Il Tirreno

Livorno

Devastano un impianto sportivo e lasciano un biglietto di ringraziamento

di Riccardo Rimondi
Gli uffici della segreteria devastati (Marzi Pentafoto)
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Gli uffici della segreteria devastati (Marzi Pentafoto)

Livorno: preso di mira nella notte il centro della Portuale: danni per migliaia di euro. "Mai vista una cosa del genere in tanti anni di attività"

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LIVORNO. Hanno lasciato anche un biglietto di ringraziamento, in quello che una volta era un bar gestito da un dirigente e che, nel giro di poche ore, si è trasformato in un cumulo di rottami devastato da un atto di vandalismo clamoroso. Coltelli piantati, un frigo rotto, vetri dappertutto: è solo il primo di una lunga serie di danni registrati nella mattinata di lunedì 14 dicembre dagli attoniti dirigenti dell’impianto sportivo della Portuale, in via San Marino, alla Scopaia.

L'allarme è stato lanciato intorno alle sette: un passante, che stava andando a lavorare in macchina, ha visto quattro giovani uscire da un buco aperto nella rete che divide l'area del campo da calcio dal parcheggio. E così ha chiamato la polizia, che è intervenuta poco dopo. Ma i danni non si riducono solo al bar o alla recinzione rotta. I vandali non hanno lasciato una sola finestra integra e hanno spaccato anche diverse serrature. Hanno rotto tutti i computer che c'erano nell'ufficio della segreteria e in quello della dirigenza. Sono entrati nel magazzino in cui ci sono le divise di gioco, lanciando per aria tutto. Hanno distrutto una stampante. Negli spogliatoi e in diverse stanze dell'impianto si cammina sui vetri rotti. Difficile capire da dove i saccheggiatori siano entrati, visto che sono stati aperti più varchi. Probabilmente uno per entrare e uno per uscire, ma ce ne sono anche altri: forse erano stati fatti in precedenza, forse sono semplicemente degli altri sfregi.

 
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Sul posto è intervenuta la polizia e anche la scientifica, che ha effettuato i rilievi da cui, ora, i dirigenti della società sperano che si riesca a risalire agli autori degli atti di vandalismo. Non sarà facile, anche perché l'impianto non ha telecamere di sorveglianza. Difficile quantificare i danni, che probabilmente sono nell'ordine delle migliaia di euro. Serviranno giorni di inventario per raccogliere tutti i cocci lasciati a terra dai visitatori e, probabilmente, molto più tempo per rimettere a posto tutto. «Ci vogliono tanti soldi. Il problema è che non ci sono», sintetizza Claudio Citti, responsabile della struttura. Ha uno straccio avvolto intorno a una mano, perché si è tagliato spostando qualche vetro.
 
Che la visita non sia stata opera di comuni ladri, è evidente. Un ladro i computer e le stampanti se li porta via, non li distrugge. E invece, qui, pare che a essere rubata sia stata solo una bicicletta del gestore del bar. Tutto il resto è stato fatto a pezzi. Se sia opera di qualche vecchio giocatore rancoroso o di qualsiasi altra specie di teppista è, invece, molto meno chiaro. Domenica si è giocata una partita con il Lajatico chiusa in mezzo alle polemiche, ma sembra improbabile che le due cose siano collegate: «Se succedesse una cosa del genere a ogni partita in cui c’è qualche screzio, non esisterebbe più il calcio».
 
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Tanta l'amarezza per chi quel campo lo vive ogni giorno, allenando i bambini o facendosi in quattro per tappare buche e spifferi con i due soldi che, normalmente, le società dilettantistiche si trovano a gestire. «Qualche visita in passato c'è stata - racconta Citti - ma non di recente. E mai sono fatti danni così grossi. Noi facciamo tanto per i ragazzi, per farli divertire e perché non vadano a fare altre cose. E quando succedono queste cose fa male».
 
Gli fa eco Marcello Ondini, allenatore dei ragazzini del 2002: «Non avevo mai visto una cosa del genere, in trent'anni che alleno e in quindici che sono qui. In passato mi avevano rubato un completo nuovo, ogni tanto qualcuno viene e fa qualche atto di vandalismo. Ma stavolta sono andati davvero oltre il limite. Noi cerchiamo di fare del bene per i ragazzini, di istruirli. Facciamo anche molti sacrifici, per passione. Certo che quando succedono queste cose qui viene voglia di mollare tutto».
 
Una sola nota positiva: non sono stati toccati alcuni degli elementi più preziosi, come le lavatrici e, soprattutto, il defibrillatore: «E' nuovo di zecca, sarebbe stata una tragedia».

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