Sicurezza
Francia, la sconfitta del Front National
Il “blocco repubblicano” voluto dai socialisti sbarra la strada a Marine Le Pen, che perde in tutte le regioni
PARIGI. Il “fronte repubblicano” lanciato dal partito socialista ferma l’avanzata dell’estrema destra del Front National trainato dall’impennata dei voti dopo il forte astensionismo del primo turno, domenica scorsa. Il partito di Marine Le Pen esce sconfitto in tutte le 13 regioni impegnate nei ballottaggi. Sette vanno ai Republicains di Nicolas Sarkozy, benché spaccati e vicini alla resa dei conti: Ile-de-France, Normandia, Nord-Pas-de-Calais-Picardia, Provenza-Alpi Costa azzurra, Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena, Alvernia-Rodano-Alpi e Paese della Loira. Sei vanno ai socialisti di governo che controllavano 12 regioni e che, pur di sbarrare la strada al Fn, hanno ritirato i candidati nelle circoscrizioni del Nord considerate ormai perse: restano dunque alla guida di Bretagna, Aquitania-Limousin Poitou-Charentes, Linguadoca-Rossiglione-Midi-Pirenei, Borgogna Francia-Contea, Centro Valle della Loira e, in alleanza con i nazionalisti, della Corsica.
«Con la vittoria del Front National il Paese sarebbe a rischio guerra civile» aveva ammonito, venerdì, il premier socialista, Manuel Valls. Ieri, soddisfatto, non ha cantato vittoria: «In un momento grave, non abbiamo ceduto niente. Ma il pericolo non è eliminato: dobbiamo dimostrare che siamo capaci di restituire la voglia di votare “per” e non solo “contro”» ha detto, nel silenzio del presidente François Hollande. Un risultato dovuto non solo alla “chiamata alle armi” dei socialisti, che avevano lanciato ai propri elettori l’appello a votare il centrodestra dove la “gauche” era fuorigioco, ma anche all’aumento della partecipazione al voto che, in questo secondo turno delle regionali, è cresciuta di oltre 15 punti: il 58,5% dei 44,6 milioni di aventi diritto contro il 43,01% del primo. Il “soprassalto” dei cittadini era stato previsto: negli ultimi giorni, infatti, si era registrata nei commissariati delle grandi città una esplosione delle richieste di “procuration”, - la delega concui gli elettori lontani da casa autorizzano i familiari a votare per loro - con un + 25% a Parigi.
Il Front National, che si era attestato al primo posto in sei regioni il 6 dicembre (con un 28% a livello nazionale contro il 27% dei repubblicani), vede sgretolarsi le sue speranze. Per Marine Le Pen, che si prepara a lanciare la propria candidatura alle presidenziali del 2017, è una sconfitta politica, ma anche personale: Xavier Bertrand dei Republicains vince le elezioni nella regione Nord Pas de Calais-Picardie con il 58% dei voti contro il 42% della leader del Fn, con 16 punti di differenza. «Ringrazio anche gli elettori di sinistra che hanno fatto sbarramento - dice Bertrand - Non è una mia vittoria, non è una vittoria politica, è la vittoria della gente».
È costretta a cedere il passo anche la nipote, Marion Maréchal Le Pen, che nel Paca, la regione Provence-Alpes-Cote d'Azur, perde per 7 punti dietro al candidato conservatore: Christian Estrosi (Les Républicains) ottiene il 53,5% contro il 46,5%. Nella corsa a tre del “Grand Est” (Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena) il repubblicano Philippe Richert conquista il primo posto con il 47,6% contro il 36,6% del lepenista Florian Philippot, mentre Jean-Pierre Masseret, l’unico tra i socialisti che aveva rifiutato di ritirarsi dalla corsa per favorire la destra moderata, incassa meno del 16%. Il presidente dell'Assemblée nationale, Claude Bartolone, battuto dalla repubblicana Valerie Pecresse nel ballottaggio in Ile-de-France, ha rimesso il suo mandato parlamentare.
Marine Le Pen esprime «gratitudine ai più di 6 milioni di francesi» che hanno votato Fn e «hanno saputo rifiutare le intimidazioni e le manipolazioni» dice, inviando un messaggio all’amico Matteo Salvini, leader della Lega nord: «Continua a combattere». «Ora - conclude - la divisione non è più tra destra e sinistra ma tra i mondialisti e i patrioti».
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