Il Tirreno

Livorno

I crediti inesigibili... sono tornati esigibili

di Giulio Corsi
La lista dei nominativi intestatari di crediti Tia dichiarati inesigibili. Ora forse quei crediti sono di nuovo esigibili
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La lista dei nominativi intestatari di crediti Tia dichiarati inesigibili. Ora forse quei crediti sono di nuovo esigibili

Livorno, per Aamps quegli 11 milioni non sono prescritti. Ma la Tari è aumentata proprio per coprire quel buco

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LIVORNO. Con una nota l’ufficio stampa di Aamps ha fatto sapere che per i soggetti inesigibili non c’è alcuna prescrizione del debito e che anzi per loro «fermi amministrativi e pignoramenti sono ancora in corso da parte di Sorit».

In pratica si sostiene che nessuno dei «nominativi individuati come inesigibili alla data del 30 settembre 2015 rispetto al mancato pagamento della Tia nel periodo 2006-2012, ha ottenuto qualsivoglia prescrizione del debito». La Sorit, anzi - si specifica - è sempre «attiva su tale versante e, conseguentemente, i fermi amministrativi o i pignoramenti potrebbero auspicabilmente produrre ancora gli effetti attesi». Cioè il pagamento della Tia “dimenticata” da parte dei soggetti inesigibili potrebbe ancora avvenire.

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Qualcosa tuttavia non torna. Perché se Aamps, la Sorit o il Comune ritengono che nella famigerata lista di oltre 7000 nomi i cui debiti risultano inesigibili, ci siano invece soggetti che ancora possono pagare e soprattutto crediti che non sono andati in prescrizione e dunque possono essere recuperati, non si capisce come quei soldi siano stati già dati per persi al punto da essere riversati nella tassa sui rifiuti a carico dei livornesi, che infatti quest’anno è aumentata per una media del 14% e che sempre per riparare all’inesigibilità di quei 7000 soggetti resterà aumentata anche nel 2016 e 2017.

Il Tirreno da un anno - da quando il Comune deliberò l’aumento della Tari per far fronte ai crediti non recuperabili di Aamps - chiede di capire come si è arrivati a definire inesigibili quei pagamenti. E lo ha chiesto con ancor più forza negli ultimi giorni, quando la lista degli “utenti intestatari di crediti Tia dichiarati inesigibili alla data del 30/9/2015”, come si legge nel documento è stata diffusa grazie alla richiesta di accesso agli atti fatta da alcuni consiglieri dell’opposizione tra cui Marco Valiani ed Elisa Amato.

E’ bastato scorrere quel lunghissimo elenco di aziende e utenze domestiche per rendersi conto che non vi sono solo società fallite o sparite nel nulla. Ma ci sono, anzi, migliaia di soggetti alla cui porta si può ancora bussare per recuperare i soldi dovuti, anziché chiederli ai livornesi in regola con i pagamenti.

L’esempio del consorzio agroalimentare - cioè il mercato ortofrutticolo - è emblematico: 235mila euro di Tia (su un debito totale che si aggira tra i 500mila e i 600mila) sono stati dichiarati inesigibili, dunque sono stati dati per persi e riversati sulle tasse dei cittadini. Con quale motivazione? Dopo quali atti, cartelle, pignoramenti?

Dalla nota di Aamps si viene a sapere anche che alcuni soggetti hanno pagato ma risultano ancora in lista (come la motorizzazione), ma soprattutto che le procedure di riscossione per tutti gli altri sono ancora in corso.

Una situazione davanti a cui però cade la motivazione del trasferimento in Tari di quei soldi che mancano all’appello e del conseguente aumento delle tasse.

Giulio Corsi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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