Il Tirreno

Livorno

Grandi Molini, fumata grigia per i lavoratori

La trasferta a Porto Marghera e l’incontro con i vertici non sono bastati a chiarire il futuro dell’impianto

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Nessuna schiarita sul futuro della Grandi Molini. Non sono bastate due ore di incontro con i vertici societari per avere le rassicurazioni auspicate dai sindacati (Flai, Fai e Uila) e dai lavoratori giunti ieri al completo nella sede di Confindustria a Porto Marghera. Qui si erano dati appuntamento per fare il punto della situazione dopo che il 4 novembre la società aveva chiesto al tribunale di Rovigo (sede della Grandi Molini) il concordato preventivo in bianco. Ma l'unica cosa di vagamente positivo emersa è che verrà riformulata al giudice la richiesta di pagamento delle tredicesime ai 48 lavoratori che, dal 7 dicembre, hanno visto scadere la cassa integrazione ordinaria, e dovranno attendere mesi - si parla di aprile - per la cassa straordinaria.

Michele Rossi (Flai Cgil) ha detto al Tirreno che «per noi, la Fai e la Uila, l'incontro non è stato soddisfacente. Ci hanno ribadito che l'impianto di Livorno, per via del porto, resta strategico, ma niente di più. Speravamo di vedere un piano industriale per il rilancio».

Il debito è stato confermato essere 190 milioni di euro «il 70% dei quali – ha detto sempre Rossi – risulta con le banche». Il sindacato, tutto unito in questo caso, ha fatto anche una proposta all'azienda: far lavorare a rotazione gli addetti di Livorno nelle altre sedi ancora attive della Grandi Molini. In questo modo potrebbero tornare a guadagnare qualcosa in attesa che si sblocchi il resto. In tutto il resto delle sedi della Grandi Molini, infatti, i lavoratori sono tutti al loro posto e non hanno fatto un'ora di cassa. Al tavolo era presente anche il direttore del gruppo ma neppure da lui sono arrivate parole definitive, tutt'altro. I tempi quindi si allungano per sapere cosa ne sarà dell'impianto di Livorno, nessun altro incontro è previsto nel 2015. Entro febbraio si dovrebbe però conoscere il piano industriale. Solo da quello si potrà capire quali sono le reali intenzioni e le possibilità di tenere in piedi lo stabilimento di Livorno e probabilmente tutto il gruppo. Come è ancora scritto sul sito aziendale Grandi Molini Italiani (GMI) è il primo gruppo molitorio italiano e tra i principali in Europa nella produzione di farine di grano tenero e semole di grano duro per uso domestico, professionale e industriale. Dunque il mercato, in teoria, non manca.

I lavoratori, una trentina, che erano partiti alla volta di Porto Marghera alle 6 del mattino, hanno fatto ritorno a casa nel pomeriggio. Poca voglia di parlare, tanta di tornare al lavoro, nessuna di arrendersi.

Alessandro Farulli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web