Gioco
All’Alto Fondale le mutazioni del porto
In regalo la sedicesima coppia di foto dello scalo ieri e oggi Fra gru e banchine, il simbolo della capacità di cambiare
LIVORNO. Tanto l’una come l’altra foto di oggi rappresenta la capacità del porto di Livorno di cambiare pelle, di innovare il proprio identikit.
Quella da amarcord: mostra il porto com’era quasi un secolo fa mentre stava espandendosi al di fuori dal proprio perimetro classico e cercava spazi a nord per dare ospitalità alle nuove flotte (che non erano più velieri e piccoli piroscafi).
Quella più recente: presenta al centro una gru Paceco, che è l’emblema dell’ammodernamento dei mezzi di sollevamento (con la trasformazione delle banchine in una sorta di fabbrica in cui i macchinari contano assai più di prima quando carico e scarico erano una operazione tutta manuale e tutta artigianale).
Si tratta della sedicesima foto della serie di 21 coppie di immagini che Il Tirreno sta offrendo in regalo ai lettori in edicola dal lunedì al venerdì. Nascono dal prezioso lavoro di ricerca che Mario Bellagotti e Vito Lo Piccolo hanno compiuto per conto della direzione promozione dell’Authority, partner del Tirreno in questa iniziativa.
È da aggiungere che chiunque avesse bisogno di ottenere foto arretrate o il raccoglitore (in edicola con la prima foto) non deve fare altro che rivolgersi al proprio edicolante che contatterà gli uffici del Tirreno.
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