Gioco
Parte il reddito di cittadinanza 500 euro al mese per 100 famiglie
Pubblicato il bando sul sito del Comune: per richiedere il sostegno bisogna avere più di 35 anni previsti anche lavori socialmente utili. Domande entro il 15 gennaio, Dhimgjini: «Ce l’abbiamo fatta»
LIVORNO. È stato pubblicato ieri dal Comune il bando per richiedere il “reddito di cittadinanza locale”, una misura sperimentale di sostegno economico e sociale «a favore di coloro che si trovano temporaneamente in condizioni tali da non poter far fronte al proprio mantenimento e a quello della propria famiglia». Il contributo sarà di 500 euro al mese, per 6 mesi. Le domande dovranno essere presentate entro il 15 gennaio. Il budget è di circa 300.000 euro e potranno farsi avanti fino a cento famiglie.
Ad annunciarlo è l’assessora al sociale, Ina Dhimgjini. «Il reddito di cittadinanza – dice – a Livorno è realtà, la giunta ha dato il via libera, in via sperimentale, al "reddito di cittadinanza locale", in attesa che governo e Parlamento si diano una mossa. Una misura, come si legge nelle delibera, che svolge la duplice funzione di integrazione al reddito e di prevenzione sociale».
Chi può fare domanda. Dal Comune spiegano che per accedere al reddito di cittadinanza locale è necessario essere cittadini italiani o di paesi dell’Unione europea o, se extracomunitari, essere in possesso della carta di soggiorno. È necessario essere residenti nel comune di Livorno da almeno 5 anni e avere dai 35 anni all'età pensionabile. «Bisogna essere disoccupati – si legge nella nota del municipio – e non trovarsi in stato detentivo, né essere sottoposti a misure alternative. Essere iscritti al centro per l'impiego, appartenere a un nucleo familiare con Isee non superiore a 6.530 euro. Non avere una seconda casa e non abitare in residenze di lusso. Non possedere auto di grosse dimensioni acquistate nell'ultimo anno».
Come funziona. Chi accede al reddito di cittadinanza locale deve fornire immediata disponibilità al lavoro, rendersi disponibile a svolgere lavori socialmente utili indicati dal Comune per almeno 4 ore settimanali, partecipare a progetti eventualmente gestiti dai comuni e utili alla collettività, da svolgere a Livorno o nei territori più vicini che ne facciano richiesta, per non più di 8 ore settimanali. La partecipazione ai progetti è facoltativa per i disabili. Chi beneficia del reddito di cittadinanza locale deve garantire la frequenza della scuola dell'obbligo dei figli. E ovviamente deve comunicare qualsiasi variazione della situazione reddituale, patrimoniale, lavorativa, familiare che comporti la perdita del diritto.
Quando si perde. «Il reddito di cittadinanza locale – spiegano dal Comune – può essere revocato qualora il beneficiario non accetti una proposta di lavoro, di lavori socialmente utili o di pubblica utilità. Se dovessero venir meno i requisiti grazie ai quali è stato ammesso al provvedimento. Se avesse falsificato le carte per accedere al reddito o per ottenere una migliore posizione in graduatoria, in ogni caso in cui avesse rilasciato dichiarazione mendaci e se lavorasse in nero».
In tutti questi casi il diretto interessato è tenuto a rimborsare quanto percepito.
Come fare domanda. Le domande dovranno essere consegnate entro il 15 gennaio, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il martedì e il giovedì dalle 15.30 alle 17.30 all’Urp (in piazza del Municipio 1) o all’ufficio Marginalità e Famiglia (via Mondolfi 173, presso Rsa Pascoli). Il solo ritiro dei moduli è possibile anche al Centro servizi al cittadino Area nord in piazza Saragat 1 (ex circoscrizione 1) e al Centro servizi di Area sud in via Machiavelli 21 (ex circoscrizione 5).
Le verifiche. «Nessuno – conclude Dhimgjini – credeva che saremmo riusciti a farlo, ma da oggi il reddito di cittadinanza è realtà. Gli uffici del Comune monitoreranno gli interventi, producendo valutazioni, verifiche e una relazione sull'andamento del servizio per programmare, eventualmente, interventi calibrati sulla base delle reali esigenze emergenti. Anche la polizia municipale sarà coinvolta nelle verifiche».
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