Il Tirreno

Livorno

«Avanti col concordato» Entro Natale la richiesta

«Avanti col concordato» Entro Natale la richiesta

«Martedì sarà predisposto dal Cda l’atto di prenotazione, poi il tribunale» Appello di Nogarin ai creditori. Ma è comunque possibile ristrutturare il debito

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LIVORNO. «Il cda di Aamps ha formalmente preso atto della decisione dell'amministrazione comunale (socio unico) di procedere con il concordato preventivo in continuità aziendale. Aamps ha garantito che si riunirà lunedì (domani)per formalizzare la richiesta». Ieri mattina queste parole sono state messe nero su bianco dal Comune dopo che, in un municipio blindato, si è riunita l’assemblea dei soci. «Entro martedì – è l’annuncio – sarà predisposto l'atto di prenotazione di concordato preventivo in continuità, che con i tempi tecnici necessari sarà depositato in tribunale». Ovvero? «Entro Natale», ipotizza a margine il presidente del cda, Aldo Iacomelli.

Durante l’assemblea, in municipio non può entrare nessuno: porte chiuse, forze dell’ordine a presidiare. Sotto ci sono una ventina di spazzini che appendono uno striscione: “Se le tasse fai pagare, il sociale lasci stare”. Il primo a scendere è Iacomelli, che viene sommerso dalle domande di lavoratori e sindacati. Il sindaco e l’assessore al bilancio riuniscono al primo piano i giornalisti.

«Abbiamo fatto un passo importante – dice Filippo Nogarin – siamo andati verso una scelta di risanamento, nel rispetto dei cittadini che meritano una città pulita e con un costo del servizio equo».

«Abbiamo chiarito in modo inequivocabile – aggiunge – che vogliamo mantenere il servizio pubblico, non vogliamo né svendere né conferire parti dell’azienda. Faccio appello ai creditori e ai fornitori: il Comune non vuole danneggiarli, vuole arrivare a un piano di concordato che possa soddisfarli pienamente, per quanto sarà possibile nel contesto generale».

Quanto ai 40 precari, «il Cda ci ha confermato di possedere tutte le condizioni per assumerli e ci fornirà la documentazione richiesta per proseguire nella strada indicata in modo unanime anche dal consiglio comunale».

Quindi ora che si fa? «Su indicazione perentoria del socio – dice sotto al Comune Iacomelli – depositeremo in tribunale una prenotazione in bianco di procedura concorsuale. Una sorta di bolla protettiva che mette a riparo l’azienda da azioni esecutive». E che dà il tempo alla società (entro il termine che sarà stabilito dal tribunale, da 60 a 120 giorni, prorogabili di altri 60) di parlare con i creditori e presentare il piano di risanamento al Tribunale. In questo periodo il giudice nominerà una sorta di precommissario, per poi decidere se ammettere la richiesta. «Lavoreremo a un piano di riequilibrio finanziario per non sacrificare troppo i fornitori», dice Iacomelli. Che poi sottolinea: «La prenotazione in bianco può portare verso due strade: il concordato in continuità o la ristrutturazione del debito (182 bis)». Se invece il tribunale non dovesse accettare la richiesta di ammissione si aprirebbe tutto un altro scenario.

Il Cda cosa preferisce? «Riteniamo più opportuna, numeri alla mano, la ristrutturazione del debito, giudiziale o non, ma analizzeremo tutte le ipotesi», risponde Iacomelli.

Diversa la “lettura” di Nogarin che ribadisce comunque di andare verso il concordato. «L’ “ambiguità” – dice – deriva dal fatto che l’uno può non escludere l’altro. Dal punto di vista formale l’apertura di questo ombrello a protezione dell’azienda potrebbe portare al cambiamento delle condizioni a contorno, che improvvisamente potrebbero diventare tanto favorevoli per l’azienda da mettere al tavolo i creditori con un’ottica differente da quella attuale. La ristrutturazione è un ulteriore strumento all’interno del percorso di concordato: le valutazioni saranno da fare strada facendo. Ma la nostra linea è chiara: concordato preventivo in continuità, coerentemente con quanto abbiamo sempre dichiarato».

Juna Goti

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