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Dopo 214 anni chiude l’ente di Livorno: ora è insieme a Grosseto
LIVORNO. La liturgia contabile dice che è l’ora del bilancio preventivo: peccato che si sappia già che, a distanza di 214 anni dai primi vagiti il 17 dicembre 1801, la Camera di Commercio di Livorno...
LIVORNO. La liturgia contabile dice che è l’ora del bilancio preventivo: peccato che si sappia già che, a distanza di 214 anni dai primi vagiti il 17 dicembre 1801, la Camera di Commercio di Livorno sia agli ultimi respiri. C’è già il timbro ministeriale all’aggregazione fra gli enti Livorno e Grosseto che ha fatto nascere la “Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno”, come dice il decreto ministeriale del 6 agosto. D’altronde, di fronte al bulldozer del governo, per Costalli non c’era scelta: si prova a aggregare dal basso anziché vedersi aggregare per decreto da Roma.
Siamo nel bel mezzo della transizione fra il vecchio ente e quello che deve darsi organismi che lo guidino. Se era complessa in passato la modalità per arrivare a selezionare il consiglio camerale, figuriamoci adesso che equilibri e compensazioni vanno cercati in «un territorio che copre 5.500 chilometri quadrati, dallo Scolmatore fino ai boschi dell’Amiata».
A illustrare il percorso è Pierluigi Giuntoli, ex segretario dell’ente camerale livornese e ora commissario “ad acta” del nuovo ente.
Il nuovo consiglio avrà 28 seggi: compreso un posto per i consumatori, uno per i sindacati e uno per i professionisti. E gli altri 25? Bisogna “pesare” ciascuna dei settori di imprese per capire quanti seggi spettano all’agricoltura, quanti all’industria e via dicendo.
Toccherà poi a ciascuna organizzazione di categoria – a partire da mercoledì prossimo e avrà due mesi di tempo per farlo – mostrare quale peso rappresentativo ha in concreto. Con qualche difficoltà, visto che alcune associazioni si sono aggregate lungo l’area costiera, altre fra Livorno e Pisa, altre secondo altri ritagli territoriali, compreso quello del matrimonio livornese-grossetano.
Dall’8 febbraio la regione avrà un mese di tempo per le verifiche e l’assegnazione dei seggi. Alla fine dell’iter, dopo che le organizzazioni avranno indicato i nomi secondo la ripartizione stabilita (e magari secondo accorpamenti e trattative), sarà il governatore indicherà la data dell’insediamento del nuovo consiglio. Sarà poi il consiglio a eleggere il nuovo presidente e, nella riunione successiva, dal nuovo consesso salterà fuori il “governo” dell’ente. Per la presidenza sono previste quattro votazioni: nelle prime serve una maggioranza di due terzi, nella terza basta la maggioranza, nella quarta il ballottaggio.
La sede legale resta a Livorno e a Grosseto una sede secondaria (anche se ovviamente non sono escluse modifiche successive). I dipendenti dei due enti camerali sono attualmente 93.
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