Sicurezza
Un libro è come un diamante: lo regali ed è per sempre
Nove scrittori toscani raccontano quali sono le storie da mettere sotto l’albero la notte di Natale
Un nota pubblicità dice che quando si dona un diamante è per sempre. A ben vedere, però, anche regalare un libro potrebbe essere per sempre perché la storia che ti ha raccontato la porti con te, ovunque, e in ogni tempo, senza dimenticare, naturalmente, che il suo costo è sicuramente più abbordabile. E allora, chi meglio di uno scrittore, che con i libri ha costruito il suo “viaggio”, può consigliare le migliori storie da mettere sotto l'albero?
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Luca Ricci. Pisano, ha scritto una decina di libri (pubblicati con Einaudi, Laterza e altre case editrici): regalerebbe "Questa vita tuttavia mi pesa molto" di Edgardo Franzosini (Adelphi, 2015) da leggere, sostiene, soprattutto per chi pensa che la sensibilità sia un difetto. “Gli artisti come Rembrandt Bugatti - dice Luca Ricci - (lo scultore di cui si occupa Franzosini nel libro) esistono per davvero, e sono in grado di riscattare con le loro opere (ma anche con la loro vita) tutta la "grande bruttezza" del mondo”. E la frase più bella è senz'altro: “Bugatti aveva vissuto nella vita come un estraneo, ed è morto come lo sconosciuto che cancella dietro di sé ogni traccia della sua esistenza”.
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Marco Vichi. Fiorentino, autore Guanda e inventore del commissario Bordelli, consiglia invece “L’isola delle lepri” Anna Maria Falchi (Ugo Guanda Editore, 2013). Lo farebbe leggere proprio a tutti perché è un libro intriso di emozioni, che sa trattare i momenti più scabrosi con elegante leggerezza. La frase che ha scelto è: “È morto così, Francesco, per un errore, per una faida che non riguardava la sua famiglia e che non gli interessava, con gli occhi fissi verso il cielo e il libro aperto sull’immagine di un grande aereo da guerra, deformata dalla pioggia e dal suo stesso sangue”.
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Sacha Naspini. Grossetano, autore Rcs, sotto l'albero farebbe trovare “Viaggio al termine di una stanza” di Tibor Fischer (Mondadori, 2006). “Darei questo libro agli adolescenti – dice - diverte e sorprende. Ma di più, distrugge le convenzioni. C'è il bene, c'è il male. E il tenero grottesco della vita. Tutto questo, rovesciato in una storia che ti sbanda. Inizia con una ragazza che all'improvviso comincia a ricevere delle lettere da un suo ex. Alla fine, sembra spararti in faccia questo dilemma antichissimo: tutto si regge sul caso?”. E le parole che gli sono rimaste impresse sono: “Non sai mai quanto sei forte, finché essere forte è l’unica scelta che hai”.
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Luca Scarlini. Fiorentino, drammaturgo e saggista sceglie “Il richiamo del corno” di Sarban (Adelphi, 2015) da donare “a un giovane lettore appassionato di fantasy, che potrebbe scoprire come la realtà faccia presto a virare all'horror anche nella cronaca. In questo caso l'autore usava un rimando alla Seconda Guerra Mondiale. Il messaggio è che la follia degli uomini inventa sempre nuove forme di aggressione alla felicità umana”. La frase che gli è rimasta addosso è: "Non esca mai la notte, e soprattutto non tema le bestie feroci, stia attento ai gatti del Conte".
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Anna Maria Falchi. Fiorentina, ha vissuto in Sardegna, in squadra Guanda, sceglie “Il coraggio del cinghialino” di Marco Vichi (Ugo Guanda Editore, 2015) da donare a nipoti e figli di amici perché è una storia sulle differenze e la diversità: “I protagonisti della storia sono animali molto diversi tra loro e quando si incontrano e iniziano a frequentarsi mostrano diffidenza, timore. Saranno la conoscenza reciproca, la fiducia e il rispetto a renderli solidali e vicini”. Le parole che si è segnata sono: “Adesso che la caccia stava per cominciare nessuno poteva ignorare che Cagnolino apparteneva a una razza nemica. Dopo un lungo silenzio, qualcuno cominciò a dire che Cagnolino andava allontanato dal branco, altri invece dicevano che doveva rimanere, altri ancora non sapevano da che parte stare”.
