Sicurezza
Fials: ecco l’identikit del futuro ospedale «Ne discuta la città»
Ferrucci rivela cosa dice il piano del Comune: la degenza in una nuova struttura fra farmacia e pronto soccorso
LIVORNO. C'è «una vera emergenza» all’ospedale di Livorno: parola del sindacato autonomo Fials, che per bocca del segretario Massimo Ferrucci va all'attacco e parla di «realtà in evidente abbandono». Ma è sul futuro che il Fials fissa lo sguardo: sull'ospedale del domani. Lo fa ricordando che il consiglio comunale sulla sanità aveva visto «l'impegno solenne della giunta» a presentare una proposta di ristrutturazione entro ottobre ma «ad oggi non vi è stato alcun riscontro».
Tutto fermo? Ferrucci in realtà dice che ci sono state «riunioni del Collegio di Vigilanza per l'attuazione dell'Accordo di Programma del 24 settembre 2010 per realizzazione del Nuovo Ospedale di Livorno costituito da Regione, Asl, Provincia e Comune» con tanto di «riunioni di tavoli tecnici di approfondimento».
Al leader del Fials risulta che «il Comune di Livorno abbia presentato in quelle occasioni una propria proposta di ristrutturazione». L'identikit? Eccolo: «Si basa sulla demolizione dell'attuale edificio ospitante farmacia, cucina, laboratorio per costruire una struttura di 3 piani fuori terra con accorpamento al padiglione 15 (edificio pronto soccorso) ed in continuità con altro edificio dovrebbe ospitare l'area della degenza insieme ai padiglioni terzo, quarto ed eventuale aggiunta dei padiglioni secondo e quinto». A ciò si aggiunga – sempre secondo quanto riferisce Ferrucci – la «ricollocazione al sesto padiglione del laboratorio di analisi e della anatomia patologica» mentre l'accesso al pronto soccorso «dovrebbe essere da via della Meridiana ed uscita da via Gramsci».
Insomma, queste indiscrezioni lasciano immaginare – dice il Fials – «uno sforzo progettuale importante» da parte del Comune di Livorno. Da correlare cioè «alle scelte di politica sanitaria»: in concreto, con la definizione delle unità operative, al numero dei posti letto e ai servizi. E' per questo che secondo Ferrucci è «doveroso» che sulle proposte avanzate dal Comune «si apra un dibattito nella città e tra tutti i soggetti che operano e che fruiscono dei servizi sanitari proprio perché le scelte non saranno neutre e potranno avere una ricaduta sui diritti dei cittadini e dei lavoratori». E giù una stoccata: «Sarebbe singolare che una bocciatura di un piano di ristrutturazione da parte della Regione Toscana facesse riemergere in altre forme un ospedale nuovo magari da realizzare con il project financing».
In un lungo documento il Fials non lesina critiche anche all’oggi. È sotto gli occhi di tutti – si afferma – «una gestione fallimentare» che il sindacato autonomo imputa alla direzione Asl ma unendo nel biasimo la giunta comunale accusata di sostenere e apprezzare le scelte dell'Azienda sanitaria. Ferrucci snocciola i guai. Uno: il secondo padiglione è «ancora da terminare dopo lunghi anni di contenzioso con le ditte appaltatrici». Due: il settimo padiglione «presenta aspetti e criticità strutturali suscettibili di pericolo». Tre: la ex casa suore ha «ampi spazi non utilizzati». Quattro: ci sono strutture come quella di Monterotondo «in stato di progressivo degrado». E poi: all'ospedale livornese «non esiste un punto di informazione, una segreteria unica per prenotazioni e servizi, un bagno per gli utenti, una rivendita di giornali».
Ferrucci insiste sul fatto che «la attuale fase di riorganizzazione del servizio sanitario regionale rende indispensabile fornire soluzioni immediate e di prospettiva agli assetti strutturali dell'ospedale di Livorno». È un aspetto dal quale prende le mosse per ribadire che «la programmazione sanitaria nell'ambito della nuova Azienda Sanitaria ( che cancella Asl 6 per costituirne una con territorio da Massa a Portoferraio)» potrebbe condurre ad «una riduzione delle attività e dei finanziamenti per la ristrutturazione dell'Ospedale di Livorno». Un segnale? Ferrucci indica « l'assegnazione della sede legale della nuova Asl a Pisa», con una crescita del numero di operatori che nella Asl 1 mentre in quella livornese «continuano a ridursi». Il Fials segnala anche come «inaccettabile» l’allungarsi delle liste d’attesa e il perpetuarsi delle “fughe” verso altre Asl (la spesa storica ammonta a «oltre 90 milioni di euro»). Eppure – avverte – l’ospedale labronico ha «unità operative e servizi che forniscono prestazioni di grande qualità».
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