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Naufragato ogni tentativo di mediazione, dipendenti Asl verso lo sciopero
Piano delle assunzioni e carenza di personale i nodi da sciogliere, i sindacati: integrativo rinnovato l'ultima volta nel 2010
LIVORNO. Naufragato ogni tenativo di dialogo tra Asl 6 e sindacati, dipendenti del comparto sanitario verso lo sciopero. "I lavoratori sono da tempo in stato d’agitazione, lo sciopero sarà indetto da tutte le sigle sindacali: neanche l’intervento del Prefetto è servito per trovare una mediazione", sottolineano dal coordinamento sanità della Fp-Cgil provincia di Livorno.
Da mesi i rappresentanti dei lavoratori chiedono ai vertici di Asl il piano annuale delle assunzioni. "La carenza di personale nel comparto sanitario che comprende infermieri, operatori socio sanitari e dipendenti amministrativi – illustra il coordinamento – soffre una carenza ormai patologica e gli esuberi pianificati dall’azienda in agosto non hanno fatto altro che aggravare la situazione”.
Gli esuberi, attuati attraverso prepensionamenti, hanno determinato anche un grave problema organizzativo.“Sono state eliminate figure chiave – sostiene la categoria – che sarebbero state invece importantissime per riorganizzare il lavoro nell’ottica della creazione dell’area vasta, professionalità specifiche che potranno essere rimpiazzate soltanto tra due anni”.
La carenza di personale si è resa ancora più evidente con l’applicazione della norma europea che prevede un riposo obbligatorio di 11 ore tra un turno e l’altro, che appare una norma di civiltà ma che nella realtà è di difficile applicazione nelle aziende della sanità pubblica.
“Da quando la norma è stata applicata – spiegano le Rsu Cgil – è venuta meno la possibilità di fare due turni nell’arco delle 24 ore, e ha reso molto difficoltose sia le sostituzioni che la reperibilità nelle sale operatorie, soprattutto per le emergenze notturne ”.
Oltre al contratto nazionale bloccato da più di sei anni, in Asl 6 l’integrativo è stato rinnovato per l’ultima volta nel 2010. “Abbiamo cercato una strada per riaprire la contrattazione di secondo livello – conclude il sindacato – per tutelare i diritti di lavoratori che si adoperano per un servizio di fondamentale importanza per la collettività ma che da troppo tempo vedono mortificata la loro professionalità, in termini economici e di sostenibilità dei tempi vita/lavoro, di conseguenza nella qualità del servizio pubblico”.
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