Il Tirreno

Livorno

MA LE PARTI RESTANO LONTANE: LO SCIOPERO DI CGIL E FIADEL RESTA

Sindacati e Palazzo Civico ricominciano a parlarsi

Sindacati e Palazzo Civico ricominciano a parlarsi

LIVORNO. Sulla “patata bollente” Aamps i sindacati e la giunta di Palazzo Civico tornano a parlarsi: un filino di dialogo che si è tradotto in una riunione-fiume. E questo non era scontato: dopo l’inc...

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LIVORNO. Sulla “patata bollente” Aamps i sindacati e la giunta di Palazzo Civico tornano a parlarsi: un filino di dialogo che si è tradotto in una riunione-fiume. E questo non era scontato: dopo l’incandescente seduta consiliare della scorsa settimana, dopo che Cisl e Uil si erano smarcate da Cgil e Fiadel, dopo che alcuni rappresentanti sindacali aziendali di Cisl e Uil avevano preso le distanze dai propri dirigenti territoriali...

Al tavolo insieme al sindaco Filippo Nogarin e al vicesindaco Stella Sorgente erano presenti gli assessori Lemmetti e Martini con i dirigenti municipali Lami, Falleni e Cenerini. In campo sindacale la Cgil schierava Strazzullo e Golino, la Cisl Pardini e Bardini, la Uil Sodano e Colombo.

In effetti, è emerso «un generale apprezzamento per l'avvio di un tavolo di confronto», come dirà la nota ufficiale di Palazzo Civico in cui si riferisce anche la critica dei sindacati: il confronto «poteva comunque essere avviato prima della formulazione della decisione di giunta». Sta di fatto che gli uni e gli altri hanno ribadito «l'impegno ad una costante prosecuzione del tavolo nel tempo» (come «momento attivo di partecipazione pur nelle differenze dei ruoli e delle competenze»).

Resta il fatto che soprattutto con Cgil e Fiadel restano le distanze: tant’è vero che i due sindacati hanno confermato lo sciopero in agenda per domani e dopodomani.

La giunta l’ha detto ai sindacati e l’ha messo nero su bianco nel comunicato finale: nessuna intenzione di mollare sul concordato preventivo in continuità, basti dire che nella nota a fine incontro si sottolinea chiaro e tondo che questo «non è elemento in discussione». Non è tutto: ribadendo il primo punto saltato fuori nel confronto, è di nuovo Palazzo Civico a ripetere che «l'amministrazione comunale rimane ferma nel proposito di adottare lo strumento del concordato preventivo in continuità come unica soluzione possibile per il futuro dell'azienda». Lo si ribadisce sottolineando che sono stati «fugati tutti i punti che sono emersi nel tavolo anche in merito all'indotto». In realtà, quel “fugati” si riferisce alle intenzioni della giunta perché è la stessa nota ad ammettere che sul punto-chiave (il concordato) sono stati espressi da Cgil e Fiadel «dubbi, perplessità e contrarietà». Dunque lo sciopero, mentre Cisl e Uil hanno «confermato la sospensione dello stato di agitazione in funzione dell'apertura di un tavolo di confronto con l'Amministrazione».

C’è semmai una sottolineatura che viene vista con interesse dai sindacati, che hanno cercato di stanare il Comune sul destino dei precari: benché il “fronte del no” tema che il conordato diventi un boomerang anche per la stabilizzazione dei 40 addetti, la giunta ha preso impegno ad «individuare tutti gli strumenti legislativi e contrattuali atti a garantire le assunzioni, nel più breve tempo possibile, dei lavoratori precari».

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