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Carlo A. Martigli. Toscano, oggi vive sulla riviera ligure. Autore Mondadori, consiglia “Breve Storia della Vita Privata” di Bill Bryson (Tea, 2011) e lo donerebbe “a tutte le persone che guardano le cose senza comprenderle, e che hanno perso il gusto dell'osservazione. Ogni oggetto intorno a noi ha una storia, sia che appartenga a noi stessi, al nostro vissuto, sia che lo possegga in maniera intrinseca. Un tazzina da caffè magari ci accompagna dall'adolescenza e ha percorso con noi gli anni della nostra formazione, oppure, nel secondo caso, un angioletto che ci hanno regalato per Natale, implica tutta una serie di considerazioni sulle figure angeliche, sulla nostra cultura occidentale, sulla nostra religione e così via. Non ci rende conto di quante cose ci sfuggono, anche nella vita di tutti i giorni. Spesso corriamo senza vedere niente e perdiamo così in buona parte il gusto della vita, che ci appare insignificante ma lo è solo perché non sappiamo coglierne i significati”. La frase del libro che ha sottolineato è: “ Per un certo periodo si diffuse la moda di costruire un eremitaggio e installarvi un eremita in carne e ossa. A Painshill, nel Surrey, un uomo firmò un contratto per cui, per un compenso annuale di cento streline, si impegnava a trascorrere sette anni di pittoresco isolamento e silenzio monastico. ma venne licenziato dopo sole tre settimane per essere stato sorpreso a bere in un pub della zona...”.
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Athos Bigongiali. Pisano autore Giunti e Sellerio, afferma sicuro: «Mi piace pensare che il libro che vorrei regalare non sia ancora stato scritto o, se già scritto, sia il prossimo che leggerò. Ma tra quelli letti in questi ultimi anni scelgo senz’altro il romanzo Stoner, di John Williams, pubblicato nel 2012 da Guanda. Professore universitario di letteratura anglosassone, John Williams scrisse questo libro a metà degli Quaranta del secolo scorso reinventando nel personaggio del protagonista William Stoner un altro se stesso, forse quel se stesso che non aveva mai avuto il coraggio di affrontare. Un modesto professore, segnato da una vita del tutto comune, e incapace di ribellarvisi se non in rarissime occasioni. Una vita come tante altre nella quale chi legge, tale è il miracolo di questo romanzo, si immedesimerà fino al punto di riconoscersi e commuovendosi farla propria. Perché questo - spiega - è ciò che alla fine della lettura il libro ci lascia: il rimpianto di quello che non è stato e invece avrebbe potuto, un sentimento doloroso che tuttavia, se esaminato con affetto, può indurci a sperare che non tutto sia perduto, finché siamo vivi. Perciò il destinatario di questo mio regalo siamo tutti noi, intenti a vivere e vivendo a leggere». La frase che lo ha colpito è decisamente questa: “Per un istante gli parve (a Stoner) di uscire dal suo corpo che sedeva immobile davanti alla finesta (…). Poi prese un libro …e camminò lento verso casa…”.
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Leonardo Gori. Fiorentino, autore Rizzoli e anche Giunti, regalerebbe “Sassofoni e pistole - Storia delle relazioni pericolose tra jazz e romanzo poliziesco” di Franco Bergoglio (Editore Arcana Jazz, 2015): “Lo vorrei regalare a chi associa la parola noir a film come Vertigine o La fiamma del peccato, ma anche all'Italia del Dopoguerra, a pianisti jazz col nome famoso e a una povera ragazza trovata cadavere sulla spiaggia di Torbajanica... più che un saggio, questo affascinante libro di Bergoglio è un viaggio nel tempo e una sterminata colonna sonora musicale. Bergoglio è puntuale, filologico, esauriente ma anche autoironico, e chi ama il jazz non può non esserlo: 'Ho vissuto mesi sudando freddo come un tossico in astinenza' scrive di sé nella Confessione Finale, 'dormendo senza togliermi il trench, dopo una giornata di ricerca infruttuosa. Pensavo: là fuori mi aspettano decine di giallisti che hanno infilato del jazz dentro un romanzo e non li ho ancora scovati'”.
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Paola Zannoner. Autrice della serie junior “La banda delle ragazzine” (Giunti), invece consiglia “La strana biblioteca” di Murakami Haruki (Einaudi, 2015) perché è una fiaba moderna per ragazzi e adulti, ambientata in una biblioteca, molto "strana": “Lo regalerei a tutti gli amici bibliotecari che come me amano le storie, i libri e i luoghi dove le storie si incontrano, si ordinano, si conservano, si condividono. E' un libro graficamente bello, illustrato da Lorenzo Ceccotti, che contiene un racconto simbolico e cioè come la lettura e la memoria di ciò che si legge ci può liberare dalla tristezza e dalla disperazione”. E la frase che ha scelto: “Lei mi venne vicino e mi stampò un bacio leggero sulla guancia. Poi sgusciò fuori dallo spiraglio nella porta e sparì. Rimasi seduto nel letto, intontito per un bel po' di tempo. Il bacio mi aveva sconvolto al punto che non riuscivo a connettere i pensieri. Al tempo stesso, la mia ansia si era svuotata dell'ansietà. E ogni ansia che non sia veramente grave, dopotutto non è un grosso problema”.
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