Il Tirreno

Livorno

E’ il giorno dei 40 precari

di Giulio Corsi
E’ il giorno dei 40 precari

Iacomelli: «Da settembre chiediamo di assumerli, serve un atto del Comune»

5 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «22 padri di famiglia stasera attendono di sapere se pagherò gli stipendi e darò loro la tredicesima. Sono tre mesi che non riscuotono, ma tutti i giorni lavorano per Aamps, dunque per il Comune. Le banche mi hanno chiuso le porte in faccia quando ho chiesto ancora credito per l’appalto che abbiamo con l’azienda dei rifiuti. Io voglio pagare gli stipendi, voglio che questi lavoratori riscuotano ciò che spetta loro. Datemi l’opportunità di pagare, altrimenti vi giuro qui, davanti a tutti, che mi troverete incatenato alle porte del municipio».

Sono passate da poco le 20 in commissione bilancio. Dal pubblico la voce di Claudio Porri, presidente della cooperativa Pegaso, si alza forte, dura, tremante. In aula cala il silenzio, mentre irrompe il dramma che si cela nella parola “concordato”, con le sue paure, le sue insidie, il terribile domino che potrebbe portarsi dietro, a partire dalle piccole e medie aziende del territorio - che rischiano di vedere il proprio credito ridursi dell’80% - e dai loro lavoratori, che rischiano di veder saltare in aria la propria ditta.

«I fornitori hanno fatto tanto per Aamps, con Rosi avevo un credito di 293mila euro, ce li ha spalmati in tre anni, l’ultima tranche scadrà nel 2016 - racconta Porri -. Ci pagavano a 30 giorni, siamo arrivati a 180. Ho riscosso giugno 2015, siamo indietro di sei mesi, i miei lavoratori non vedono una busta paga da tre mesi, l’ultima volta ho pagato 100 euro. Col concordato scaricherete ancora di più i problemi di Aamps sui fornitori. Non è accettabile».

I consiglieri ascoltano, ma le lacrime trattenute a stento di uno dei piccoli creditori di Aamps, simbolo di decine di aziende del territorio, difficilmente cambieranno le sorti del consiglio comunale in programma stamani, nel quale Filippo Nogarin dovrà spiegare l’esito degli incontri avuti con i fornitori e motivare dunque la decisione di andare avanti col concordato. Ieri d’altra parte, durante la commissione, l’assessore al bilancio Lemetti ha chiuso ogni porta: «Non sono disposto all’utilizzo di ulteriori soldi dei cittadini da iniettare in Aamps. È una scelta politica che rivendico», ha detto, confermando una posizione che mantiene da mesi.

PRECARI: SERVE UN ATTO DEL COMUNE. Ma c’è un altro grande tema che sarà affrontato nel consiglio di oggi, vale a dire l’assunzione dei 40 precari in forza all’azienda. Quei 40 vanno assunti entro il 31 dicembre, per usufruire degli incentivi del Jobs Act di Renzi, che permetteranno un risparmio di 1.3 milioni in tre anni. La questione ha scaldato gli animi durante la commissione. «Le chiacchiere stanno a zero, le assunzioni non si fanno sui giornali, servono gli atti - ha tuonato il presidente di Aamps, Aldo Iacomelli -. Quando arriverà la carta, procederemo all'assunzione che già a settembre il cda ha deliberato di voler fare, perché si tratta di lavoratori essenziali al servizio pubblico di igiene urbana, a meno che non si vogliano più fare il porta a porta e la raccolta di carta e cartone».

E’ stata una risposta forte alle parole del sindaco Nogarin, che ieri sul Tirreno aveva sollecitato l’azienda a procedere con le assunzioni, ributtando la palla delle stbilizzazioni in via dell’Artigianato.

