Il Tirreno

Livorno

Ingiunzioni per 31 milioni ma i livornesi non pagano

di Giorgio Carlini

Dal 2009 sono state emesse quasi 30.000 cartelle: più di 25.000 derivano da infrazioni al codice della strada. Per ora recuperati appena 3,8 milioni

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LIVORNO. Quasi trentamila ingiunzioni emesse dal 2009 a oggi, per un ammontare complessivo diquasi trentuno milioni di euro. Altre decine di migliaia di avvisi pronti per essere recapitati ai contribuenti non in regola. E una percentuale di riscossione piuttosto bassa, anche perché si ha a che fare con migliaia di crediti da poche centinaia di euro ciascuno. Da quando sei anni fa il Comune è diventato esattore, riscuotendo in proprio i tributi senza più passare da Equitalia, è riuscito a ottenere poco meno di 4 milioni di euro, segno di come la stragrande maggioranza dei morosi che in passato non hanno pagato le multe o le tasse imposte dall'amministrazione non abbia proprio intenzione di mettersi in regola.

I dati sull'attività del Centro unico di riscossione del Comune saltano fuori nel corso della seconda commissione consiliare. A Palazzo civico è Alessandro Parlanti, dirigente dell'ufficio Entrate, a snocciolare le cifre, non prima di aver puntualizzato che «la riscossione dei crediti arretrati è un problema grave che attanaglia tutti gli enti locali e più in generale tutto il Paese, basti pensare che Equitalia ha in carico a livello nazionale oltre 800 miliardi di euro e ha ammesso che l'85% rischia di non essere più riscuotibile, per quanto possa contare su strumenti ben più efficaci dei nostri».

Riscossione a rilento. Livorno riscuote in proprio i tributi dal 2009, anche se è solo dal gennaio 2012 che tutte le entrate sono passate sotto la gestione del Centro unico di riscossione. Da allora fino al settembre 2015, le ingiunzioni emesse (con le quali si richiede al contribuente di effettuare il pagamento di una somma non corrisposta entro il termine di 30 giorni dalla notifica) sono state 29.882.

I procedimenti riguardano infrazioni al codice della strada, mancati pagamenti Ici, Tosap, Tarsu e Icp, edilizia privata, canoni patrimoniali o relativi ai mercati.

Il valore totale delle quasi 30.000 ingiunzioni è di 33,1 milioni. Da qui vanno sottratti 2,3 milioni di "discaricato": somme cioè che erano già state pagate o che i contribuenti non erano tenuti a pagare. Il totale che il Comune dovrebbe riscuotere è dunque di 30,8 milioni.

Di questi, sono stati riscossi 2,3 milioni (appena 7800 ingiunzioni saldate). Altri 1,5 milioni sono rientrati nelle casse comunali grazie alle rateizzazioni, per un totale riscosso di 3,8 milioni (appena il 12% del carico totale). Il Comune prevede di ottenere ulteriori 1,9 milioni tra rateizzazioni e azioni esecutive in corso: così il totale del carico residuo "scenderebbe", si fa per dire, a 24,9 milioni, cioè l'80% del totale (con 21.000 ingiunzioni ancora senza esito positivo).

La marea di multe non pagate. Le multe non pagate rappresentano la voce più importante delle circa 30.000 ingiunzioni: ben 25.338 quelle relative a infrazioni al codice della strada, per un totale di 20 milioni di euro non pagati e una percentuale di riscossione molto bassa (7%, riscossi 1,4 milioni).

Tra le altre, 2.255 ingiunzioni riguardano l'Ici, 1.587 la Tosap, 338 l'Icp (per un ammontare rispettivamente di 6,2 milioni, 1,6 milioni e 900mila euro, cifre che vanno lette al netto del "discaricato"). Solo per l'Ici si ha una percentuale di riscossione piuttosto elevata, pari al 30%, con 1,8 milioni riscossi.

Gli strumenti di riscossione. Il 77% delle ingiunzioni in carico è al di sotto dei mille euro. Se a queste aggiungiamo quelle con valore tra i mille e i 5.000 euro (19%) ecco che si sfiora la totalità dei procedimenti. Le ingiunzioni per cifre tra i 5.000 e i 20.000 euro sono appena il 3%, quelle superiori a 20.000 euro lo 0,4%. Per questo finora il Comune ha preferito il dialogo e l’elasticità alle procedure coattive, garantendo ad esempio qualsiasi forma di rateizzazione del debito nei casi di oggettiva difficoltà a pagare.

Ma non si escludono procedure più dure, specie nei confronti dei recidivi o dei grandi debitori. «A breve – conferma Parlanti – partiremo con procedure esecutive con l'interessamento dell'avvocatura. Le difficoltà di intervento – aggiunge – nascono dal fatto di avere a che fare con un microcredito polverizzato: fermi amministrativi o pignoramenti non avrebbero senso».

Tra le altre difficoltà evidenziate dal dirigente comunale, la normativa nazionale non aggiornata, la confusione generata dalle gare di Anci Toscana per i nuovi metodi di riscossione, e l'accesso negato dall'Inps al Comune alla propria banca dati, cosa che avrebbe facilitato il compito dei tecnici di Palazzo civico.

Una nuova ondata di avvisi. Da qui ai prossimi mesi i numeri sono destinati a crescere sensibilmente. Dal Comune sono infatti già pronte altre decine di migliaia di ingiunzioni fiscali. Anche in questo caso si riferiranno soprattutto alle contravvenzioni (con migliaia di avvisi relativi al periodo 2011-2012 e poi all'anno 2013), ma anche alle rette e alle mense scolastiche e a somme non pagate di natura patrimoniale. «Già dalle prime settimane del 2016 – conclude Parlanti – intendiamo inoltre emettere le ingiunzioni per la mancata riscossione della Tari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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