Il Tirreno

Livorno

Muore investita da un’auto mentre attraversa la strada

di Riccardo Rimondi
Muore investita da un’auto mentre attraversa la strada

La vittima, Sofia Pepe, aveva 75 anni: doveva prendere l’autobus di fronte a casa La conducente è stata ricoverata in stato di choc, è stata lei a chiamare i soccorsi

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LIVORNO. «Abbiamo fatto appena in tempo a festeggiare il suo compleanno, poche settimane fa. Queste sono le ultime foto che abbiamo di lei». Nelle immagini sul cellulare Sofia sorride, dietro a una torta con due candeline che ne segnano l’età: 75 anni. E questo è il ricordo che resta di lei, dopo l’incidente che le ha tolto la vita ieri mattina sull’Aurelia.

Sofia Pepe è morta alle sette, mentre attraversava la strada che taglia in due la frazione di Stagno, all’altezza della raffineria. Era appena uscita dall’appartamento in cui viveva, perché doveva andare in ospedale a fare degli esami. E per arrivarci, come tutte le altre volte, avrebbe dovuto prendere un autobus. La fermata in direzione Livorno più vicina a casa sua era proprio lì di fronte, solo quella strada a dividerla. Ha attraversato, ma non è mai riuscita ad arrivare dall’altra parte.

Un’auto, una Hyundai Getz proveniente da Pisa, è arrivata mentre già si trovava nell’altra metà di carreggiata. Sofia è stata centrata in pieno. Ha fatto un volo di diversi metri ed è morta sul colpo. Inutili i soccorsi, chiamati dalla stessa conducente dell’auto: i volontari della Svs medicalizzata, arrivati pochi minuti dopo, hanno solo potuto constatarne il decesso. E aiutare la donna in macchina, che era in stato di shock ed è stata portata al pronto soccorso.

Sul luogo dell’incidente è arrivata anche la polizia stradale, per regolare il traffico e per cercare di capire come sia avvenuto l’incidente. Pare che la violenza dell’impatto sia dovuta non tanto a una velocità particolarmente elevata, quanto all’assenza di frenata da parte della macchina prima che colpisse la donna.

Dai primi rilievi, è come se la conducente dell’auto non avesse visto Sofia, che attraversava la strada fuori dalle strisce pedonali. E come se Sofia non si fosse resa conto che, da destra, arrivava un’automobile. Una disattenzione, o forse la foschia delle prime ore della mattina che ha ostacolato la visuale a entrambe.

La conducente, una livornese di 39 anni, è stata sottoposta ad esami per capire se avesse assunto alcol o sostanze stupefacenti. Su disposizione del pm di turno, Gianfranco Petralia, il mezzo è stato sequestrato. Tutti accorgimenti necessari per indagare sulle dinamiche che hanno portato all’incidente.

Anche se questo, oggi, importa fino a un certo punto alle persone che piangono Sofia. Sull’Aurelia, nel punto in cui è stato trovato il corpo dell’anziana, si sono radunati i parenti e alcuni amici della donna. Che era molto benvoluta nella frazione in cui aveva passato circa metà della sua vita.

«Siamo arrivati qui verso la fine degli anni Settanta, dalla provincia di Salerno - ricorda il figlio Alessio - da allora ha sempre vissuto qui. Una persona solare, tutti da queste parti la conoscevano e le volevano bene. Era sempre in giro, partecipava a tante iniziative».

Tanti gli occhi lucidi, fuori dall’obitorio dove la salma è stata portata in attesa dell’ultimo saluto. Sofia era buddista, ci sarà una cerimonia funebre davanti all’obitorio intorno alle 15,30 di domani. Poi sarà portata al cimitero dei Lupi, dove sarà cremata.

Aveva quattro figli, molto conosciuti. Il più grande, Raffaele, ha 55 anni e gestisce la pizzeria Il Fanale sugli scali Novi Lena, che ieri è rimasta chiusa per lutto. Alfonso e Pina, 52 e 51 anni, gestiscono l’albergo Bernardini. Agostino, 48, ha una tabaccheria all’Ipercoop di Navacchio.

Lei ha dato una mano a tutti, nel loro lavoro. Era in pensione da molti anni, aveva perso il marito da dodici, ma non aveva rinunciato a rendersi utile quando poteva. Con i sette nipotini a cui cucinava i suoi manicaretti, con una nipote a cui faceva da madre, con i figli ormai grandi.

«Non era solo una mamma, per noi. Ci ha fatto anche da padre, quando è stato necessario», raccontano i figli. Scavando indietro nel tempo, è questo che ricordano di lei. Mentre l’ultima immagine è quella di una mamma e di una nonna sorridente, pronta a spegnere le candeline del suo settantacinquesimo compleanno.

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