Il Tirreno

Livorno

Fiaccolata in centro «Un’alternativa esiste»

Fiaccolata in centro «Un’alternativa esiste»

In trecento arrivano sotto al Comune e irrompono nel salone consiliare Cori e striscioni contro la giunta, chieste le dimissioni dell’assessore al bilancio

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LIVORNO. Cori, striscioni, richieste di dimissioni. Decine di lavoratori ieri pomeriggio hanno invaso il salone del consiglio comunale dove era in corso la commissione su Aamps. Hanno esposto striscioni come "i lavoratori non devono pagare per chi non ha saputo amministrare" oppure "noi siamo i figli degli str...", con un chiaro riferimento polemico all'aggettivo che si era lasciato scappare l'assessore al bilancio, Gianni Lemmetti, nella seduta-caos di dieci giorni fa.

A metà pomeriggio l'ingresso in commissione è stato solo l'ultima tappa di un'altra giornata di sciopero e di protesta. In mattinata la manifestazione è partita dalla stazione e ha attraversato il viale Carducci, provocando qualche rallentamento al traffico. Nel pomeriggio da piazza della Repubblica è partita una fiaccolata che ha attraversato il centro a sostegno dei dipendenti Aamps e dei precari. Un corteo di protesta in vista del consiglio comunale di stamani, in cui è attesa la comunicazione del sindaco dopo la decisione di rimandare di dieci giorni (cioè a domani) l'assemblea straordinaria in cui dovrebbe essere formalizzata la volontà di richiedere il concordato preventivo in continuità aziendale.

Il corteo, circa 300 persone (presenti anche le famiglie dei lavoratori) ha sfilato da piazza della Repubblica al municipio. In piazza Grande sono stati appesi all’albero di Natale alcuni volantini in cui si legge che «un’alternativa al concordato c’è». Sono stati scanditi anche slogan contro il sindaco e l'assessore Lemmetti, accompagnati dal coro: «Schiavi di Grillo, voi siete schiavi di Grillo».

Alla fine i lavoratori si sono radunati sotto alle finestre del municipio, prima di esporre striscioni in commissione. «Ritirate il concordato per Livorno e per i lavoratori – ha ripetuto il segretario della Fp Cgil, Giovanni Golino, in piazza – Chi fa politica deve unire i lavoratori. Non dividiamo la nostra città che già troppo ha pagato in termini di licenziamenti e chiusure. Non c'e bisogno di spaccare questa città che ha bisogno di lavorare. Ritirate il concordato: fallire è un rischio, un danno, uno schiaffo per Livorno. Non sono i lavoratori che hanno sbagliato, e non possono pagare – ha aggiunto riferendosi anche alle ditte dell’indotto – per gestioni sbagliate. Sono 500 famiglie che chiedono lavoro. Questa azienda – ha concluso – può essere salvata con i soldi già stanziati che non vogliono tirare fuori dal cassetto: usateli per pagare gli stipendi, non spendete due milioni di euro di consulenze per il concordato».

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di Redazione web