup) – trattative concrete con altre forze politiche. Una scelta, anche questa, che spinge nella direzione di un ampliamento della maggioranza oltre i confini del M5S: le prime settimane del nuovo anno saranno decisive per quanto riguarda l’assetto del governo cittadino.

Sulla «possibilità di aprirsi» – seppur premettendo che «la maggioranza in consiglio c’è» – ribadisce infatti un concetto molto chiaro: «Perché no, non lo escludo, è un percorso che sicuramente valuteremo». Frasi affatto scontate, soprattutto se pronunciate dal fronte del Movimento.

I numeri, del resto, parlano da soli: i 5 Stelle, partiti un anno e mezzo fa con una maggioranza schiacciante, oggi in consiglio hanno 16 rappresentanti (proprio come le opposizioni) più il sindaco. Insomma, un solo voto di scarto: poco, troppo poco, per fare da soli e avere la certezza di riuscire a governare.

Da settimane si rincorre la voce di un possibile ingresso in giunta della lista civica Città Diversa, di Marco Cannito. Tra i 5 Stelle c’è anche chi gradirebbe un coinvolgimento di Buongiorno (non è un mistero il tentativo, non andato in porto, di affidare a Marco Bruciati la presidenza del consiglio, dopo le dimissioni di Giovanna Cepparello). In ballo c’è sia un ruolo istituzionale (e ben retribuito) come la presidenza del consiglio, che un posto in giunta.

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