Toscana
Nogarin annuncia «Assumeremo i precari Aamps»
C’è l’atto di indirizzo (politico, non tecnico) della giunta «Ne sono orgoglioso». Ma in 6 potrebbero restar fuori
LIVORNO. «Con un certo orgoglio vado a leggere la delibera che è stata approvata ieri dalla giunta, la 563 del 22 dicembre: è la nostra risposta alle tante critiche che abbiamo ricevuto in consiglio comunale...». Quando il sindaco tocca il capitolo più spinoso, l’assunzione dei 39 precari Aamps, in municipio sono già quasi scattati i tempi supplementari di un monologo durato più di novanta minuti.
Filippo Nogarin cerca l’effetto sorpresa e si lascia Aamps per ultima, mentre sulla scalinata del palazzo stanno già protestando altri lavoratori (ex ceramiche industriali). La carta che tira fuori, la «delibera», è in realtà è l’ “atto di indirizzo in materia di contenimento dei costi del personale ai sensi dell’articolo 18 legge 112/08” con la “richiesta di assunzione di personale a tempo indeterminato”.
È un atto politico, che non porta la firma dei tecnici del Comune ma direttamente del sindaco, con cui la giunta («a integrazione della deliberazione 536 del 12 dicembre») dà all’azienda dei rifiuti questi indirizzi: 1) «potrà procedere all’assunzione, a tempo indeterminato, del personale strettamente necessario alla gestione del servizio di raccolta rifiuti porta a porta e di raccolta carta e oggetti ingombranti», mentre «per il personale interessato a servizi diversi o a ruoli amministrativi o comunque per le posizioni di lavoro a tempo determinato esistenti, potrà procedere al rinnovo laddove non esistano diverse modalità organizzative che consentano di contenere i costi del personale»; 2) di «procedere alle assunzioni a tempo indeterminato» di chi svolge i servizi indicati e giudicati essenziali, «a condizione che sia stato selezionato originariamente con selezione pubblica».
Tradotto: il Comune, che è socio unico di Aamps, dice all’azienda di stabilizzare i precari (anche se non tutti, ne potrebbero restare fuori fino a sei), valutando che «la peculiarità dei servizi esercitati legittima la deroga al principio di riduzione della spesa del personale», e considerando che «la proposta di presentare il ricorso per il concordato preventivo» è «compatibile con le assunzioni». Lo fa senza il «parere di regolarità tecnica» perché, scrive la stessa giunta, non serve per i «meri atti di indirizzo».
Quindi? L’azienda assumerà i precari? Quanti? «Il cda – premette il presidente Aldo Iacomelli, contattato dal Tirreno – prende atto di quanto scritto dalla giunta sulla “compatibilità con il concordato”, e prende atto del fatto che secondo il Comune non servono i pareri di regolarità tecnica». Detto questo, «è un atto di indirizzo che recepiamo con grande piacere, visto che lo chiediamo dal 29 settembre». «Per rendere possibili le assunzioni – fa sapere – convocherò urgentemente un’assemblea dei soci per il 29 dicembre, perché l’articolo 19 dello statuto di Aamps dice che le assunzioni devono avvenire dopo l’approvazione del piano assuntivo da parte del socio». Ovvero il Comune.
Se in quell’assemblea non si ci saranno nuovi intoppi con i sindaci revisori, ci vorranno un paio di giorni per formalizzare gli atti per le assunzioni che porteranno la firma del presidente. Una corsa contro il tempo se Aamps vuole godere totalmente degli sgravi (300.000 euro all’anno per tre anni) del Jobs Act.
Non tutti i 39 precari, però, stanno dentro questo percorso. «Stando all’indirizzo – spiega Iacomelli – possono essere stabilizzati i 33 lavoratori del porta a porta e della carta, tra autisti (23) e operai (10)». Così resterebbero fuori «2 turnisti dell’inceneritore, una geologa e 3 amministrativi (uffici Tia e appalti)» per i quali dovrebbe intanto essere prorogato il contratto a tempo.
Tutto avviene mentre nel salone delle cerimonie (assente l’assessore alle partecipate, Gianni Lemmetti, spedito «in missione»...) Nogarin definisce Aamps la «madre di tutte le battaglie» e ripete che «la scelta del concordato preventivo, per quanto drastica e difficile, è la più valida». Le canta al Pd («le ipotesi sponsorizzate dal Pd di vendere le quote di Asa a Iren o cedere parte del capitale di Aamps a Iren sono inaccettabili») e chiosa: «Il salvataggio di Aamps niente ha a che vedere con la contrarietà di questa giunta all’ingresso in Retiambiente».
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