Gioco
Aperta la rotonda del Nautico: che cosa cambia
La nuova rotatoria è interamente transitabile anche se i lavori non sono ancora terminati
LIVORNO. Il semaforo tra gli scali Cialdini e gli scali Manzoni, che fino a lunedì regolava la circolazione sui viali a mare e sui fossi, è stato spento ieri alle 10, poche ore dopo l'apertura definitiva della rotatoria di piazza Giovine Italia. Una inaugurazione, quella della nuova infrastruttura a due passi da piazza Mazzini, avvenuta "a spicchi": da lunedì era già aperto il semicerchio che consente di transitare in direzione nord, ma non ancora il tratto opposto, per i lavori di riasfaltatura della carreggiata.
Da ieri mattina la rotatoria è diventata interamente transitabile, così è scattata anche l'altra grande novità: lo spegnimento dei semafori, che preannuncia l'inversione del senso di percorrenza dell'anello dei fossi, in programma per dopo Natale. Quella di piazza Giovine Italia è una delle tre nuove rotatorie nel tratto nord del lungomare, insieme a quella già costruita ai Quattro Mori e in attesa dell'ultima che sarà realizzata nel 2016 in piazza del Pamiglione.
Bene precisarlo subito: sarebbe sbagliato dare ora un giudizio definitivo sulla nuova viabilità dei viali a mare, perché le modifiche sono sì cominciate, ma non ancora terminate. La stessa rotatoria davanti al Nautico deve essere completata: nelle prossime settimane i tecnici saranno all'opera per sistemare cordoli, sagomature dei marciapiedi e segnaletica sull'asfalto.
E fino a quando sarà sul posto il cantiere di lavoro, la circolazione stradale non potrà che risentirne in negativo. Per questo ieri sugli scali Cialdini hanno prestato servizio gli agenti della municipale, incaricati di fornire indicazioni agli automobilisti meno informati e di regolamentare il traffico nei momenti più critici della giornata, specie nei punti di entrata e di uscita dai fossi.
Proprio la viabilità collegata agli scali D'Azeglio e agli scali Manzoni ha fatto registrare le maggiori criticità, che da qui si sono estese anche alle rotatorie (piazza Giovine Italia e Quattro Mori) finendo per intasare la circolazione. Per il momento lo spegnimento del semaforo all'incrocio tra il viale a mare e gli scali Manzoni sta infatti causando più inconvenienti di quanto non faccia la rotatoria in sé. Questo perché, in via temporanea e in attesa dell'inversione del senso di marcia sui fossi, sono stati presi due provvedimenti precauzionali.
Con il primo, chi arriva dagli scali Manzoni e vuole immettersi sul lungomare trova l'obbligo di svoltare a destra, cioè verso nord. Chi invece proviene dagli scali Cialdini, non può svoltare a sinistra sugli scali D'Azeglio (la manovra sarebbe pericolosa con gli attuali flussi di traffico), ma deve proseguire diritto.
Per impedire agli utenti della strada di compiere le manovre vietate sono state poste sull'asfalto le tradizionali barriere in plastica. La soluzione alternativa, dall'una e dall'altra parte, è quella di proseguire fino ad una delle due rotatorie e da qui tornare indietro per poi riprendere la propria direzione iniziale.
È evidente dunque come questa situazione al momento generi ancora più confusione, perché alle rotatorie arriva un numero di veicoli maggiore di quello previsto in condizioni normali. Se a questo si aggiunge l’inevitabile scarsa dimestichezza degli utenti della strada con la nuova viabilità, ecco che si intuisce quanto ancora oggi la nuova viabilità del tratto nord di lungomare sia all’insegna di caos, code e malumore degli automobilisti, che anche ieri sono stati costretti a lunghe file e hanno manifestato la loro impazienza a colpi di clacson.
Difficile immaginare miglioramenti nei prossimi giorni: per ipotizzare un traffico più scorrevole servirà quantomeno attendere l’inversione del senso di marcia sui fossi (prevista per il 28-29 dicembre) e la scomparsa di new jersey, mezzi pesanti e cantieri di lavoro (rifiniture e segnaletica dovrebbero essere completate entro il prossimo gennaio). Solo allora si potrà capire la bontà o meno del maxi-intervento a colpi di rotatorie sul lungomare.
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