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Livorno

Aamps, attivista Pd: buttate i dirigenti dentro i cassonetti

Aamps, attivista Pd: buttate i dirigenti dentro i cassonetti

Diop Mbaye posta un video di dirigenti e politici «scaricati» «Ma ero ironico su Fb, non volevo istigare alla violenza»

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LIVORNO. Le polemiche sono scoppiate sulla pagina Facebook “Sei livornese se parli di politica” e sono uscite in fretta dalla dimensione virtuale dei social. Al centro c’è un video che Diop Mbaye ha condiviso da un sito di informazioni: mostra manager e politici che in varie parti del mondo, ad esempio in Ucraina, sono stati letteralmente gettati nei cassonetti dell’immondizia da folle inferocite. Strattonati, trascinati, in alcuni casi presi a schiaffi o fatti oggetto del lancio di pneumatici e rifiuti di ogni tipo. Cosa c’entra Diop Mbaye con questo video che ha già fatto il giro del mondo? Niente, se non fosse che il leader della comunità senegalese e membro dell’assemblea territoriale del Pd lo ha rilanciato con la frase: «Un suggerimento ai lavoratori Aamps». E sono scoppiate le polemiche.

«Il tuo post è davvero incommentabile – gli scrive il cinque stelle Stefano Mantellassi – Incitare alla violenza ti pare una buona cosa? Oltretutto dovresti pensare a una cosa: il bersaglio potrebbe essere qualcuno dei vecchi amministratori del tuo partito, che hanno causato il disastro di Aamps». Il dibattito si accende e torna in auge quella frase forte pronunciata a inizio novembre dal capogruppo del M5S, Alessio Batini («Io odio il Pd»). «Tutti coloro – rilancia Mantellassi sulla sua pagina Fb – che si dissero disgustati e indignati per la frase pronunciata dal consigliere M5S Batini Alessio che hanno da dire ora su questo post pubblicato dal piddino Diop Mbaye?».

«Secondo me la vera violenza è l'ingiustizia che stanno subendo i lavoratori Aamps – controbatte Mbaye – per quanto riguarda il resto ti dico che il mio unico partito è la città di Livorno con i suoi problemi, io non difendo nessuno e non mi faccio crescere peli sulla lingua per nessuno quando i diritti dei lavoratori e non lavoratori vengono lesi. Tutto il resto è solo noia». Parole che non bastano a sedare gli animi. Tanto che anche il consigliere comunale del M5S, Daniele Esposito, interviene citando l'articolo 414 del codice penale: «Chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati – scrive – è punito, per il solo fatto dell'istigazione, con la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti».

Il botta e risposta va avanti, fino a quando è lo stesso Diop a correggere il tiro: il post con il “suggerimento” ai lavoratori dell’Aamps sparisce e viene sostituito dalla frase “giusto per fare due risate”. «Ho già spero chiarito – spiega Diop dal Senegal, contattato dal Tirreno – che all'inizio avevo fatto quel post per ironia, ma si vede che qualcuno si è sentito chiamato in causa facendone un problema politico. Non ho avuto minimamente l'intento di istigare all'odio». «Credo che l'unica violenza – aggiunge – sia quella che i lavoratori stanno subendo dall'amministrazione e non il video che non c’entra niente». Resta quella frase scritta da una persona che ricopre anche un ruolo politico, da appartenente all’assemblea del Pd. «Ho un unico partito ed è Livorno con i livornesi e i loro diritti – controbatte Diop – non ci sono ideologie o bandiere partitiche che tengano in questi casi. Io rispetto tutti e non credo che chi la pensa diversamente in politica sia un nemico giurato o una strega a cui dare la caccia».

(j.g.)

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