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Nogarin in consiglio: "Il M5S con il concordato preventivo salverà Aamps"
Il sindaco ha ribadito la posizione della giunta: "La ricapitalizzazione era un intervento da cure palliative. Serve invece un'operazione chirurgica capace di assicurare vita e interesse all'azienda, soprattutto negli interessi dei lavoratori"
Livorno. Si è conclusa venerdì mattina poco dopo le 12,30 la discussione in consiglio comunale sul caso Aamps. In Municipio erano presenti numerosi lavoratori dell'azienda che hanno esposto cartelli critici nei confronti dell'amministrazione comunale ma, durante la seduta, non si è registrata nessuna interruzione come invece era accaduto nell'accesissimo consiglio del 30 novembre scorso. Il sindaco Filippo Nogarin ha ribadito la volntà della giunta di richiedere il concordato preventivo in continuità, ritenendola l'unica soluzione praticabile per il salvataggio di Aamps.
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Ecco il testo integrale dell'intervento del sindaco Filippo Nogarin, in apertura del Consiglio Comunale di venerdì 11 dicembre, sulla situazione Aamps.
"Presidente, consigliere, consiglieri,
voglio iniziare il mio intervento partendo da una necessaria premessa: la sala del Consiglio Comunale è, fuor di metafora, il luogo di incontro principe della nostra città.
La situazione che si è venuta a creare in queste settimane ha fatto sì che durante l’ultimo Consiglio, ci fosse, in aula, una tensione altissima, una situazione credo senza precedenti sicuramente da decenni a questa parte.
Mi appello quindi a tutte le componenti del Consiglio Comunale affinché nel totale rispetto delle diverse posizioni si concorra tutti a far sì che siano abbassati i toni.
Questo, sono sicuro, contribuirà molto anche a rendere possibile prima di tutto, a chi ci ascolta, una più attenta comprensione delle diverse idee.
L’impegnativa seduta del 30 novembre ha registrato da parte di tutti toni che a mio modo di vedere mal si addicono a una sala come questa.
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In questa situazione reputo fondamentale il ruolo delle organizzazioni sindacali che hanno tutto il sacrosanto diritto – e direi perfino dovere - di manifestare il dissenso nei confronti delle scelte di un’Amministrazione, il tutto ovviamente sempre in un quadro di normale anche se accesa dialettica.
Se c’è un risultato che in questi dieci giorni penso possa essere da tutti individuato come positivo questo è proprio il ritrovato confronto con le organizzazioni sindacali.
Il comunicato stampa congiunto di lunedì 7 dicembre ha segnato un momento importante e, se è vero che ognuno è rimasto sulle proprie posizioni, tutti siamo però usciti da quell’incontro di oltre cinque ore con la convinzione che il “solo” sedersi a un tavolo rappresenti un valore aggiunto da cui nessuno possa permettersi il lusso di rifuggire.
Con la medesima metodologia di lavoro per quanto ci riguarda, intendiamo portare avanti la costruzione del Bilancio 2016 del Comune di Livorno.
Penso che, pur nel permanere delle diversità delle posizioni, due siano i risultati concreti raggiunti: da un lato i sindacati con i numeri che abbiamo loro fornito hanno quanto meno potuto prendere maggiore consapevolezza del vero e proprio disastro che provocheremmo nel 2016 se, ai 6,9 milioni di tagli che dovremo in ogni caso fare, sommassimo i 7,5 milioni necessari per la ricapitalizzazione di AAMPS e, dall’altro lato, l’Amministrazione ha maggiormente compreso le preoccupazioni dei lavoratori.
E su quelle abbiamo lavorato e continueremo a lavorare.
Penso però che sia necessario anche sgombrare il campo da quella che da più parti viene vista come una resa dei conti tra la forza politica che ho l’onore di rappresentare, il Movimento 5 Stelle, e il Partito Democratico.
Oggi da questa sala vorrei che politicamente non uscissero né vincitori, né vinti.
Se c’è un dato politico che penso possa vederci tutti d’accordo è che ormai sono dieci anni che la Politica Nazionale, a prescindere da chi si è alternato a Palazzo Chigi, ha puntato al risanamento della finanza pubblica essenzialmente a spese degli enti locali.
