Il Tirreno

Livorno

caso caprilli

Ippodromo, il Comune è obbligato a concedere la gestione ad Alfea

di Juna Goti
Ippodromo, il Comune è obbligato a concedere la gestione ad Alfea

Il Consiglio di Stato dà ragione alla società pisana. L’ assessora Martini incontra i lavoratori per dare la notizia. Il sindacato: dipendenti appesi a un filo

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LIVORNO. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Comune e la società pisana Alfea potrà gestire l’ippodromo per i prossimi trent’anni, alle condizioni previste dalla convenzione mai stipulata nel 2012. È l’ennesimo colpo di scena di un caso, quello del Caprilli, che ormai si trascina da anni. Un colpo di scena di scena che «aggrava» – per usare le parole dell’amministrazione comunale – una situazione già delicatissima. A darne notizia è stata l’assessora al lavoro, Francesca Martini, che ieri ha incontrato i lavoratori della Livorno Galoppo, la società che ha in concessione l’impianto fino al 31 dicembre. Al tavolo sia gli operatori dell'ippodromo (che hanno la lettera di licenziamento in tasca dal 13 novembre e un orizzonte che oggi arriva solo fino a fine anno) che quelli dell'indotto.

«La riunione – si legge nella nota inviata subito dopo dal municipio – ha posto sul tavolo i problemi impellenti che la questione ippodromo presenta. Da un lato dare continuità alla gestione dell'impianto che necessita di cure e manutenzioni continue, dall'altro garantire i lavoratori indiretti e diretti (gli ex Labronica corse) che hanno ricevuto lettera di licenziamento in vista della scadenza gestionale».

Ma sulla riunione è piombato il respingimento da parte del Consiglio di Stato del ricorso avanzato dal Comune nei confronti di Alfea spa. «Una sentenza – commenta l'assessora – che apre nuovi scenari, non ultimo quello di vederci obbligati a concedere la gestione dell'ippodromo ad Alfea». Il Comune ha già contattato la società pisana per un incontro che si terrà nei prossimi giorni. Tutto mentre il 21 dicembre, dopo la discussione sull’indotto Eni, la terza commissione consiliare ascolterà i lavoratori dell'ippodromo.

I sindacati sono preoccupati. Dopo l’incontro in municipio parlano di «fumata nerissima» e ripetono che «il futuro dei lavoratori del Caprilli è appeso a un filo». Di nuovo. «Dal Comune – interviene il segretario della Slc Cgil, Beppe Luongo – viene prospettata una strada obbligata: confrontarsi con Alfea per stabilire tempi e modi del subentro, con la necessità di approfondire le motivazioni del pronunciamento del Consiglio di Stato e in attesa dell'ulteriore decisione del Tar, rinviata a febbraio. Gli operatori – riferisce – hanno opportunamente segnalato che: 1) il Caprilli ospita 50 cavalli e qualche persona, oltre alle attività delle scuderie e al servizio bar; 2) bisogna garantire acqua e luce, per assicurare l’igiene e tutelare animali e persone; 3) bisogna fare in modo che l’impinto non chiuda i battenti, perché potrebbe essere la via della chiusura definitiva». E se alla fine «lo sgombero restasse l'ultima malaugurata strada», sarebbe «comunque necessario concordare una tempistica».

«Abbiamo sollecitato una piena e coraggiosa assunzione di responsabilità del Comune e del sindaco – fa sapere Luongo – in modo da garantire la continuità degli 8 dipendenti, rendere possibile il pagamento delle due mensilità che i lavoratori (nuovamente licenziati) ancora aspettano dalla Labronica in liquidazione e non permettere la chiusura dell'area alla cittadinanza». «Fate presto», ripete: «Prevenite una deriva che per la città, oltre che per i lavoratori, rischia di avere conseguenze gravissime».

 

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