Gioco
Sos dei fornitori Aamps «Porte chiuse in banca»
Al tavolo della prefettura Cna, Confindustria e Legacoop confermano il no al concordato Valtriani: alcune ditte non riscuotono da marzo. Ora sono a rischio tredicesime e stipendi
LIVORNO. La decisione dell’assemblea dei soci Aamps, cioè del sindaco Nogarin, di confermare il concordato, non ha spostato di un centimetro la posizione dei fornitori. I quali continuano a dire no alla scelta di portare in tribunale i libri dell’azienda dei rifiuti e mettono dunque a serio rischio (come d’altra parte era previsto) il buon esito della procedura.
Ieri quel no, già annunciato ai quattro venti più di una volta, è stato confermato al tavolo del prefetto.
Confindustria, Cna e Lega Coop hanno ribadito a Tiziana Costantino la loro contrarietà assoluta rispetto al concordato, evidenziando come una scelta di questo tipo avrà impatti devastanti sull’indotto e sui suoi lavoratori.
La maggioranza dei fornitori pronti a votare no. Non è stato un passaggio scontato e neanche inutile nonostante la strada (almeno per l’amministrazione comunale) sia già segnata: perché ieri, al palazzo del governo, i no si sono contati uno per uno e si è avuta la conferma che c’è la contrarietà della maggioranza assoluta dei creditori di Aamps. Significa che se i fornitori non cambieranno opinione, anche qualora il tribunale dovesse ammettere l’azienda al concordato (cosa per niente scontata), la procedura sarebbe bocciata. A quel punto - come ha ben chiarito di recente il giudice De Franco sul Tirreno - basterà che un creditore, anche uno solo, chieda il fallimento e sulla telenovela di Aamps scorreranno i titoli di coda e la scritta “the end”.
L’impegno del prefetto. «Prima di prendere questa strada il Comune avrebbe dovuto aprire un confronto con i creditori e avrebbe scoperto che non ci sono margini per trovare un accordo», hanno spiegato i rappresentanti delle tre associazioni al prefetto Costantino. C’erano Valtriani e Talini per Cna, Ricci e Paoletti per gli industriali, Chelli e Martelloni per la Lega Coop e poi la Cgil per i sindacati dei lavoratori.
La Costantino si è presa l’impegno di manifestare personalmente al sindaco questa fotografia, dicendosi molto preoccupata per i risvolti sociali ed economici della questione, con riferimento particolare all’indotto.
«Pronti a interrompere i servizi per Aamps». «In settimana in Cna avremo un incontro con le imprese associate - spiega il direttore, Marco Valtriani -. Dovremo decidere se continuare il servizio per Aamps oppure interromperlo. Davanti ad una situazione in cui non ci sono garanzie sulla riscossione del pregresso e del presente, potremmo interrompere immediatamente il nostro rapporto di fornitura di servizi all’azienda». Quasi inutile sottolineare che davanti ad una scelta del genere, tutto il ciclo dei rifiuti sarebbe destinato a bloccarsi.
Le banche chiudono i rubinetti. Il timore dell’indotto è quello di vedersi tagliare i crediti di un 70%-80%, praticamente vederseli cancellare. E non dev’essere un’eventualità così difficile, se è vero che molte aziende si sono viste in questi giorni rifiutare la richiesta di altro credito con le fatture di Aamps a garanzia. «Alcuni istituti di credito non accettano più fatture di Aamps - conferma Valtriani -. Immaginate sotto Natale che cosa può significare: ci sono ditte che sono indietro nelle riscossioni da marzo, come potranno continuare a pagare gli stipendi? Per molti lavoratori ci sono a rischio le tredicesime e la mensilità di dicembre». Il dramma, insomma, è appena all’inizio.
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