Questa situazione non è più tollerabile perché ormai si va a incidere sulla carne viva dei servizi.
Ed è in quest’ottica che la galassia delle partecipate, statali e locali, rappresenta necessariamente un ambito sul quale è necessario intervenire.
La posizione del M5S è chiara – siamo per una gestione pubblica dei servizi pubblici, il che certo non vuol dire che questa gestione non debba rispondere a criteri di managerialità, ormai irrinunciabili.
Le partecipate, piaccia o non piaccia, dalla Toscana alla Lombardia, dall’Emilia Romagna al Veneto, in Piemonte come in Campania, hanno avuto nel tempo un ruolo di ammortizzatore sociale.
Un lusso questo che ormai non possiamo più permetterci.
Nella gestione rifiuti, dell’acqua, come in sanità, scuola e trasporto pubblico riteniamo che la soluzione non debba e non possa essere rincorrere logiche di privatizzazione ma ben altro.
Se c’è un elemento che, in questi mesi, ex post, cercherei di governare in modo diverso è proprio questo.
Credevamo di potere fare un’azione di “due diligence” delle società patrimonio del Comune, in maniera autonoma e veloce, fase per la quale avevamo stimato dai sei agli otto mesi.
In realtà questo ha richiesto, per la sua complessità, un tempo maggiore.
Oggi invece siamo in grado di portare i risultati del nostro lavoro; AAMPS è la prima di queste, verremo presto in Consiglio anche con le altre.
Sinceramente, lontano da ogni vis polemica, ritengo che qualche mese in più a fronte di decenni possa essere un “lusso” comprensibile e un lasso accettabile da tutti, eccezion fatta da chi ne voglia fare un bieco elemento di strumentalizzazione politica.
Vedete, e vado a concludere, il M5S con il concordato preventivo in continuità salverà AAMPS non con la flebo rappresentata della ricapitalizzazione, che avrebbe significato un intervento da “cure palliative”, ma con un’operazione chirurgica capace di assicurare vita e benessere, soprattutto negli interessi dei lavoratori.
La scelta di andare verso il concordato non ha niente a che fare con la nostra contrarietà, più volte ribadita, all’ingresso in Retiambiente, la maxi azienda di ATO Costa.
Con la massima onestà di sempre l’assessore Gianni Lemmetti ha riconosciuto come questa opzione, allo stesso modo della ricapitalizzazione o della ristrutturazione dei debiti niente hanno a vedere con la policy e la governance.
Quello che abbiamo scelto è solamente uno strumento, che noi riteniamo il più adeguato, in questa situazione, a conciliare il mantenimento del servizio pubblico con la necessità di dover operare scelte aziendali tali da poter stare sul mercato.
La decisione dello scorso Consiglio Comunale di chiedere un rinvio per l’Assemblea Straordinaria è stato sicuramente utile e necessario per confermare, dal nostro punto di vista, che alternative a questa ipotesi sono percorribili solo passando da una falcidia del bilancio del Comune di Livorno che non dobbiamo, non possiamo e non vogliamo percorrere.
Chiudo con i due temi giustamente sollevati dal sindacato nel tavolo di confronto, ovverosia il tema dei precari e quello dell’indotto.
Sui precari ribadisco quello che ho già ripetutamente sostenuto: abbiamo già dato l’indirizzo già alla Società, sia in sede di assemblea dei soci che al tavolo con i sindacati, affinché questa proceda nel più breve tempo possibile a porre in essere tutte le attività istruttorie necessarie e propedeutiche alle assunzioni.
Sul tema dell’indotto, il piano del concordato, per il quale avremmo fino a 120 giorni di tempo per la predisposizione, naturalmente dovrà costituire un punto di equilibrio sostenibile da tutte le parti in causa.
Da questo punto vista ci rendiamo da subito disponibili a sederci, a nuovi tavoli di confronto con la CNA, con la Confindustria, con i fornitori e con tutti gli altri soggetti coinvolti".
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