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Tatti: «Non sono cosa dire». E l’avvocato annuncia di fare appello
Sergio Tatti, 49 anni, ha aspettato per tre ore la lettura della sentenza facendo la spola tra l’aula della Corte d’Assise, al piano terra del palazzo di Giustizia e il cortile del Tribunale per...
Sergio Tatti, 49 anni, ha aspettato per tre ore la lettura della sentenza facendo la spola tra l’aula della Corte d’Assise, al piano terra del palazzo di Giustizia e il cortile del Tribunale per fumare un paio di sigarette e stemperare la tensione dell’attesa. Quando poco prima delle 16 è suonata la campanella che annuncia l’ingresso della corte si è alzato in piedi ed ha aspettato. «Condannato a dieci anni di reclusione», ha spiegato in pochi secondi il giudice. Accanto a lui i suoi avvocati che hanno cercato di tranquillizzarlo. «Tra novanta giorni leggeremo le motivazioni di questa sentenza e successivamente presenteremo appello». Tatti prima di lasciare l’aula del tribunale si lascia andare a poche parole: «A caldo non so cosa dire, aspettiamo l’appello e vediamo». L’ultima immagine dell’imputato, condannato per l’omicidio del compagno di carcere, è di un uomo solo che si allontana lungo via degli Avvalorati con un marsupio a tracolla e una sigaretta accesa.
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