Il Tirreno

Livorno

Aamps, colpo di scena in cda i revisori bloccano il concordato

di Giulio Corsi
Un lavoratore di Aamps protesta sulla scalinata del municipio (Pentafoto)
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Un lavoratore di Aamps protesta sulla scalinata del municipio (Pentafoto)

Livorno, il collegio vuole chiarimenti tecnici e ha chiesto che il Comune stanzi subito il milione di spese giudiziarie. L’iter slitta a dopo Natale e si riaffacciano i 3,8 milioni di debiti che l’azienda deve pagare entro fine anno

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LIVORNO. Chi pensava che almeno l’atto di richiesta del concordato al tribunale fosse scontato dopo gli ultimi due consigli comunali e dopo le parole del sindaco Nogarin, sabato scorso, all’assemblea dei soci di Aamps, si sbagliava di grosso. Ieri sera durante il consiglio di amministrazione c’è stato l’ennesimo colpo di scena di una telenovela che sta coinvolgendo ormai tutta la città e che rischia di diventare ancor più complicata di quel che è stata finora.

Nello studio del notaio Puccini, in piazza Grande, il collegio dei revisori dei conti ha stoppato il cda che era pronto a varare la determina 152, con oggetto la prenotazione del concordato come da indicazione del socio.

Attenzione, si tratta di un congelamento, non di un cambio di direzione o di una bocciatura tecnica. Tuttavia è una decisione che può avere conseguenze pesanti su tutto l’iter, sicuramente sulla tempistica ipotizzata dal Comune e annunciata con convinzione dal sindaco durante una conferenza stampa sabato mattina.

A questo punto diventa infatti molto improbabile riuscire a prenotare il concordato la prossima settimana, come era nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, e pare scontato che si vada a dopo le vacanze natalizie. Un ritardo che potrebbe portarsi dietro una serie di pesanti conseguenze.

Serve un approfondimento tecnico. Perché il collegio presieduto da Francesco Carpano ha frenato la procedura? A quanto risulta è stato chiesto un approfondimento tecnico amministrativo, a cui il cda dovrà dar seguito prima di assumere la determinazione 152 per attuare le indicazioni del sindaco. Il collegio insomma vuole studiare le carte prima di dare il via libera al passaggio in tribunale.

Il Comune paghi subito un milione per la procedura. Ma i revisori chiedono di più: ieri sera hanno infatti comunicato che serve lo stanziamento straordinario dei fondi per pagare l’eventuale procedura di concordato. E dato che Aamps non ha soldi in cassa, quei fondi dovrà tirarli fuori, subito, l’amministrazione comunale. Si tratta di almeno un milione (ma in questi giorni è stato calcolato che ne serviranno probabilmente uno e mezzo) per pagare il commissario giudiziale, l’advisor, i periti, l’attestatore e il legale, cioè le figure tecniche indispensabili per aprire la procedura.

Riecco le scadenze imminenti: 3.8 milioni entro fine mese. Come abbiamo scritto tante volte, per sopravvivere Aamps aveva bisogno da qui al giugno 2016 di 10.7 milioni di euro, con cui far fronte a debiti imminenti e non più procastinabili. Di questi 10.7 milioni, 3.8 scadevano entro la fine di quest’anno. E’ anche per questo, per congelarli, posticiparli e ridurli, che l’amministrazione aveva chiesto di prenotare il concordato il prima possibile, in modo da mettere in stand-by quelle scadenze. Ora però che in stand-by c’è finito il concordato, si apre un problema non indifferente: come farà Aamps a rispettare quella tempistica e quegli impegni finanziari? Il Comune ha già messo nel bilancio di quest’anno 3.2 milioni proprio per coprire buona parte di quel debito, ma di fatto non aveva alcuna intenzione di utilizzarli per Aamps. Cosa farà a questo punto? Li girerà a via dell’Artigianato oppure lascerà che la municipalizzata resti morosa con tutto quel che può conseguirne?

Il nodo dei precari: spunta l’ipotesi del concorso. In tutta questa partita rimane il nodo dei 39 precari da assumere entro il 31 dicembre, ancora irrisolto a 15 giorni dalla scadenza degli sgravi del Jobs Act, che li renderebbe vantaggiosi permettendo all’azienda di risparmiare 1.3 milioni in tre anni.

L’impressione è che si tratti di una mission impossible, considerando anche che durante l’assemblea dei soci di sabato sarebbe emersa la volontà del socio di non procedere alla stabilizzazione dei 39 precari, ma di pescare anche altrove, magari con un concorso. Ipotesi che i sindacati respingono fermamente: «Un altro concorso ci sembra poco praticabile, perché ne è stato fatto uno poco tempo fa, sotto la gestione Fommei in piena epoca Cinque Stelle - afferma Giovanni Golino, Cgil -. Da quel concorso sono usciti 150 idonei, a cosa serve un altro bando?». Per la Cgil la strada giusta è però la stabilizzazione degli attuali precari. «Anche loro arrivano da una selezione pubblica a cui parteciparono mille persone - continua Golino -. Aggiungo che la nostra richiesta di stabilizzarli non crea nessun conflitto con i lavoratori del concorso fatto successivamente. Ogni precario infatti ha un proprio lavoro a cui è destinato, in particolare raccolta carta e cartone, ingombranti e primo step del porta a porta. Il concorso successivo, come previsto, dovrà essere utilizzato per i futuri step del porta a porta che il Comune di Livorno ha annunciato di voler estendere a 160mila livornesi, mentre oggi siamo in fase di completamento della prima fase a 20mila».

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