Il Tirreno

Livorno

Esami e visite in ospedale, si allungano i tempi di attesa

di Mauro Zucchelli
Esami e visite in ospedale, si allungano i tempi di attesa

Livorno, bisogna aspettare per più di cento giorni per 17 tipi di prestazione esaminati (su 55)

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LIVORNO. Peggiorano le liste d’attesa per visite, Tac, risonanze magnetiche, ecografie e elettrocardiogramma. E a ammetterlo è la stessa Asl nel bollettino mensile che mette in fila l’uno dopo l’altro una serie di dati che non possono non lasciare a bocca aperta. L’attesa-tipo sale dagli 89,9 giorni di aprile ai 90,6 di novembre: non siamo lontani dal triplo di quel che in teoria sarebbe considerato il limite del tempo di attesa, visto che – sempre in media – si attesterebbe sui 38,4 giorni per questo genere di prestazioni.

Ad esempio, per poter fare una mammografia ordinaria extra screening servono 455 giorni, cioè qualcosa come 15 mesi. E stiamo parlando del dato medio: un record se è vero che a marzo servivano 402 giorni e in aprile 417 ma poi l’attesa standard era scesa in ottobre a 390 giorni. La griglia dell’Asl fa la “fotografia” di 55 tipi di visite e esami: a dar retta ai dati più aggiornati, quelli relativi al mese di novembre, per quasi uno su tre bisogna mettere in preventivo una attesa di almeno cento giorni in media. Mammografia a parte, il riferimento è in prima battuta a gran parte delle ecografie: 269 giorni per quella a capo e collo, 259 per quella alla cute, 222 per quella alla mammella, 201 per quella muscolotendinea, 193 per quella all’addome, 105 per quella ai testicoli). Ma nel conto bisogna mettere anche l’ecocolordoppler (164 giorni di attesa media se si parla dei tronchi sovraaortici e 141 se bisogna farlo ai vasi periferici).

Non basta: per la visita reumatologica mettiamoci il cuore in pace, c’è da aspettare in media 154 giorni, per la visita cardiologica quasi altrettanti mentre 104-106 per quelle dal ginecologo o dal dermatologo. Da aggiungere poi che a novembre risultava una attesa standard di 152 giorni se avevate da fare una spirometria e qualcosa di simile se avevate in calendario l’elettocardiogramma holter o sotto sforzo. È andata appena meglio a chi doveva affrontare un intervento di cataratta: 102 giorni di attesa media, cioè tre mesi e mezzo.

Possiamo cavarcela con il fatto che Cecina e Piombino se la passano peggio di noi? No, anche se in effetti a Piombino l’attesa media sfora i 98 giorni e a Cecina i 108. Con tante eccezioni: ad esempio, per la visita urologica i livornesi devono aspettare in media più di due mesi (64 giorni) e i cecinesi neanche uno (25), per una ecografia ginecologica a Livorno si resta “parcheggiati” per 85 giorni mentre a Cecina la prestazione arriva nel giro di poco più di un mese, per l’audiometria servono 53 giorni a Livorno e 35 a Cecina.

C’è anche qualcosa che migliora: ad esempio, rispetto al mese precedente, in novembre per la visita neurologica si sono attesi 15 giorni in meno e per quella gastroenterologica 13 in meno, per la risonannza magnetica al cervello nove giorni in meno e per l’holter pressorio otto in meno. Ma alla resa dei conti nell’ultimo mese considerato sono 35 le voci in peggioramento e meno di una ventina quella che migliorano.

Sono anni e anni che il Tribunale dei diritti del malato se la prende con le liste d’attesa. Ma è chiaro che tenere le liste ben lunghe serve due volte: si evita di spendere nel rinforzare l’apparato della sanità pubblica e si cerca di convincere i cittadini a non richiedere più quel tipo di prestazione. Anzi, se poi fosse proprio l’utente-cittadino a stufarsi e a rivolgersi alle strutture private, niente di meglio. Peccato che questo spesso si traduca in un fenomeno che la crisi e la riduzione dei redditi disponibili aggrava: di fatto si riduce l’accesso alle cure.

 

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