Toscana
Devastano un impianto sportivo e ringraziano con un biglietto
Preso di mira nella notte il centro del Portuale, danni per migliaia di euro: «È una cosa mai vista» Mistero sui responsabili, l’allarme da un passante che ha visto uscire quattro ragazzi dalla recinzione
LIVORNO. «Grazie del cibo e della bicicletta», c’è scritto sul biglietto. Il cibo è quello preso dal bar dell’impianto sportivo della Portuale Guasticce, in via San Marino. La bicicletta è quella rubata al signore che il bar lo gestisce. Il biglietto è un foglio di carta lasciato a fianco di un frigo con un coltello piantato nello sportello, all’interno della baracchina. Ed è anche la lettera di presentazione per un atto di vandalismo clamoroso, che ha messo in ginocchio la società dilettantisca che ha sede alla Scopaia.
L'allarme è stato lanciato nelle prime ore di ieri mattina: un passante, che stava andando a lavorare in macchina, ha visto quattro giovani uscire da un buco aperto nella rete che divide l'area del campo da calcio dal parcheggio. E così ha chiamato la polizia, che è intervenuta poco dopo e ha scoperto cosa era accaduto. Ma i danni non si riducono solo al bar o alla recinzione. I vandali hanno devastato gli uffici della società: non hanno lasciato una sola finestra integra e hanno spaccato anche diverse serrature. Hanno rotto tutti i computer che c'erano nella segreteria e nell’ufficio della dirigenza. Distrutta anche una fotocopiatrice e una stampata. Sono entrati nel magazzino in cui ci sono le divise di gioco, mettendo tutto a soqquadro. Negli spogliatoi e in diverse stanze dell'impianto si cammina sui vetri rotti. Difficile capire da dove i saccheggiatori siano entrati, visto che sono stati aperti più varchi. Probabilmente uno per entrare e uno per uscire, ma ce ne sono anche altri: forse erano stati fatti in precedenza, forse sono semplicemente degli altri sfregi.
Sul posto è intervenuta la polizia, che ha effettuato i rilievi da cui, ora, i dirigenti della società sperano che si riesca a risalire agli autori degli atti di vandalismo. Non sarà facile, anche perché l'impianto non ha telecamere di sorveglianza. Difficile quantificare i danni, probabilmente vicini ai diecimila euro. I ragazzini non potranno allenarsi per almeno tre giorni, visto che bisogna sistemare spogliatoi e docce oltre a riparare le finestre e a ripulire tutto (i vetri, con cui i calciatori potrebbero tagliarsi, sono sparsi ovunque).
Rimettere in piedi tutto non sarà facile, per una piccola società che vive solo di volontariato: «Ci vogliono tanti soldi. Il problema è che non ci sono», sintetizza Claudio Citti, responsabile della struttura. Ha uno straccio avvolto intorno a una mano, perché si è tagliato spostando qualche vetro.
Che la visita non sia stata opera di ladri, è evidente. Un ladro i computer e le stampanti se li porta via, non li distrugge. E invece, qui, a parte la bicicletta del gestore del bar, non è stata portato via nulla. Tutto il resto è stato fatto a pezzi. Se sia opera di qualcuno che aveva dei rancori con la società o di un’ altra specie di teppisti è, invece, molto meno chiaro. Domenica si è giocata una partita con il Lajatico chiusa in mezzo alle polemiche, ma sembra del tutto improbabile che ci possa essere un collegamento.
Tanta l'amarezza per chi quel campo lo vive ogni giorno, allenando i bambini o facendosi in quattro per tappare buche e spifferi con i due soldi che, normalmente, le società dilettantistiche si trovano a gestire. «Qualche visita sgradita in passato c'è stata - racconta Citti - ma non di recente. E mai sono fatti danni così grossi. Noi facciamo tanto per i ragazzi, per farli divertire e perché non vadano a fare altro. E quando succedono queste cose fa male».
Gli fa eco Marcello Ondini, allenatore dei ragazzini del 2002: «Non avevo mai visto una cosa del genere, in trent'anni che alleno e in quindici che sono qui. In passato mi avevano rubato un completo nuovo, ogni tanto qualcuno viene e fa qualche atto di vandalismo. Ma stavolta sono andati davvero oltre il limite. Noi cerchiamo di fare del bene per i ragazzini, di istruirli. Facciamo anche molti sacrifici, per passione. Certo che quando succedono queste cose qui viene voglia di mollare tutto».
Una sola nota positiva: non sono stati toccati alcuni degli elementi più preziosi, come le lavatrici e, soprattutto, il defibrillatore: «E' nuovo di zecca, sarebbe stata una tragedia».
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