Gioco
Porta a Terra 2, il Comune apre ai privati
Il progetto è incompiuto per il 30% ma Palazzo Civico non ha soldi. Le torri da fare
LIVORNO. C'era una volta Porta a Terra. Ve lo ricordate? Quel progetto è datato 1999 (scaduto nel 2009 e rinnovato nel 2013 dalla precedente giunta) ed è ancora incompiuto per il 30%. C'erano otto torri, rispetto alle cinque attuali, e chissà se mai ci saranno. Come quel viale alberato che dovrebbe collegare la parte retrostante del centro commerciale Fonti del Corallo con lo Shopping Center (ex Decatlon) passando per il parcheggio di via Masi: in teoria darebbe la possibilità di raggiungere Porta a Terra dalla stazione a piedi o in bici.
Ma tutto questo, denominato non a caso Porta a Terra 2, sarà possibile solo se i privati decideranno che vale ancora la pena investire nell'area, dando così modo al Comune – attraverso il meccanismo dello scomputo (utilizzo degli oneri di urbanizzazione) – di completare la parte di interesse più pubblico.
Lo scenario è emerso in quarta commissione nella seduta di ieri sul Piano attuativo "Porta a Terra 2" approvato con 4 sì (La Fauci, Galigani, Galli e Grillotti), un astenuto (Cannito), con Amato (Fi), De Filicaia (Pd) e Valiani (gruppo misto) che si sono riservati il voto in consiglio.
Il piano attuativo, o di manutenzione, come lo ha definito l'assessore all'urbanistica Alessandro Aurigi, è stato presentato per la parte strettamente tecnica dal dirigente comunale Paolo Danti, e dal progettista di Porta a Terra Vladimiro Demi. Tra le osservazione di interesse rivelate in commissione, va segnalata almeno quella relativa alla richiesta – accolta – da parte della Croce Azzurra, di non essere espropriata. Resterà quindi al suo posto, pur essendo l'area inserita in una nuova classificazione urbanistica, essendo un'attività sociale e assistenziale e convenzionata con l'Asl.
Ma se le torri verranno erette come da progetto, che cosa vi si insidierà all'intero? L'assessore Aurigi ha spiegato che in quella mancante (la quarta, ce ne sono tre al momento) al lato sinistro dell'Ipercoop, si pensa a servizi per i dipendenti dell'area. Ovvero una palestra, un asilo, altri servizi che attualmente non esistono. Nelle altre due che dovrebbero sorgere accanto alle attuali (vicino alla torre Cgil), sostanzialmente uffici e attività commerciali ma niente grande distribuzione. Lo ha sottolineato l'assessore di fronte alle critiche di Valiani. Aurigi ha ribadito due concetti: 1) «il Comune non ha soldi da spendere per Porta a Terra e può cercare di concludere questa opera che riteniamo strategica per l'economia cittadina solo eventualmente grazie ai soldi dei privati»; 2) «non è previsto alcun altro insediamento della grande distribuzione».
Incalzato anche da Marco Cannito sullo stesso tema, l'assessore ha spiegato che sarebbe assai necessario investire nel recupero del centro, ma che qui servono soldi che il Comune non ha e non può trovare con il meccanismo dello scomputo (valido solo per nuove costruzioni), mentre a Porta a Terra sì.
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