Sicurezza
Gordiani “torna” nel Pd e attacca il M5S
L’ex assessore parla di Aamps nel fortino di Salviano: «Via dalla dittatura, troppe decisioni nelle segrete stanze»
LIVORNO. «Nogarin sapeva tutto, sul concordato un grave dietrofront ideologico che non sta in piedi». L’ex assessore all’Ambiente della giunta M5S Giovanni Gordiani, che ha accolto l’invito del circolo Pd di Salviano per parlare di politica dei rifiuti ed emergenza Aamps, svela i retroscena del suo rapporto con il sindaco: «Troppe decisioni prese nelle segrete stanze, si lavorava in una direzione ma di nascosto c’era chi remava contro». E l’ex assessore (che era stato iscritto al Pd) sul suo recente passato nella giunta M5S è andato giù duro. «Quando c’è stato il tentativo di non farmi parlare in consiglio comunale, si è trattato di una sorta di dittatura».
Al centro del dibattito c’era il percorso per il salvataggio dell’azienda intrapreso dalla giunta, che il segretario del circolo Pd di Salviano, Alberto Brilli, definisce «scellerato per modalità e contenuti, mettendo a rischio il futuro di 550 fra lavoratori e dipendenti dell’indotto e la stabilizzazione dei 40 precari».
«Gordiani ha dato prova di onestà intellettuale – continua Brilli – per essersi dissociato, mentre i suoi ex colleghi hanno fatto una disgustosa disinformazione con una girandola di numeri che mina la reputazione del Comune presso i creditori».
«Non è tutta colpa di Nogarin, però - prosegue il segretario dell’unione comunale del Pd, Federico Bellandi affrontando la questione da un punto di vista tecnico - I 5 stelle hanno bocciato il bilancio sperimentale del Comune perché il bilancio di Aamps era in ritardo di mesi; ma quel ritardo non ha senso, visto che la copertura era stata garantita dal maxi aumento della tariffa (scelto invece di migliorare la riscossione della Tia). Sui crediti inesigibili poi si scopre da “buffi” comunicati Aamps che alcuni erano in corso di recupero, altri sono stati pagati, altri ancora non dovuti ma comunque ribaltati in tariffa».
E se l’azienda naviga in cattive acque Bellandi bilancia le rsponsabile: «Il Pd durante la sua gestione poteva fare sicuramente qualcosa di meglio nella gestione dell’azienda, ma il passivo di Aamps non è dovuto a ruberie o malversazioni. Il bilancio segnava meno 11.7 milioni a causa di perdite straordinarie, ora il debito è aumentato di 15.5 milioni ed il conto economico è crollato da più 900.000 a meno 2.5 milioni».
Bellandi poi prova a rincarare la dose sui grillini: «Prima le rassicurazioni sulla ricapitalizzazione fatte ai lavoratori ed ai creditori (già colpiti dalla moratoria Rosi) e poi il voltafaccia, condito dalle gravi bugie dette da Di Maio. Il porta-a-porta è sostenibile solo se si entra nell’azienda di Ato costa e il concordato è una cinica operazione mediatica gestita dal Movimento 5 Stelle nazionale per scaricare le responsabilità e mascherare l’incapacità di scegliere».
Di nuoivo Gordiani sulla sua esperienza da poco finita. «Il rapporto degli uffici comunali non indicava una direzione, nel dubbio ci si doveva fermare e ripartire da un tavolo tecnico de-ideologizzato. Dissentii in consiglio - racconta ora Gordiani – nonostante il tentativo di impedirmelo, perché sarei stato scemo a prendere una decisione in un minuto. Le frizioni tra il Cda e l’assessore Lemmetti sono di dominio pubblico, Di Gennaro fu nominato a mia insaputa, e già al tempo della selezione dei curriculum misi in chiaro la mia posizione contraria al porta-a-porta senza le condizioni strutturali necessarie». «E mentre io cercavo di instaurare un circolo virtuoso dei rifiuti firmando per l’ingresso in RetiAmbiente in accordo con Nogarin a gennaio – svela – a novembre Nogarin stesso mi diceva: “Sull’ambiente va bene così”...».
Nel fortino salvianese del Pd, l’ex assessore della giunta a 5 Stelle è un fiume in piena: «Sono mancate coerenza e trasparenza, volevo andarmene io, ma Nogarin mi ha battuto al fotofinish».
In sua difesa interviene un altro ex assessore, quel Valter Nebbiai che aveva la delega al bilancio nella giunta di Alessandro Cosimi: «Gordiani è stato l’uomo giusto nel posto sbagliato al momento sbagliato. I 5 Stelle non gestiscono Aamps per la città ma per creare scientificamente caos nel sistema politico nazionale. I crediti si possono riscuotere, basta dare l’incarico a qualcuno “determinato”; ma in ogni caso non sono state date garanzie che vadano ad Aamps. Aamps è comunque salvabile “alla grande” , se questo è il modo di fare la preoccupazione dev’essere per tutte le altre partecipate».
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