Lutto
Si fermano 15 mezzi dei servizi extra
Guai con la fideiussione: Aamps sospende le attività in conto terzi Da oggi sos discariche e ingombranti. E intanto i precari aspettano
LIVORNO. La speranza è che in questa delicata fase di incertezza, intorno ad Aamps non si scateni un effetto domino. Perché quello che è accaduto ieri suona come un piccolo-grande campanello di allarme: la società dei rifiuti ha comunicato alle Rsu la sospensione dei servizi in conto terzi (come la rimozione delle discariche abusive o dei rifiuti speciali) che fino a oggi venivano assicurati da una quindicina di mezzi. Perché?
Per far circolare quei mezzi, Aamps deve presentare alla Motorizzazione una serie di garanzie assicurative, o meglio una dichiarazione di prevista capacità finanziaria. «Questa dichiarazione – hanno chiarito dall’azienda, contattata dal Tirreno – deve essere sottoscritta dal presidente del collegio dei revisori, che deve attestare che c’è la capacità patrimoniale e finanziaria della società». Ma in autunno, nel momento del botta e risposta con il Comune sul bilancio e la ricapitalizzazione, Carpano ha deciso di non firmare.
Lo spiegano da Aamps: «A novembre il presidente del collegio si è rifiutato di firmare, così la società ha chiesto alle banche e ai broker (come previsto in alternativa dalla legge) una fideiussione di 89.000 euro, quanto necessario per garantire la copertura di questi mezzi». Ma «nessuno dei soggetti contattati si è dimostrato disponibile, quindi abbiamo scritto al Comune chiedendo di contattare un soggetto autorizzato al rilascio della fideiussione». Ieri scadeva il termine per presentare la documentazione alla Motorizzazione. «Non abbiamo ricevuto risposta – concludono dall’azienda – pertanto abbiamo comunicato la sospensione dell’attività di autotrasporto conto terzi». Tradotto: «Aamps non potrà svolgere per conto del Comune servizi che prevedono il trasporto conto terzi, come discariche abusive, rifiuti speciali, rifiuti assimilati agli urbani». Per i quali dovranno essere contattati altri appaltatori.
Tutto mentre resta da sciogliere il nodo dei 39 precari, che ieri sono tornati nel salone del consiglio e per chiedere il rispetto delle promesse fatte dal Comune sull’assunzione. I nodi tecnici (palesati dalla delibera che parla ad esempio dello sbarramento del 60% rispetto alle uscite di personale dell’anno precedente) al momento restano sul tavolo. Nel pomeriggio i lavoratori hanno incontrato Nogarin e alcuni consiglieri a 5 Stelle. «Il sindaco – hanno riferito al termine – ci ha promesso che saremo assunti».
Juna Goti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
