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edilizia sociale

Ecco a chi andranno gli alloggi della Chiccaia

Ecco a chi andranno gli alloggi della Chiccaia

La giunta apre all’utilizzo temporaneo anche per famiglie che oggi occupano strutture pubbliche o private

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LIVORNO. Quando saranno lasciati vuoti nel puzzle dei piani di recupero, alcuni dei vecchi alloggi popolari della Chiccaia potranno essere utilizzati in via temporanea da chi è rimasto senza una casa. Anche da famiglie che stanno occupando abusivamente edifici pubblici o privati della città. Purché, si affretta a sottolineare l’assessora al sociale, «inseriti nei percorsi d’emergenza del Comune»

Lo dice una nota diffusa ieri dal municipio, dopo che la giunta ha apprezzato il rapporto degli uffici del settore Politiche sociali e abitative sui criteri di assegnazione per la Chiccaia e i “piani di recupero in mobilità”, dando mandato agli uffici di procedere, in attesa di presentare gli atti in consiglio comunale.

«Per quanto riguarda il possibile utilizzo temporaneo degli alloggi del vecchio blocco popolare della Chiccaia – si legge – in attesa che le unità immobiliari siano nella disponibilità del Comune, sono state fissate alcune ipotesi di identificazione dei possibili fruitori». Le categorie di soggetti beneficiari di questa soluzione potrebbero essere tre: 1) «soggetti sfrattati esaminati dalla Commissione territoriale per il contrasto del disagio abitativo (legge regionale 75/2001) che non abbiano trovato soluzioni al problema abitativo»; «soggetti nei confronti dei quali siano stati eseguiti provvedimenti di rilascio di alloggi Erp occupati abusivamente e che abbiano dimostrato fattiva collaborazione o lasciato spontaneamente l'alloggio»; «soggetti che occupino abusivamente strutture o locali, pubblici o privati, non classificati Erp, per i quali si ritenga opportuno individuare una soluzione abitativa». Un terzo per ciascuna categoria.

Ovvero? Per il secondo caso l’assessora Ina Dhimgjini fa al Tirreno l’esempio degli «occupanti senza titolo delle case popolari (caso diverso dalle occupazioni abusive) che abbiano scelto di intraprendere un percorso di regolarizzazione». Mentre per il terzo parla chiaramente delle famiglie che occupano, ad esempio, strutture come «l’ex distretto Asl di via San Gaetano, il palazzo Maurogordato, l’ex Caserma...». «Ma stiamo parlando delle famiglie – dice subito dopo – che sono già in graduatoria, magari in emergenza abitativa, in autorizzazione... E persone che magari sono state sfrattate dall’oggi al domani e dalla commissione non sono state neanche prese in considerazione». «Comunque non è detto – mette le mani avanti – che il numero di alloggi utilizzabili alla Chiccaia corrisponda alle esigenze». Sta di fatto che le case della Chiccaia, in attesa della demolizione, andranno anche a chi oggi si trova in condizioni di occupazione.

E non è un caso che l’Unione Inquilini esulti. «Siamo soddisfatti della decisione presa dalla giunta – dice Daria Faggi (che fa parte anche della commissione comunale del disagio abitativo) – Unione Inquilini e Asia portano avanti questa posizione da anni».

Ma chi e come sceglierà le famiglie? O meglio: come sarà formata la graduatoria? «Parleremo con i sindacati, con i cittadini, deciderà la commissione insieme all’ufficio politiche abitative, la decisione sarà condivisa», si limita a dire per ora Dhimgjini. Che intanto annuncia che per fare fronte all’emergenza casa l’amministrazione «intende studiare anche nuove soluzioni, come l'autorecupero». .

Nel rapporto apprezzato ieri dalla giunta si parla anche di “piani di recupero attraverso la mobilità”. «Sono state individuate – spiegano dal municipio – le modalità più idonee di attribuzione di alloggi specializzati per i portatori di handicap, seguendo lo scorrimento della graduatoria integrata di mobilità 2013-2014 e di attribuzione di alloggi residui di nuova costruzione in Corea».

Per quanto riguarda gli alloggi residui di nuova costruzione in Corea, «le unità abitative sono in tutto 18, con una superficie compresa tra gli 82 e i 93 metri quadri, e sono destinati con priorità ai nuclei familiari composti da più di sei persone. Nel dettaglio: un alloggio da destinare ad un nucleo di 6 persone con la presenza di un soggetto disabile, 4 a nuclei familiari composti da 6 persone presenti nella graduatoria integrata della mobilità 2013-14 e in presenza dei requisiti richiesti, gli altri a nuclei di 4-5 persone della graduatoria mobilità 2013-2014 e collocati in alloggi inferiori a 35 metri, 3 alloggi riservati a nuclei di 4-5 persone residenti in alloggi Spil, infine 2 piccoli alloggi di 45 metri che saranno riservati ai concorrenti allo stesso bando inseriti nella lista degli abitanti in alloggi di 35 metri».

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