Gioco
Soldi persi, come difendersi: la parola ai giudici
Crac delle obbligazioni bancarie, le associazioni di tutela dei consumatori preparano le carte bollate
C’è chi sta già concentrando la sua attenzione sul mancato controllo da parte della Banca d’Italia e prepara denunce a raffica. Altri puntano invece sulla poca chiarezza durante la proposta di vendita cercando quindi di “invalidare” in qualche modo la transazione di prodotti che adesso, come si dice in gergo, si rivelano “tossici”. E c’è chi per ora consiglia di aspettare la prossima mossa del governo, in base alla quale arriverà anche la risposta. Insomma, la questione delle quattro banche (Banca delle Marche, Cassa di risparmio di Ferrara, Cassa di risparmio della provincia di Chieti e la “nostra” Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio) resta saldamente al primo posto nei titoli dei giornali e di tutti gli altri mezzi d’informazione, ma adesso si muovono in modo massiccio anche le organizzazioni dei consumatori che diventano così l’ultima spiaggia di un esercito di 130mila disperati che, con il decreto salva banche del governo, hanno perso somme davvero ingenti. E non mancano adesso anche quelli che qualcuno ha definito gli “avvoltoi”, persone che elencano, attraverso pagine pubblicitarie sui giornali, sentenze a favore dei clienti di istituti bancari chiedendo, come denuncia l’Aduc, soldi in contanti per iniziare cause che promettono vincenti. Quindi, il primo consiglio è quello di rivolgersi soltanto alle organizzazioni più conosciute.
Carte bollate pronte. In un modo o nell’altro, comunque, i pacchi di carte bollate sono già pronte. Elio Lannutti, presidente di Adusbef, sottolinea come la prima cosa da fare spetti in questo momento al premier Matteo Renzi, «un rottamatore che rottami subito i vertici della Banca d’Italia - sottolinea - a cominciare dal governatore Ignazio Visco e dal capo del dipartimento della vigilanza Carmelo Barbagallo. È infatti la Banca d’Italia, secondo noi, che deve risarcire i risparmiatori, non lo Stato. A chi è rimasto fregato, posso dare questi consigli: rifiutare l’elemosina di cui parla il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, segnalando il loro caso a noi o ad un’altra delle associazioni dei consumatori. E per tutti gli altri ritengo opportuno andare a controllare in banca il proprio portafoglio per vedere che tipo di titoli contengano. Vengo da due assemblee molto agitate dei risparmiatori della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, entrambe in difficoltà, con 208mila persone che potrebbero essere coinvolte. In giro ci sono 60 miliardi di euro di titoli “tossici”, venduti anche dopo gli scandali dei bond Cirio, Parmalat o di quelli argentini». Su una linea simile, anche se più “attendista”, Rosario Trefiletti, presidente nazionale di Federconsumatori: «Aspettiamo di agire in base a cosa deciderà l’esecutivo».
Pressing sul governo. Molto articolate inoltre la posizione di Altroconsumo, nei cui uffici sono già arrivate oltre 750 segnalazioni riguardanti proprio le banche del Veneto. Anche questa associazione mette a disposizione un modulo per le segnalazioni, ma la posizione può essere così riepilogata: rimborsare totalmente non tutti, ma solo i risparmiatori che ne abbiano titolo in quanto sono stati violati i loro diritti e rinsaldare la fiducia del sistema bancario che altrimenti subirebbe un crollo di credibilità. Infine, dicono dalla sede di Milano, «non stiamo chiedendo l’elemosina, ma giustizia, altrimenti ci rivolgeremo ai giudici».
Aduc in campo. Anche secondo l’Aduc, organizzazione con sede a Firenze, la tutela dei risparmiatori coinvolti passa attraverso un'analisi specifica delle modalità con le quali sono state vendute loro queste obbligazioni. «Avevano il corretto profilo di rischio? - si chiede il presidente nazionale Vincenzo Donvito -. Erano stati correttamente informati della differenza esistente fra un'obbligazione normale ed una subordinata? Cosa può provare la banca? Ricordiamo, infatti, che in questa materia vige l'inversione dell'onere della prova: è la banca che deve dimostrare di aver agito con la dovuta diligenza, correttezza e trasparenza e non il contrario. Per questo abbiamo organizzato un servizio gratuito di primo intervento legale per coloro che sono stati coinvolti in questa vicenda. I professionisti di questo pool predisporranno una lettera di reclamo alla banca e di richiesta di documentazione che, inviata dalla banca presso la sede nazionale dell'Aduc, verrà analizzata caso per caso. Al risparmiatore verrà inviata una email con un parere circa l'opportunità o meno di proseguire l'azione». In azione anche la Confconsumatori che a Grosseto ha già raccolto un centinaio di segnalazioni: l’idea è quella di sporgere denuncia nei confronti delle filiali della Banca dell’Etruria.
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