DA SETTEMBRE IL CDA CHIEDE DI ASSUMERE. Iacomelli ha voluto mettere i puntini sulle “i”. E ha ripercorso gli ultimi quattro mesi, ricordando che da settembre il cda aveva scritto al Comune chiedendo un indirizzo sull’assunzione dei precari. «L’azienda è pubblica e parla con l’amministrazione comunale attraverso atti protocollati - ha aggiunto -. L'indirizzo ce lo deve dare l'ente locale. Il 20 ottobre, in assenza di risposte da parte del Comune, il cda ha ripetuto la richiesta al socio e il 19 novembre abbiamo ribadito la necessità delle stabilizzazioni in assemblea. Il 24 novembre abbiamo inviato la proposta di risanamento in cui abbiamo ripetuto la richiesta di assunzioni. Il pomeriggio del 4 dicembre poi l’amministrazione ci ha trasmesso una richiesta di dati per formalizzare l'atto di indirizzo. Molta di questa documentazione è disponibile sul portale dell’azienda alla sezione trasparenza».

ATTO DI INDIRIZZO O DELIBERA? Come finirà? «Il percorso è tracciato, visto che anche l’amministrazione ci ha fatto sapere che è concorde - ha detto Iacomelli -. Davanti a questa convergenza, il tema è come arrivare alla stabilizzazione a livello amministrativo: serve un atto di indirizzo del Comune». L’atto sarà portato stamani in consiglio grazie ad una mozione dei consiglieri Valiani, Amato, Caruso, Raspanti, Mazzacca, Grillotti e Pecoretti, dunque l’opposizione più i tre dissidenti del M5s, dal titolo “provvedimenti a favore precari Aamps”.

Basterà? L’assessore Lemmetti - che in passato aveva espresso perplessità sulle possibilità di dare il via libera all’assunzione dei 40, considerando il bilancio di Aamps - ieri ha detto che una delibera del consiglio sarebbe stata un atto più forte. Ma visto che per la delibera servono i pareri degli uffici e il tempo non c’è, ci si accontenterà dell’atto di indirizzo, sperando che arrivi (e che basti).

«I DEBITI LIEVITATI COI 5 STELLE». Contro la scelta del concordato sono arrivate le bordate dell’opposizione. Marco Valiani (Livorno Bene Comune) ha attaccato Nogarin sostenendo che «i numeri sparati dal sindaco non sono reali, perché una cosa sono i debiti, ma ad essi vanno sottratti i crediti». E ha ricordato che «i circa 42 milioni di debiti a 12 mesi, nel 2013 erano 19.3 e sono diventati 41.7 a fine 2014, più del doppio. I debiti verso le banche sono passati da 6.7 a 15.1, dunque sono cresciuti di 8.4 milioni a causa dell’anticipo chiesto a Ifitalia a fine 2014. Perché Aamps ha dovuto chiedere l’anticipo? Perché Nogarin non ha pagato la fattura Tari ad Aamps. Dunque l’azienda ha dovuto prendere un prestito fino a marzo 2015 al tasso dell'8% per i ritardi del Comune. Rovinate l’indotto e mandate a casa 500 lavoratori dicendo cose non vere e spendendo 2 milioni per un concordato».

I COSTI DEL CONCORDATO. Sui costi del concordato Pietro Caruso (Pd) ha snocciolato una serie di cifre: «150mila euro di periti, 150mila per l’asseveratore, 350mila per l’advisor, 350mila per il legale, 400mila per il commissario, 100mila per il liquidatore». «Il totale - ha aggiunto Caruso - fa un milione e mezzo. Chi pagherà? Che sia Aamps o il Comune, saranno sempre soldi dei cittadini. Non era meglio spenderli per risanare l’azienda?».

L’assessore Lemmetti ha nicchiato: «Preferirei affrontare la questione quando sarà approntata la bozza di piano», ha replicato. Ma Alessandro Mazzacca (M5s) l’ha incalzato: «Voglio dare per scontato che sarà fatto un bando di gara per scegliere queste figure e augurarmi che non vengano fatte nomine ad personam».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il lutto

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore