Gioco
Il sindaco resta in silenzio sull’assunzione dei precari Aamps
L’amministrazione alle prese con la delicata stabilizzazione dei 39 lavoratori, le opposizioni: “Chiarezza dopo tante promesse”. Ma Nogarin non replica
LIVORNO. Il consiglio comunale chiede chiarezza: i 39 precari di Aamps saranno assunti? Quando? Con o senza un nuovo concorso? A queste domande, la sera di lunedì 21 dicembre, il sindaco ha scelto di non rispondere. Anche lui l’11 aveva votato l’atto d’indirizzo passato all’unanimità per stabilizzare i precari, ma stavolta è rimasto in silenzio, non ha replicato, nonostante l'invito a dire qualcosa arrivato anche da uno dei suoi. Nogarin ha così palesato che, al di là delle ripetute promesse, quello delle 39 assunzioni resta a oggi uno dei nodi più difficili da sciogliere. Mentre dal cda di Aamps hanno fatto sapere di stare lavorando per presentare a breve la prenotazione del concordato nonostante l'altolà dei revisori («questo è l'indirizzo del socio»), ma in attesa, tra le altre, di una risposta dall’Anac.
Ieri i precari di Aamps erano tutti in municipio ad assistere al consiglio comunale convocato per (ri)votare il bilancio consolidato sperimentale dell'ente. È stato Alessandro Mazzacca (Livorno libera), neoespulso dal M5S, ad accendere la miccia, ricordano che i 39 lavoratori «hanno già fatto un concorso nel 2013»: «Su queste assunzioni c'è un po' di confusione, la procedura sarebbe semplice se non ci fosse la delibera della giunta sul concordato. Così alla fine sarà il giudice fallimentare a dirvi che non potranno essere assunti …». Come a dire: il Comune vuole lasciare la patata bollente a qualcun altro. Concetto su cui batte anche Pietro Caruso (Pd): «Lei scaricherà sul giudice – dice al sindaco – la non assunzione, perché con il concordato il rischio reale c'è». «L'impegno che vi siete presi può essere mantenuto? Ditelo chiaramente», incalza Andrea Raspanti (Bl).
È a questo punto che prende la parola il 5 stelle Daniele Esposito: «Il consiglio ha votato un atto all'unanimità per assumerli, il sindaco ha promesso». In sala scoppia una risata collettiva. «Aspetto solo che vengano firmati i contratti», riprende.
«Le vostre promesse mi fanno piangere, contano gli atti – controbatte allora Marco Valiani (Lbc) – l'11 dicembre il consiglio ha votato e il giorno dopo è stato sconfessato dalla delibera della giunta». Che parla di uno sbarramento alle assunzioni e della necessità di fare un nuovo concorso. «Il capogruppo Batini – grida Valiani – a giorni dovrà dimettersi». Perché aveva promesso che lo avrebbe fatto se i lavoratori non fossero stati assunti.
Di tempo, però, ce n'è ancora un po'. Poco, fino al 31 dicembre, se la società vuole godere totalmente degli sgravi del Jobs Act. Ma questa scadenza può anche essere superata. «Rispondi», sussurra Esposito al sindaco. La risposta non arriva e il consigliere si alza ed esce per qualche minuto. Resta in silenzio in questo passaggio Marco Cannito (Città Diversa), così nella sala c’è chi sussurra che sia pronto per la giunta.
Tutto avviene dopo che Filippo Nogarin, su richiesta dei capigruppo, ha cercato di fare chiarezza sull'inesigibilità dei crediti Tia accumulati da Aamps tra il 2006 al 2012 e oggi spalmati in parte sulle bollette di tutti i livornesi. Ha in sostanza ripetuto che quei crediti sono stati per legge dichiarati inesigibili, ma non per questo sono stati cancellati. «Le dichiarazioni di inesigibilità per i crediti Tia, a oggi 14.500.000 euro, comunicate da Sorit – dice il sindaco – di per sé non sono una dichiarazione tombale e quindi il contribuente potrà in futuro essere di nuovo esecutato. Il Comune – annuncia – nel 2016 metterà in atto controlli su queste dichiarazioni con l'obiettivo di verificare sia la qualità del lavoro di Sorit che eventuali situazioni che dovessero presentarsi, per fatti nuovi, di possibili esecuzioni forzose positive».
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