Gioco
Duecento lavoratori in strada per dire no all’ipotesi concordato
Volantinaggio in centro, oggi si replica davanti alla stazione nel pomeriggio corteo da piazza della Repubblica al Comune
LIVORNO. I camion della spazzatura sono rimasti col motore spento nel deposito di via dell’Artigianato, ma i lavoratori dell’Aamps si sono visti ugualmente ieri mattina per le strade della città. Con i loro giubbotti gialli e arancioni hanno attraversato le strade del centro e parlato con i livornesi, spiegando le ragioni dello sciopero, indetto dai sindacati Cgil e Fiadel (che rappresentano oltre il 90% della forza lavoro aziendale), che proseguirà anche oggi.
550 posti a rischio. «550 posti di lavoro sono a rischio per la scelta del sindaco Nogarin di procedere col concordato - hanno spiegato -. L’indotto rischia di franare se non riscuoterà quanto dovuto e Aamps rischia di fallire se il tribunale non accetterà il concordato, oppure se i creditori si opporranno come hanno più volte annunciato. Insomma è un salto nel buio, per Aamps, per l’indotto e per la città».
Lavoratori compatti. L’hanno spiegato a parole, hanno distribuito volantini, l’hanno urlato mentre passeggiavano, compatti e uniti, a prescindere dal recente distinguo di Cisl e Uil, che proprio per la loro non adesione allo sciopero hanno perso nelle ultime ore alcuni dei 25 lavoratori totali che rappresentavano.
Tour in centro e attimi di tensione. In oltre duecento sono partiti da piazza del municipio, si sono fermati in piazza Grande dove hanno appeso i loro volantini all’albero di Natale, sono arrivati al mercato, poi hanno attraversato via Ricasoli e sono arrivati in piazza Cavour. Il traffico è rimasto rallentato e non sono mancati alcuni momenti in cui la tensione è salita, come quando i lavoratori hanno incontrato per strada Andrea Marzovilla, l’ex superconsulente scelto da Nogarin per fare un piano industriale in realtà mai varato (lo raccontiamo in altro articolo qua sotto, ndr), o come in piazza Cavallotti dove qualche ambulante li ha malamente apostrofati, sebbene proprio la zona del mercato - sia due sabati fa durante la prima protesta, sia ieri - sia stata tra quelle in cui il servizio di pulizia è stato garantito, insieme alle scuole, alle caserme e all’ospedale.
Alla stazione e poi in corteo. Oggi è previsto il secondo round dello sciopero. Stamani i lavoratori effettueranno un presidio in piazza Dante per parlare con i pendolari in partenza dalla stazione e raccontare anche a loro i motivi della loro protesta, ma il clou della giornata sarà alle 17, quando un corteo partirà da piazza della Repubblica e arriverà fin sotto il municipio dove alle 16.30 è in programma la commissione bilancio su Aamps che precederà il consiglio comunale, fissato per domattina, che a sua volta precederà l’assemblea straordinaria di sabato, in cui il sindaco dovrà dire al cda che strada seguire, concordato o ristrutturazione del debito.
L’atto di indirizzo del consiglio sui precari. «Il consiglio comunale di venerdì rappresenta un’occasione preziosissima per fare due scelte, che sono indipendenti tra loro - spiega Giovanni Golino, segretario della funzione pubblica della Cgil -. La prima è l’atto di indirizzo del consiglio per trasformare in tempo indeterminato i precari in scadenza a gennaio». La stabilizzazione entro il 31 dicembre permetterebbe all’azienda un risparmio di 1.3 milioni in tre anni grazie al Jobs Act. «Un atto di indirizzo votato da maggioranza e opposizione sarebbe il modo migliore perché l’amministrazione possa dare il via libera all’azienda per l’immediata trasformazione dei contratti a tempo indeterminato», continua Golino.
No concordato, si ristrutturazione del debito. L’altro punto di discussione è quello sul concordato, su cui una convergenza tra maggioranza e opposizione sembra assai più difficile. «E invece il concordato può ancora essere ritirato e il consiglio può rappresentare un momento di confronto politico, che sappia tener conto della posizione dei fornitori, dei rischi per l’azienda, delle ricadute per l’indotto, dei 2 milioni di euro di costi di consulenze per il passaggio dal tribunale - continua Golino -. La ristrutturazione del debito è la strada alternativa che può ancora essere percorsa».
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