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Livorno

Ospedale verso lo sciopero generale a gennaio

Ospedale verso lo sciopero generale a gennaio

Fallita la conciliazione in prefettura tra la Asl 6 e i sindacati su piano assunzioni e incrementi sugli stipendi

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LIVORNO. Fallita la conciliazione, davanti al prefetto di Livorno, tra la direzione aziendale della Asl 6, la rsu e le organizzazioni sindacali.

"Ciò rende inevitabile la effettuazione dello sciopero generale del comparto sanità a gennaio, da definire in modalità e data tenendo di conto delle disposizioni su l’autoregolamentazione degli scioperi per il periodi festivi", fanno sapere dalle organizzazioni sindacali Fials, Cgil, Cisl, Uil e Nursind.

Le ragioni  poste alla base dello stato di agitazione si sostanziano di due punti fondamentali: il piano assunzione e la definizione dei fondi contrattuali per la erogazione della fascia economica superiore.

Piano assunzioni straordinario. Secondo i sindacati la direzione aziendale non ha presentato nessuna proposta. "Ciò è grave e dimostra ancora una volta l’indisponibilità a risolvere evidenti situazioni di criticità lavorative che limitano i diritti dei lavoratori e si ripercuoto negativamente sull’erogazione dei livelli di assistenza e sui servizi fondamentali  per i cittadini. Di fatto la Asl continua nella sua volontà, perseguita negli anni di ridurre i servizi, aumentare le liste di attesa, mantenere nel caos i pronti soccorso, privare le medicine degli organici necessari e questo in violazione di accordi e impegni sottoscritti con il sindacato". Il sindacato sottolinea di non poter accettare che Livorno e la sua provincia continuino  ad  avere il rapporto tra popolazione e numero  di posti letto e di dipendenti più basso di tutta l’Area Vasta Nord Ovest. "La direzione aziendale - ribadiscono - aveva l’opportunità in prefettura di concordare  con il sindacato il fabbisogno di personale e quindi di correggere la dotazione organica decisa in modo unilaterale e ridotta ulteriormente con la dichiarazione di esubero per circa un centinaio di dipendenti  e con il licenziamento di numerosi precari. Eppure le disponibilità economiche per procedere con le assunzioni ci sono solo all’interno del bilancio aziendale ma non vengono spese. Il risultato è quello di una gestione fallimentare di questa direzione aziendale che ha danneggiato i cittadini e dipendenti".

Fondi contrattuali e incrementi stipendiali con l’erogazione delle fasce economiche. Anche sul fronte stipendi e fondi contrattuali, secondo le organizzazioni sindacali "l’azienda si è dimostrata indisponibile a correggere il calcolo dei fondi contrattuali reintegrandoli, per come dispone la normativa in materia, di ulteriori importi economici in analogia  anche con le modalità adottate da altre Asl. Vengono quindi a mancare risorse determinanti per erogare in numero consistente la fascia economica al personale il cui stipendio è fermo da anni mentre l’impegno lavorativo richiesto si è moltiplicato". E ancora: "Si tratta di aumenti che, pur in assenza del rinnovo del contratto nazionale, sono disponibili in quanto la legge di stabilità 2014 ha reso spendibili cifre che si trovavano “congelate” nei fondi contrattuali. La Asl si è opposta preferendo lo scontro, negando vantaggi economici e diritti ai propri dipendenti contrariamente ad altre Asl che stanno sottoscrivendo i contratti aziendali ed hanno utilizzato modalità di conteggio dei fondi più favorevoli come ad esempio la Asl 1 di Massa".

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