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Sempre la tessera a portata di mano

Sempre la tessera a portata di mano

La responsabile del sistema di Sanità digitale: «La chiave è la lettura ottica»

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FIRENZE. «C’è un modo infallibile per non sbagliare: sempre fornire la tessera sanitaria in caso di spese sanitarie». Cecilia Chiarugi, responsabile del sistema di Sanità Digitale della Regione, dà questo consiglio a tutti i toscani: per garantirsi la detrazione dal 730 precompilatonon devono mai dimenticarsi di fornire al farmacista, al medico, al Cup il codice fiscale.

Basta il codice fiscale per poter detrarre le spese sanitarie?
«Serve il codice fiscale per identificare il paziente al quale attribuire la spesa sanitaria. Il modo più sicuro per evitare errori è fornire la tessera sanitaria quando si effettua una spesa sanitaria: sulla tessera, infatti, è indicato il codice».

Perché dice che è il modo più sicuro per evitare errori?
«Perché si effettua la lettura ottica della tessera. Così chi raccoglie il dato e poi lo trasmette al sistema centrale, il sistema nazionale Tessera sanitaria, non commette errori. Infatti, se per caso si è incerti su un dato è meglio non comunicarlo: se il sistema non lo riconosce e lo riconosce come errato, lo annulla. E al cittadino non viene riconosciuta né la spesa né la detrazione».

Siamo sicuri che sia un sistema a prova di errore?
«Siamo certi solo che il 2016 sarà il primo anno della sperimentazione e che la Toscana si è messa a lavorare con l’anticipo sufficiente per organizzare un sistema tale da limitare al massimo la possibilità di errore».

Come funzionerà?
«Nella prima fase, quella che stiamo affrontando ora, la Regione raccoglierà tutti i dati delle strutture del Servizio sanitario nazionale presenti sul territorio, dalle Asl agli ospedali, e una volta avuti nel proprio sistema li riverserà in quello nazionale della Tessera Sanitaria, messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Due gli invii previsti, uno a novembre e uno a gennaio. In pratica uno per ciascun semestre del 2015. Ma questa è solo la fase transitoria del progetto».

E quale sarà la fase definitiva del progetto di “detrazione precompilata” delle spese sanitarie?
«A regime non ci dovrebbe essere il doppio passaggio dei dati, con un riversamento semestrale dalle Regioni all’Agenzia delle Entrate, ma il flusso dovrebbe essere continuo. Nel giro di un paio di anni, entro il 2017 diciamo, l’obiettivo è che ogni volta che un cittadino effettua una prestazione sanitaria, acquista o affitta un dispositivo sanitario, la spesa che sostiene viene in automatico inviata all’Agenzia delle Entrate che, al momento della dichiarazione dei redditi, tira le somme, calcola il totale e vede a quanto ammonta lo sgravio al quale il contribuente ha diritto».

In pratica, ogni volta che una persona effettua un prelievo di sangue o compra un antibiotico, la sua spesa va direttamente al Fisco?
«Si, se quando paga fa passare anche la tessera sanitaria, in modo da registrare il codice fiscale, al quale attribuire la spesa sanitaria effettuata. È questo il senso della semplificazione fiscale». (i.b.)

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di Redazione web