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Lo sfogo dell’artista dopo il furto: «Spero che quella roba li faccia felici»
Livorno, Paolo Filippi ha saputo del colpo subito mentre era in ospedale: «Mi rompe le scatole l’attacco alla casa, che qualcuno abbia violato la nostra privacy»
LIVORNO. «Mi rompe le scatole l’attacco alla casa, il fatto insomma che qualcuno abbia violato la nostra privacy. Per il resto, insomma per il furto in sé, non mi importa. Si tratta di roba effimera che non ti permette di vivere o di mangiare: si compra e poi si tiene lì per anni, come facevo io, magari pensando a un futuro».
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È una lezione sullo spirito e sulla materia quella dell’artista Paolo Filippi dopo il furto subito mercoledì 2 dicembre quando i ladri, sfruttando il suo ricovero in ospedale, gli hanno svaligiato la casa portando via un bottino di circa 60mila euro tra soldi e gioielli. «In questa occasione - va avanti - mi viene in mente un mio caro amico che cito volentieri. Lui dice sempre: se hanno rubato vuol dire che gli ci volevano. Ecco voglio pensare che quella roba fosse loro necessaria».
Ma se sugli oggetti materiali si può anche soprassedere, sugli affetti no. Soprattutto quando si mettono in pericolo. «Quando mia moglie mi ha raccontato quello che era successo - va avanti - ho subito pensato al rischio che ha corso. Non voglio pensare a quello che poteva accaderle se avesse trovato i ladri nell’appartamento, per fortuna non è successo». Tra lunedì 7 dicembre e martedì 8 Paolo Filippi sarà dimesso dall’ospedale e potrà tornare a casa.
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