Il Tirreno

Livorno

In arrivo il maxi-bando per la Darsena Europa

di Mauro Zucchelli
In arrivo il maxi-bando per la Darsena Europa

Ma in extremis salta la cerimonia di oggi con Rossi e Gallanti a Firenze Cancellata la presentazione prima dell’ultimo ok: poteva essere una gaffe

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LIVORNO. È in dirittura d’arrivo il bando per la maxi-Darsena Europa. A dire il vero è un bel pezzo che è: era stato annunciato inizialmente, con un eccesso di ottimismo elettorale, per fine primavera, poi per luglio, quindi per fine estate e poi per ottobre-novembre. Lo avremo presumibilmente nella seconda metà di gennaio.

È in ballo un cambiamento strutturale dell’identikit del porto: la grossa espansione a mare non solo ospiterà il terminal container con fondali finalmente adeguati ma innescherà anche un effetto domino in grado di liberare spazi per “autostrade del mare”, project cargo e altre tipologie di traffico.

Oggi avrebbe dovuto esserci una cerimonia ufficiale per presentare il bando: a Firenze, davanti al governatore Enrico Rossi il cui impegno è stato così decisivo con la decisione nel novembre dello scorso anno di destinare a quest’opera-chiave 200 milioni di fondi regionali (in realtà si tratta di un contributo di 12,5 milioni annui per venti anni da girare all’Authority).

Ma c’è stato un pasticcio: impossibile per Rossi esser presente alla cerimonia inizialmente prevista per le 11,30, visto che alla stessa ora il premier Renzi sarebbe stato all’inaugurazione della Variante di Valico dell’autostrada Firenze-Bologna. Dunque, l’appuntamento di Rossi insieme al commissario dell’Authority Gallanti slitta al pomeriggio: l’ufficio stampa della Regione lo annuncia «alle ore 15.30, nella sala stampa “Cutuli” di palazzo Sacrati Strozzi». Neanche un’ora più tardi, il contr’ordine: tutto rinviato «a gennaio» per via di «sopraggiunti impegni del presidente Rossi».

In realtà, si sarebbe trattato di una sorta di pre-presentazione perché il bando deve ancora ricevere l’ok procedurale di Bruxelles per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale europea. Risulta che si tratti di un vaglio puramente tecnico-formale: a differenza di quel che è avvenuto per la privatizzazione della Porto 2000, questo bando rientra in un format standard.

Non è da escludere però che una iniziativa politica prima del sì definitivo avrebbe potuto trasformarsi in una “gaffe”, praticamente un boomerang. Perciò stop in extremis: solo che a quel punto anche l’Authority ha dovuto rimangiarsi l’arrivederci all’appuntamento in Regione, che era stato annunciato durante lo scambio degli auguri ieri mattina a Palazzo Rosciano.

Ma quest’incidente di percorso non deve far perdere di vista il fatto che l’Authority ha rotto gli indugi: ha allacciato i rapporti con l’Autorità anti-Corruzione per dare garanzie di trasparenza. Solo che l’organismo dell’ex pm Raffaele Cantone, soprattutto adesso che siamo nel pieno dello choc dei patatrac delle quattro banche, è stato subissato di richieste da parte di enti pubblici. È vero che qui siamo in presenza di un affare che vale complessivamente oltre 800 milioni di euro, ma la nuova Autorità di Cantone è nata da pochi mesi e deve fronteggiare una domanda “politica” fortissima per evitare di paralizzare gli ingranaggi delle opere pubbliche e finora non ha ancora formalizzato l’ “alleanza” con l’istituzione portuale livornese.

Per lunghe settimane il bando era rimasto nel cassetto in attesa che arrivasse l’accordo con l’équipe di Cantone, ora sembra abbia prevalso l’idea che comunque il primo round del bando è una semplice “esplorazione” delle manifestazioni d’interesse mentre la gara vera e propria sarà in un secondo tempo, dunque si può far partire la prima parte della procedura anche senza il via libera dell’Autorità anti-Corruzione, salvo poi però averlo per la seconda fase.

Non è stato questo, però, l’unico motivo dei ritardi. Qualche altra settimana se n’è andata nella diatriba sulla profondità dei fondali della Darsena Europa: meglio a meno 16 o a meno 20? La soluzione: imbasamento delle fondamenta a meno 20 ma dragaggio a meno 16. Tutto questo si è portato via un po’ di tempo: prima per lo scontro in sé fra i sostenitori delle due opzioni, poi perché una volta trovata la mediazione è stato necessario riscrivere una parte dei capitolati.

Non si dimentichi infine che a Roma, dopo la spending review, è iniziata la “project review”: se il ministro Delrio sembra intenzionato a sfoltire la folla di progetti infrastrutturali delle Autorità Portuali, Livorno ha dalla sua la firma del premier e il fatto che lo Stato mette solo 50 milioni di euro, il resto lo tireranno fuori l’Authority, la Regione e gli investitori privati.

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