Il Tirreno

Livorno

vademecum

Il calcolo finale spetta all’Agenzia delle Entrate

Il calcolo finale spetta all’Agenzia delle Entrate

Ecco alcune indicazioni da tenere presenti per una corretta detrazione delle spese mediche dal modello 730 precompilato

4 MINUTI DI LETTURA





DETRAZIONI
CHI HA DIRITTO
Ha diritto alle detrazioni dalla dichiarazione dei redditi qualunque contribuente abbia sostenuto spese per «l’acquisto di servizi o beni medico-sanitari». Il diritto è indipendente dal reddito. Si può detrarre dall’Irpef il 19% della spesa sanitaria sostenuta (19 euro ogni100 spesi). La detrazione è riconosciuta sotto forma di credito di imposta.

I LIMITI
LA FRANCHIGIA/1

Lo sconto si applica togliendo dalla spesa sanitaria totale una franchigia di 129,11 euro.

LE ECCEZIONI
LA FRANCHIGIA/2

La franchigia non si applica per le spese sanitarie sostenute dal familiare del disabile «non fisicamente a carico».Non è prevista franchigia neppure per l’acquisto di mezzi di trasporto adattati a disabili. L’acquisto è consentito (per la detrazione) una volta ogni 4 anni e con un tetto massimo di spesa di 18.075,99 euro.

SPESE DEDUCIBILI
I DISABILI

Per i disabili, sia le spese mediche generiche che quelle di assistenza specifica sono totalmente deducibili dal reddito complessivo e senza alcuna franchigia.

730 PRECOMPILATO
CHI INVIA I DATI

Con il modello precompilato, per il contribuente non c’è più l’obbligo di inviare o di fornire al Fisco ricevute e scontrini delle spese sanitarie. L’obbligo di procurarsi i dati in modo corretto è dell’Agenzia delle Entrate che li raccoglie tramite vari canali: la Regione (Asl, ospedali, medici di base), farmacie, cliniche e ambulatori convenzionati e autorizzati. studi privati, dentisti entro il 28 febbraio di ogni anno d’imposta (il 2016 per il 2015).

SCONTRINI E FATTURE
SE E QUANTO CONSERVARLI

È vero che i contribuenti non devono fornire al Fisco scontrini e ricevute di spese per farmaci, dispositivi medici, prestazioni sanitarie, visite, esami e così via. Ma hanno l’obbligo di conservarli per quattro anni. Due le ragioni: possibil verifiche richieste dall’Agenzia delle Entrate; riscontro della regolarità del 730 precompilato. Non sono, infatti, esclusi errori, imprecisioni, omissioni, soprattutto nel primo anno di detrazione delle spese telematiche.

VERIFICHE
L’ACCESSO AL PRECOMPILATO

Il contribuente potrà verificare la correttezza delle spese sanitarie inserite nel 730 precompilato, accedendo al proprio profilo fiscale dal sito dell’Agenzia delle Entrate.
Per accedere alla propria dichiarazione precompilata è necessario il codice Pin che può essere richiesto: a) telefonando al numero 848 80044 dell’Agenzia delle Entrate; b) collegandosi al sito www.agenziadelleentrate.gov.it;c) andando direttamente agli uffici della propria città dell’Agenzia delle Entrate.

La verifica serve per controllare gli importi delle spese sanitarie caricate (E1) e gli eventuali rimborsi; gli importi da detrarre; gli importi delle spese sanitarie dei familiari a carico; spese sanitarie per familiari non a carico (E2); spese sanitarie per persone con disabilità (E3).

SPESE DETRAIBILI
CHI FA IL CALCOLO

Il calcolo spetta all’Agenzia delle Entrate, una volta raccolti tutti i dati. Il totale detraibile dal reddito è data dalla somma di tutte le spese sanitarie sostenute (detratta la franchigia di 129,11 euro).
Il limite massimo di detrazione per le spese sanitarie 2016 per i familiari non a carico è di 6.197,48 euro; se questa soglia viene superata ma non supera i 15.493,71 euro lo Stato consente una rateizzazione in 4 quote annuali di pari importo entro il 2018.

SPESE GIÀ RIMBORSATE
SE E QUANTO DETRARRE

In linea generale, in caso di spese mediche già rimborsate con contributi o premi (a loro volta deducibili o detraibili), il contribuente può comportarsi in due modi: detrarre la differenza tra le spese sostenute e quelle rimborsate; detrarre l’intero ammontare delle spese, salvo poi includere, nella dichiarazione, l’importo liquidato dall’assicurazione tra i redditi soggetti a tassazione separata. In questi casi conviene sempre consultarsi con un Caaf.

OPPOSIZIONE
NO ALL’UTILIZZO DEI DATI SANITARI

Il contribuente può opporsi all’utilizzo dei propri dati relativi alle spese sanitarie da parte dell’Agenzia delle Entrate attraverso il 730 precompilato. Ci sono tre modi: a) non comunicando il codice fiscale a chi emette la ricevuta o lo scontrino; chiedendo a voce al medico o alla struttura sanitaria che emette la fattura di annotare l’opposizione (ma questo vale solo per le spese dal 2016); accedendo tramite le proprie credenziali Fisconline all’area autenticata del sito Sistema tessera sanitaria. Questo sistema sarà attivo dal 2016 , per cui, per le spese del 2015, ci sarà tempo di esercitare l’opposizione dal 1° al 28 febbraio 2016.

Altrimenti, l’opposizione si può manifestare compilando un modello da inviare, consegnare personalmente o spedire via e-mail all’Agenzia delle Entrate.

(i.b.)

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web