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Pensioni: ecco come riavere i soldi delle rivalutazioni

Pensioni: ecco come riavere i soldi delle rivalutazioni

Tre requisiti fondamentali: si deve percepire un assegno superiore ai 1.450 euro lordi (1.088 euro netti al mese), serve il cedolino di agosto 2015 e prima va spedita una raccomandata all’Inps

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Per accedere al ricorso e sperare di ottenere migliaia di euro di mancata rivalutazione sulla pensione servono alcune accortezze. Si deve percepire un assegno superiore ai 1.450 euro lordi (1.088 euro netti al mese), serve il cedolino di agosto 2015 e prima va spedita una raccomandata all’Inps.

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LA PRESCRIZIONE

Nel 2011, quando fu approvata la legge Fornero, il termine ultimo per la prescrizione degli arretrati dei ratei pensionistici (e accessori) è passato da 10 a 5 anni. Quindi, è stato dimezzato. Secondo la nuova normativa i ratei del 2012 andranno in prescrizione a decorrere dal 2017. La prima cosa da fare è sospendere il termine della prescrizione tramite una lettera di diffida all’Inps.

IL MANCATO TRATTAMENTO

La svalutazione nel 2012 è stata del 2,7% mentre nel 2013 ha raggiunto il 3% . Facciamo un esempio: se prendiamo una pensione da 30.000 euro lordi all’anno - nei due anni considerati - il contribuente perde circa 1.800 euro. Va ricordato che la cifra non è una tantum ma deve essere moltiplicata per tutti gli anni del trattamento pensionistico. In circa 25 anni si possono perdere oltre 50.000 euro.

PATRONATI

Con la circolare n. 4017 (12 giugno 2015) l’Inps ha intimato ai patronati di rigettare tutte le richieste di ricostituzione relative alla rivalutazione della pensione.

RIVALUTAZIONE PER IL 2014 E 2015

Da una prima lettura del decreto Renzi può sembrare che per il 2014 e il 2015 la rivalutazione sia del 20% e del 50% per il 2016. La percentuale del 20% si applica sulla quota già ridotta del 2012 e 2013 e pertanto la rivalutazione sarà del 8, 4, e 2% mentre per quelli che hanno avuto rivalutazione zero continueranno ad avere zero.

CHI PUO’ PRESENTARE RICORSO?

Il primo requisito è quello di essere stati interessati dal blocco della rivalutazione delle pensioni avvenuto durante il governo guidato da Mario Monti. Il blocco è stato dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale con la sentenza n.70/2015. Il ricorso può essere inoltrato da chi - a partire dal dicembre del 2011 - percepisce una pensione superiore a 1.088 euro netti (circa 1.450 euro lordi).

ESCLUSI DAL RICORSO

Sono escluse dal ricorso tutte quelle persone che percepiscono una pensione inferiore a 1.088 euro netti poiché sotto questo scaglione non è stata bloccata la rivalutazione delle pensioni.

PUO’ PARTECIPARE AI RICORSI CHI SUPERA I 3.000 EURO LORDI?

Sì. Anche chi percepisce una pensione superiore ai 3.000 euro lordi (circa 2.000 euro netti al mese) può presentare un ricorso perché anche questo scaglione è stato interessato dal blocco delle pensioni ed ha diritto ad una rivalutazione secondo quanto stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale. Inoltre, questo scaglione non ha ricevuto neanche il bonus forfettario istituito dal governo con il decreto legge 65/2015.

A COSA SERVE LA LETTERA DI DIFFIDA ALL’INPS?

È fondamentale. La lettera di diffida all’Inps di Roma permette ad ogni ricorrente di interrompere, con questa costituzione in mora, ogni termine di prescrizione e decadenza degli arretrati dei ratei pensionistici. Come ricordato, a partire dal 2011 (anno della legge Fornero) i termini sono scesi da 10 a 5 anni. Da qui, l’urgenza di sospendere sin da subito questo termine (i ratei del 2012 scadrebbero nel 2017). La lettera di diffida deve essere spedita all’Inps di Roma tramite raccomandata. Si consiglia di conservare la copia.

IL CEDOLINO DI AGOSTO 2015

Si tratta di un documento fondamentale per poter accedere ai ricorsi. Se si percepisce una pensione tra i 1450 euro lordi ed i 3000 euro lordi il cedolino riporterà la voce “applicazione sentenza 70/2015” ed anche le voci “arretrati sentenza 70/2015 a.c” e “arretrati sentenza a.p”. La voce applicazione sentenza conferma che il pensionato può ricorrere in quanto ha subìto negli anni precedenti il blocco della rivalutazione della propria pensione ed ora si vede riconosciuta solo una piccola parte di ciò che gli spetterebbe di arretrati e di rivalutazione. Se si percepisce una pensione lorda pari o superiore ai 3000 euro tale cifra non sarà riportata sul cedolino.

SERVE IL NUMERO DI PENSIONE?

Il numero di pensione va indicato nella lettera di diffida da inviare all’Inps. Il codice attribuito a ciascun pensionato si trova indicato sul cedolino come numero di riferimento/iscrizione della propria posizione contributiva. La categoria della pensione è espressa dalla sigla di due lettere che nella maggior parte dei casi è apposta prima del numero di pensione. Un esempio: “VO = pensione vecchiaia lavoratori dipendenti…”.

DOVE SI PRESENTA IL RICORSO?

Dipende dal lavoro che svolgeva il pensionato. Per quanto riguarda il pubblico impiego (dipendenti comunali, infermieti, forze dell’ordine) il ricorso viene presentato presso la Corte dei Conti regionale a seconda della residenza del pensionato stesso. Altro discorso per i dipendenti del comparto privato. In questo secondo caso il ricorso viene depositato negli uffici del giudice del lavoro della provincia di residenza. (r.b.)

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di Redazione web