Toscana
Boom di truffe e frodi web: oltre 700 in un anno
Siamo fra le 19 province italiane (su oltre 100) dove la delinquenza colpisce di più. Aumentano i raggiri, calano i reati generali in provincia: poco meno di 17 mila
LIVORNO. Due truffe al giorno, ogni giorno, per tutto il 2014. Parlano chiaro i dati del Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell’interno rielaborati dal Sole 24 Ore. A Livorno, l’anno scorso, sono cresciuti notevolmente i raggiri e le frodi informatiche: più di 700 in un anno nella provincia. Si tratta di una crescita a doppia cifra, visto che nel 2013 nella stessa categoria se ne registrarono 182 ogni 100 mila abitanti: l’aumento del 13,3 per cento fa salire Livorno alla 51ª posizione di questa classifica in Italia, rispetto all’89ª di appena dodici mesi prima.
Cambia l’identikit-tipo della criminalità di casa nostra: per decenni Livorno si è ritenuta una sorta di isola della “tranquillità” sociale, salvo poi accorgersi che erano aumentati in gran numero i piccoli reati da microcriminalità (fra borseggi, scippi e furti) mentre restavano lontano dall’orizzonte reati più gravi come gli omicidi (senza però dimenticare che casi di violenze e di abusi su minori, l’ “anima oscura” di una comunità, sono sempre stati più di quanto appaia nel percepito dei livornesi).
Adesso si affacciano con forza alla ribalta i raggiri via web. Le statistiche indicano che in generale, però, i reati all’ombra dei Quattro Mori e del territorio provinciale in generale sono in netto calo, a rispettare il trend che già si era visto l’anno scorso. Le denunce, nel corso del 2014, sono state circa 16.800: vale a dire 1.450 in unità rispetto al 2013, che in termini percentuali significa meno 8,29 per cento. Una diminuzione molto più marcata rispetto all’Italia, dove il numero di reati scende ma solo del 2,74 per cento.
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E questo permette a Livorno di perdere qualche posizione nella classifica delle città italiane con più denunce all’attivo: è diciannovesima, dopo che nel 2012 era salita fino al quattordicesimo posto. In Toscana sono quattro le città con una densità di denunce più alta: Firenze, Prato, Lucca e Pisa. E solo due, Arezzo e Siena, vedono una diminuzione più marcata di reati: in questi territori è dell’8,4 per cento, pressoché uguale a quella registrata a Livorno.
L’aumento più marcato, però, si registra nelle estorsioni: sono 12,98 ogni 100.000 abitanti. Un numero che può sembrare piccolo, ma che rappresenta comunque un aumento del 57,14 per cento sull’anno precedente.
Aumentano pure i furti d’auto: nel 2014: se ne sono rubate 54,6 ogni 100 mila abitanti, vale a dire il 21,7 per cento in più rispetto al dato registrato nel 2013.
Per il resto, nonostante una crisi che nel 2014 non poteva certo dirsi superata, tutte le altre voci vedono segnali incoraggianti. A partire dai borseggi, da sempre una delle voci più pesanti all’interno del bilancio dei reati compiuti a Livorno: erano 232 ogni centomila livornesi, un anno dopo sono diventati 195. E calano del 26 per cento i furti con strappo, 18,29 ogni centomila abitanti nel 2014.
I furti nelle abitazioni, poi, si sono ridotti addirittura di un quarto: da 430 ogni 100 mila abitanti a 320. In un anno, fa un appartamento derubato in meno al giorno.
Continua il calo drastico delle rapine, nel 2014 32,7 ogni 100 mila abitanti: uno standard statistico che porta la provincia di Livorno a scendere dalla posizione numero 33 alla 47 di questa speciale classifica. Risultiamo a metà anche della graduatoria regionale: in Toscana le rapine sono quasi quattro volte più frequenti a Prato (che in effetti è fra le sei province di tutta Italia dove il fenomeno è più rilevante), ma anche a Firenze (14ª), a Lucca (18ª), a Pisa (23ª) e a Pistoia (29ª) i rapinatori entrano in azione più spesso che da noi. È da aggiungere anche che complessivamente questo tipo di reati risulta nel 2014 in calo di quasi 14 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
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