Il Tirreno

Livorno

Gli ex lavoratori: «L’incertezza ci logora»

Gli ex lavoratori: «L’incertezza ci logora»

I sindacati puntano al reintegro ma per ora i nuovi gestori hanno solo chiesto i curriculum. E i tempi si allungano

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LIVORNO. «Entro la fine della settimana dovrebbe essere convocato un nuovo tavolo in prefettura. Speriamo che sia l'occasione giusta per avere maggiori garanzie sul futuro degli ex dipendenti, anche se oggi l'andamento a rilento dei lavori ci preoccupa non poco». A spiegarlo è Sabina Bardi, segretaria della Uiltucs, sindacato che ha seguito la delicata vicenda del bar-ristorante della stazione fin dall'aprile scorso, quando emersero per la prima volta le indiscrezioni di una chiusura. Conclusione che poi si è purtroppo verificata dal luglio scorso e che ancora permane.

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Il "Buffet della stazione", gestito dalla Gerba Srl dal 1970, ha poi cessato l'attività a luglio, dopo lo sfratto ordinato dalla società proprietaria dei locali, la Centostazioni Spa, del gruppo Fs. Le cause del contenzioso hanno radici lontane: riguardano i mancati pagamenti dei canoni di affitto e i lavori di restauro mai effettuati.
La chiusura ha aperto la strada del licenziamento per i dieci lavoratori che prestavano servizio nella struttura che quotidianamente, dalle 6.30 alle 20.30, offriva ai viaggiatori un valido punto-ristoro dove fare colazione, prendere un caffè "al volo", acquistare cibi e bevande confezionati, mangiare un panino oppure gustare un piatto al tavolo nell'ampio salone retrostante.
Quando le saracinesche si sono abbassate, in piena estate, è sparito un servizio fondamentale per migliaia di persone tra turisti, pendolari o viaggiatori occasionali, e al contempo si è presentato un drammatico scenario per le dieci famiglie degli ex dipendenti (molte delle quali monoreddito) che ad oggi possono contare solo sul sussidio della Naspi.
  Gli stessi ex lavoratori, alla notizia del nuovo gestore pronto a subentrare dopo l'accordo con Centostazioni, avevano organizzato un presidio: la richiesta dei dieci ex dipendenti, valida ancora oggi, è ovviamente quella di essere riassorbiti quanto prima dalla nuova azienda che subentrerà alla Gerba, vale a dire la società francese Lagardère. Ma le perplessità permangono su tutti i fronti.
«Siamo in contatto con il futuro gestore - fa sapere Bardi - L'azienda ha ottenuto i profili di tutti i lavoratori e almeno sulla carta si è impegnata a riassorbirli, ma ad oggi non ci sono certezze al riguardo. Ci auguriamo che le conferme in questo senso possano arrivare dal prossimo incontro in prefettura, che abbiamo chiesto come sindacato e che dovrebbe tenersi a breve, già giovedì o venerdì».
Sulle tempistiche in merito alla riapertura del buffet della stazione, l'impressione di Bardi è la stessa di tutti coloro che transitano davanti alla struttura: «I lavori sembrano ancora in una fase preliminare. Si era parlato di una apertura a ottobre - ricorda - poi a dicembre. Il rischio - conclude Bardi - è che il bar-ristorante possa invece rimanere chiuso anche nei primi mesi del 2016».
E per una città come Livorno, si tratta di un disservizio molto grave. Ogni giorno, infatti, sono centinaia e centinaia le persone che transitano dalla nostra stazione ferroviaria per motivi di lavoro, di studio o anche per turismo. In molti si mettono alla ricerca di un bar - per fare colazione o per mangiare qualcosa per pranzo - ma la strada segnalata dalle indicazioni si interrompe davanti alle porte chiuse di quello che fino a cinque mesi fa era il punto di ristoro. Tutto chiuso, per ora. E non si sa fino a quando.

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di Redazione web