Il Tirreno

Livorno

Sciopero, cassonetti pieni fino a venerdì

di Giulio Corsi
Sciopero, cassonetti pieni fino a venerdì

Lavoratori in piazza contro la scelta di Nogarin. I sindacati: «Il concordato costerà ai livornesi 2 milioni di soldi pubblici»

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LIVORNO. Tornano a incrociare le braccia i dipendenti di Aamps. Oggi e domani i camion dello svuotamento cassonetti non passeranno, così come resteranno fermi i mezzi che effettuano la raccolta porta a porta. Chiuse le stazioni ecologiche, gli uffici Tari-Tia, interrotto il servizio ingombranti. Insomma, 48 ore di disagi ma saranno comunque garantiti i servizi minimi essenziali, dunque quelli effettuati presso scuole, ospedale e caserme, ma anche al mercato di piazza Cavallotti.

«Lo sciopero è contro la scelta del sindaco Nogarin di procedere con il concordato per l’Aamps, un salto nel buio, che costerà alle tasche dei cittadini assai di più che pagare i creditori», spiega Giovanni Golino, segretario della funzione pubblica della Cgil.

Si prevede un’adesione pressoché totale dei quasi 300 dipendenti dell’azienda di via dell’Artigianato, nonostante la protesta sia stata indetta solo da Cgil e Fiadel (che rappresentano comunque il 90% dei lavoratori). A quanto pare almeno una parte degli iscritti a Cisl e Uil aderirà infatti allo sciopero: a quanto risulta anzi, lunedì alcuni iscritti della Cisl avrebbero cancellato il proprio tesseramento al sindacato di via Goldoni, mentre Stefano Venturini, Rsu Uil di Aamps dimessosi dopo il distinguo del proprio sindacato, ha annunciato che aderirà alla protesta.

Il fronte dei lavoratori insomma appare unito. Sarà in servizio solo il personale comandato «per mantenere gli standard minimi essenziali di servizio e di monitoraggio, controllo e sicurezza nell’impianto e per svolgere i servizi minimi essenziali - spiegano da via dell’Artigianato -. L’azienda ha provveduto ad organizzare l’attività cercando mitigare in via preventiva gli effetti sulla popolazione».

Oggi sarà organizzato anche un presidio sotto il municipio, mentre domani dalle 17 un corteo partirà da piazza della Repubblica e arriverà fino al Comune, dove sarà in corso di svolgimento la commissione bilancio che precederà il consiglio comunale di venerdì.

«Siamo sicuri che si uniranno a noi molti livornesi, ai quali vogliamo dire che ci dispiace per i disagi, ma che lo sciopero è fatto per Livorno, per 550 famiglie che rischiano il posto di lavoro, per le tasche dei cittadini ai quali il concordato costerà 2 milioni di euro di soldi pubblici tra commissario, advisor, legali, estensori, attestatori», continua Golino.

«Di fatto invece - aggiunge il segretario della Cgil - sanare i debiti costerebbe i 3.2 milioni di euro che l’amministrazione ha già stanziato per Aamps e altri 3 milioni che con una ristrutturazione del debito alla quale i fornitori hanno già detto di sì, si potrebbero spalmare in tre anni».

Ci sono margini perché il sindaco torni indietro sulla propria scelta? Sono pochi, visto anche l’esito dell’incontro in prefettura di sabato, nel quale l’amministrazione comunale ha ribadito la sua linea. Di certo, d’altra parte, la posizione dei creditori finora è stata chiara: no al concordato, sì ad una ristrutturazione del debito.

L’unico margine potrebbe essere rappresentato dai tre “dissidenti” all’interno della maggioranza: nonostante la sospensione arrivata dai vertici nazionali, nelle ultime ore sembra che sia stata tentata una ricucitura da parte di alcuni sherpa del gruppo consiliare, anche davanti ai numeri ormai risicatissimi della maggioranza. Non è detto che un riavvicinamento non possa essere sancito magari da un passo indietro sul concordato, ma l’ipotesi sembra comunque improbabile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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